Categoria: Europa

Le ceramiche di Grottaglie: a spasso nel paese delle ceramiche pugliesi

Ceramiche di Grottaglie: tutto quello che devi sapere sulla città delle ceramiche Ceramiche Grottaglie. Un diamante grezzo di una bellezza accecante. È così che definirei Grottaglie, borgo pugliese nelle terre…

Ceramiche di Grottaglie: tutto quello che devi sapere sulla città delle ceramiche

Ceramiche Grottaglie. Un diamante grezzo di una bellezza accecante. È così che definirei Grottaglie, borgo pugliese nelle terre del tarantino conosciuto da alcuni ma ignoto ancora a tanti. Coloro che lo conoscono lo associano subito alla ceramica, simbolo ormai del paese, tant’è che vi è un vero e proprio quartiere di mastri artigiani, botteghe e creazioni di singolare bellezza. Scoprire questa piccola cittadina mi ha dato conferma di quanto la nostra terra possa offrirci e quanto, alle volte, ne tendiamo a sottovalutare la bellezza specie di quello che ci è poco noto.

Grottaglie ceramiche

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Opere d’arte: 20 opere d’arte da vedere in Italia

20 opere d’arte da conoscere: Top 20 Italia 2o opere d’arte da vedere in Italia è una Top20 creata per poter raccontare le bellezze del nostro paese da riscoprire e…

20 opere d’arte da conoscere: Top 20 Italia

2o opere d’arte da vedere in Italia è una Top20 creata per poter raccontare le bellezze del nostro paese da riscoprire e da non perdere assolutamente.

Opere d’arte da vedere assolutamente in Italia per bellezza e notorietà. Un viaggio all’insegna della bellezza made in Italy.

Quando Ezio mi ha proposto di scrivere un nuovo articolo, mi ha lanciato una sfida piuttosto interessante: stilare un elenco di 20 opere d’arte da vedere assolutamente in Italia. Una proposta ardua e al tempo stesso stimolante: come fare a racchiudere in soli 20 nomi l’intero patrimonio artistico del nostro paese, che comprende oggetti, quadri, sculture, luoghi? Senza contare tale lista sarebbe risultata inevitabilmente incompleta e totalmente soggettiva.
Per tutti questi motivi, ho voluto dare vita ad una forma di lista partecipata coinvolgendo amici, colleghi e conoscenti. Non si assiste quindi ad un’autorità che impone “dall’alto” che cosa vale la pena vedere e cosa no, ma ad una pluralità di voci che dispensano consigli sulla base dei propri ricordi, emozioni, sensazioni. Un insieme di esperienze diverse che si mescolano, si intrecciano, diventando punto di partenza per nuovi racconti che hanno come comune denominatore le opere d’arte.

In questa lista troverete solo opere d’arte  (tralasciando invece luoghi ed edifici che daranno vita ad un catalogo separato) raccontati dalla voce di coloro che li hanno scelti. In ogni punto dell’elenco troverete l’indicazione dell’autore e il titolo dell’opera selezionata, insieme al nome della persona e al luogo in cui recarvi per poterlo vedere di persona (laddove il nome è assente significa che a parlare è l’autore dell’articolo). Si tratta ovviamente solo di suggerimenti, nella speranza che questa lista possa continuare ad allungarsi arricchendosi di spunti e indicazioni. Soprattutto, la speranza più grande è questa traccia, appena abbozzata, faccia nascere la voglia di esplorare la nostra meravigliosa terra, portando a scoprire – o meglio riscoprire – quanto ci circonda e fa parte di noi.

Ecco opere d’arte da non perdere assolutamente racchiuse in una TOP 20

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Alberobello: cosa vedere nella “Capitale dei Trulli”

Alberobello. Cosa vedere nella “Capitale dei Trulli” Sarà per via di quelle sue costruzioni così particolari, sarà perché hanno addirittura realizzato un cartone animato (Le Avventure dei Trullalleri, ne avevate…

Alberobello. Cosa vedere nella “Capitale dei Trulli”

Sarà per via di quelle sue costruzioni così particolari, sarà perché hanno addirittura realizzato un cartone animato (Le Avventure dei Trullalleri, ne avevate sentito parlare?) ma il borgo di Alberobello ha raggiunto ormai una fama mondiale. Se quindi ti stai domandando: “Alberobello, cosa vedere?” questo è l’articolo che fa per te!

Trulli Alberobello

Alberobello: dai Trulli ai Rioni del borgo pugliese

Chiunque, ogni anno, che sia inverno o d’estate si reca in questa piccola cittadina pugliese del sud Italia per perdersi tra le sue vie e far la conoscenza delle sue caratteristiche costruzioni: i trulli. Per chi non avesse avuto la possibilità di vederli o per quei pochi che non sanno di cosa io stia parlando, i trulli sono una costruzione tipica pugliese, di forma conica realizzati in pietra a secco. Essi sono i successori delle prime abitazioni preistoriche.

Trattandosi di un paesino la visita è facile, come è altrettanto facile innamorarsi e perdersi nelle sue piccole vie. E quindi perché non indicarvi le principali bellezze di Alberobello e cosa vedere in questo famoso borgo?

Puglia Trulli

Foto di Sara Parchitelli @AnomadinApulia

Alberobello, cosa vedere: Rione Monti, il cuore del borgo

Rione Monti è la parte più visitata del paese questo perché comprende circa 1000 trulli allineati lungo i margini di otto stradine che convergono tutti verso la sommità del colle sul quale spicca la Chiesa di sant’Antonio anch’essa a forma di trullo. Su queste vie è possibile vedere ogni tipo di trullo e restare ammaliati dal profumo e dal colore dei fiori che li adornano è inevitabile. Consigliarvi uno scorcio in particolare è inutile. Piuttosto date sfogo alla vostra fantasia e immortalate l’angolo più caratteristico che vi colpisce.

SPOILER: sarà difficile scegliere solo un’inquadratura!!

I Trulli Siamesi

Se siete arrivati quasi vicino la sommità del colle, soffermatevi a salutare i Trulli Siamesi: sono uniti alla punta ma hanno ingressi diversi su vie differenti. Si racconta che un tempo fossero collegati da un porta esterna che poi andò distrutta così come il loro legame, a causa di una faida tra due fratelli i quali si erano innamorati della stessa donzella.

La terrazza del Belvedere

Per ammirare Rione Monti nella sua interezza, andate in piazza Girolamo d’Acquaviva D’Aragona, lì troverete la terrazza Belvedere situata proprio difronte al quartiere dei trulli. Quasi nessuno ormai riesce a sottrarsi dal catturare la vista dei trulli da questa terrazzina ma vi dirò che, per quanto scontata possa sembrare, per me resta l’inquadratura più bella.

Alberobello, cosa vedere: Rione Aia Piccola

Per conoscere a pieno la vita del vero borgo, fate un salto a Rione Aia Piccola, un complesso di trulli residenziali meno conquistato dalle attività commerciali e quindi un po’ più autentico. Qui troverete il famoso Trullo Sovrano, unico esempio di trullo a due piani, oggi Casa – Museo da visitare per le sue sale e il giardino in pieno stile mediterraneo.

Lasciatevi trasportare dai colori delle botteghe artigiane, dedicate una sosta in uno dei tanti ristoranti – trullo del paese e rilassatevi assaggiando le prelibatezze locali pugliesi accompagnate sempre, da un buon calice di vino.

 

 

 

Articolo di Sara Parchitelli, animo e radici pugliesi ma cuore nomade.
Il viaggio e la scrittura sono temi centrali della mia vita. Da piccolina con mio papà che mi trasportava su isole fantastiche alla ricerca dei pirati, poi con il libri che mi permettevano di vivere vite avventurose di cui riscrivevo sempre il mio finale preferito, e infine però ho scelto posti più reali grazie a bus e aerei. Sono super curiosa ma anche un po’ pigra (mi piace coltivare i miei spazi). Amo la fotografia, le lingue straniere ( ne parlo quasi 4) e l’interior design.

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Salvador Dalì: opere come espressione del proprio inconscio

Salvador Dalì: opere come espressione della propria psiche. Curiosità su uno dei maestri della storia dell’arte Per la rubrica “Vite d’artista“, che racconta alcune delle menti più geniali ed interessanti…

Salvador Dalì: opere come espressione della propria psiche. Curiosità su uno dei maestri della storia dell’arte

Per la rubrica “Vite d’artista“, che racconta alcune delle menti più geniali ed interessanti della storia dell’arte, ho pensato ad un ospite d’eccezione: Salvador Dalì! Opere, note biografiche e curiosità di un artista ribelle e controverso.

Salvador Dalì follia

 

In questo momento così buio, dove le libertà più semplici ci paiono negate da contingenze di assoluta necessità, penso che possa essere più che mai utile lasciarsi ispirare dall’arte per riscoprire il mondo intorno a sé.

Vite d’artista: Salvador Dalì

Per la puntata di oggi ho scelto di presentarvi uno degli artisti più anticonformisti, ribelli e innovativi del Novecento.

L’ultimo grande pittore delle Avanguardie storiche, che ha fatto del sogno e dell’inconscio il suo terreno prediletto di esplorazione: Salvador Dalì. Chissà che anche noi, immergendoci nel suo mondo dove tutto è possibile, non possiamo lasciarci trasportare lontano dall’immaginazione…

«La sola differenza tra me e un pazzo è che io non sono pazzo.»

Salvador Dalì pazzia

Salvador Dali: note biografiche e curiosità

Salvador Felipe Jacinto Dalì nasce a Figueres, in Catalogna, l’11 maggio 1904. Già dall’infanzia compare quella vena estrosa che caratterizzerà tutta la sua esistenza, in quanto fermamente convinto di vivere una doppia vita, la sua e quella del fratello morto prima della nascita. All’inizio degli anni Venti si scrive alla prestigiosa Accademia Reale di Madrid, dalla quale verrà però espulso più volte per aver accusato i professori di incompetenza.

Eccentricità e culto di sé

Icona della sua epoca (ma non solo), Dalì condurrà tutta la sua vita all’insegna dell’eccentricità e del culto di se stesso. Come amava ripetere: “Ogni mattina mi sveglio e, guardandomi allo specchio, provo sempre lo stesso ed immenso piacere: quello di essere Salvador Dalì”. Celebre è l’attenzione e la cura dei suoi baffi, sempre perfettamente piegati verso l’alto.

I suoi animali erano visti come opere d’arte anch’essi: negli anni Sessanta gli viene regalato un cucciolo di tigre da lui chiamato Babou, che portava con se a guinzaglio ovunque andasse. Esemplare è il caso in cui entrò con l’animale in un noto ristorante di Manhattan. Quando un suo compagno di cena si allarmò alla vista del tigrotto, lui rispose con calma dicendo che Babou era un normalissimo gatto che aveva “dipinto in un disegno artistico”.

Faceva risalire il suo amore per l’oro, l’eccesso e il lusso ad un’auto-attribuita “discendenza araba”.

In poche parole, Dalì si era costruito un personaggio che ammaliava, seduceva, irritava, provocava e infastidiva, sempre in nome dell’arte.

Salvador Dalì: opere e il surrealismo

Nel 1927 Salvador Dalì si reca a Parigi per la prima volta dove entra in contatto l’anno successivo con il gruppo surrealista. La sua adesione al movimento è, almeno all’inizio, sincera e motivata, anche se manterrà sempre un atteggiamento di distacco altezzoso nei confronti dei suoi colleghi.

dalì surrealismo

Surrealismo: sogno, follia e inconscio

Il Surrealismo è un movimento nato nel 1924 con la pubblicazione di un Manifesto ad opera di André Breton, suo padre fondatore. Partendo dalle teoriche psicanalitiche di Sigmund Freud e dalla sua opera “L’interpretazione dei sogni”, il Surrealismo critica la centralità del pensiero logico-razionale esaltando le componenti del sogno, della follia e dell’inconscio. Secondo Breton, infatti, l’uomo trascorre gran parte della sua vita dormendo e sognando. Deve necessariamente esistere, perciò, una maniera per avere accesso a questa attività tipicamente umana conciliando il momento della veglia con quello del sonno. Il Surrealismo, quindi, si pone come una sorta di automatismo psichico, ovvero un processo automatico che fa intervenire l’inconscio senza il controllo della ragione. In tal modo il pensiero, privo di freni inibitori, può accedere liberamente a idee, immagini, parole e combinarle in maniera del tutto innovativa.

dalì opere persistenza della memoria

Dalì opere: “La persistenza della memoria”, 1931, Olio su tela

Dalì: opere frutto del metodo “paranoico-critico”

Quando si parla di Dalì non si può non menzionare la sua particolarissima tecnica di automatismo definita “metodo paranoico-critico”; la paranoia è una malattia mentale che porta alla convinzione che tutto il mondo ci sia avverso e che gli altri ci siano nemici; ecco quindi che i suoi quadri nascono dal torbido agitarsi del suo inconscio, dalle sue paure e dai suoi deliri, dei quali lui cerca di prendere coscienza fissandoli sulla tela. È un modo per osservarle con lucidità, prendendone consapevolezza, e distaccandosene emotivamente.

Dalì: sogni, tabù, desideri, fobie

dalì opere cigni che riflettono elefanti

Dalì Opere: “Cigni che riflettono elefanti”, 1937, Olio su tela

In quest’ottica, per Salvador Dalì “opere” diventa sinonimo dei propri “elementi onirici”: i tabù sessuali, i desideri di potenza e le fobie si concretizzano con uno stile che a volte rasenta la perfezione tecnica, la “fantasticheria naturalistica”, come lui stesso l’ha chiamata. Attraverso il ricorso a simboli complessi e riferimenti colti, le Dalì opere risultano spesso di difficile interpretazione. Sono una maniera per l’artista di dare vita alle forme impossibili che popolano la sua mente ma, al tempo stesso, lo stimolo primo della sua vita di uomo e della sua fantasia.

sogno causato dal volo

Dalì opere: “Sogno causato dal volo di un’ape“, 1944, Olio su tela

Sogno causato dal volo di un’ape“, tenta di fissare sulla tela le improvvise visioni suscitate nell’artista dalla puntura inaspettata di un’ape. Una donna dormiente, nuda e sensuale (che riproduce nelle fattezze Gala, la compagna di Dalì) sta per essere punta sul braccio da una baionetta, evidente simbolo sessuale. Ma la puntura in realtà c’è già stata e la sua percezione, ingigantita dal sogno, assume l’aspetto di due tigri feroci scaturite da un pesce a sua volta originatosi da un melograno. La persistenza della memoria mostra un paesaggio quasi desertico con alcuni orologi nell’atto di sciogliersi, in una dilatazione temporale che annulla qualsiasi riferimento al mondo esterno, in quello stato sospeso tipico del sogno.

Per Dalì “opere”, quindi, sinonimo di ironia, illusione ottica, fraintendimento che arricchiscono un universo già denso di significati: quello interiore dell’essere umano in quanto individuo e, in questo caso, come artista.

dalì opere sant'antonio

Dalì opere: “La tentazione di sant’Antonio”, 1946, Olio su tela

Le muse di Dalì

Insieme al cibo e al tempo, la sessualità femminile è uno dei temi più ricorrenti nelle opere di Dalì in accordo alle teorie freudiane; secondo queste, infatti, nell’inconscio trovano espressione i desideri sessuali più reconditi e inespressi. L’atteggiamento dell’artista nei confronti delle donne cambiò quando incontrò colei che divenne prima sua amante e poi moglie e musa per tutta la vita: Gala.

dalì gala

Lei si chiamava Helena Diakonova ed era figlia di un avvocato russo. Si conobbero nell’estate del 1929, durante una vacanza passata insieme ad alcuni amici artisti surrealisti. All’epoca la donna, 11 anni più grande di Dalì, era sposata con Paul Eluard ma ciò non impedì ai due di innamorarsi perdutamente. Helena decise di lasciare il marito e si risposò per la seconda volta. Nonostante i numerosi tradimenti e le infatuazioni del pittore, Gala rappresentò per tutta la vita la musa e modella dell’artista, tanto che in seguito alla sua morte Dalì cadde in una forte depressione.

Amanda Lear e Salvador Dalì

Nel 1965 in un locale notturno francese Dalí incontrò Amanda Tapp, in seguito Amanda Lear, un’indossatrice francese di origine cinese e inglese. Colpito dai suoi modi sopra le righe, Dalì la elesse a sua pupilla, instaurando un insolito (e all’epoca scandaloso) rapporto a tre insieme alla moglie.

Dalì: un genio imperfetto

Dopo aver trascorso tutta la vita tra l’America e l’Europa, nel 1951 tornò a vivere nell’amata Catalogna. Qualche anno più tardi iniziò a lavorare al Teatro-Museo Dalì nella sua cittadina natale, Figueres, in cui trascorrerà gli ultimi anni della sua vita.

Il 23 gennaio 1989, mentre ascoltava il suo disco preferito, Tristano e Isotta di Wagner, morì per un attacco di cuore. Aveva 84 anni. Fu sepolto nel suo Teatro-Museo, frutto del suo genio totalmente imprevedibile. Un luogo magico per un uomo che ha fatto del sogno la sua ragione esistenziale.

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Luca Barbieri

Sognatore dal 1994. Lettore instancabile, viaggiatore appassionato, ricercatore bellezza. Laureato all’accademia di belle arti di Bologna nella speranza di condividere la sua passione per l’arte con chiunque abbia voglia di ascoltarlo. IG  Luca Barbieri

 

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Vellutata di verdure: ricette e trucchi per prepararle

Ricetta vellutata: tante ricette e trucchi per preparala Con l’arrivo del freddo e dei primi acquazzoni quante volte abbiamo pensato alla prospettiva di un buon bicchiere di vino, un film…

Ricetta vellutata: tante ricette e trucchi per preparala

vellutata di piselli

Con l’arrivo del freddo e dei primi acquazzoni quante volte abbiamo pensato alla prospettiva di un buon bicchiere di vino, un film rilassante e soprattutto una cena calda ma anche facile e veloce da preparare? Passando gran parte della mia giornata fuori casa e con zero voglia di cucinare al mio rientro, ho trovato il modo di coccolarmi senza dover passare ore in cucina: la vellutata! Scopriamo insieme, quindi, i segreti della ricetta della vellutata sfruttando i sapori tipici della stagione invernale e goderci un pasto leggero e gustoso che saprà accarezzare il nostro palato.

Di seguito trovate qualche idea di vellutata di verdure, tra le mie preferite:

  1. Vellutata di Porro e zucca
  2. Ricetta crema di Piselli
  3. Vellutata di carote e curry
  4. Vellutata ricette: Finocchi e Zafferano
  5. Ricette vellutate: Bietole

1. Ricetta vellutata di zucca

Ingredienti per 2/3 persone:

  • 400 gr di zucca
  • 1 cipolla o (se volete un gusto più delicato) 1 porro
  • 1 patata media (100 gr circa)
  • 550 ml di brodo (o 1 dado classico)
  • Sale e Pepe
  • 3 cucchiai di olio extravergine di oliva
  • Opzionale: noce moscata, yogurt greco o latte.

Come preparare una zuppa di zucca :

In primis conviene preparare tutti i nostri ingredienti: tagliate la cipolla o, alternativamente, il porro a rondelle. Pulite la zucca avendo cura di rimuovere con un cucchiaio tutti i semi; quindi tagliate la polpa in piccoli cubetti così da favorire la cottura. Sbucciate la patata e, come per la zucca, tagliatela in cubetti altrettanto piccoli.

In una padella antiaderente fate scaldare due cucchiai di olio extravergine di oliva e quindi fate soffriggere per pochi minuti la cipolla o il porro; aggiungete le patate e saltate anche queste in padella per pochi minuti, quindi aggiungete la zucca e il brodo caldo (avendo cura di salvare un po’ di brodo laddove vi occorra in un secondo momento) e lasciate cuocere per circa 15-20 min a fuoco lento. Quando sia patate che zucca avranno raggiunto una consistenza morbida, salate e pepate a vostro piacimento e, se lo gradite, aggiungete una spolverata di noce moscata per dare un sapore ancora più incisivo al vostro piatto.

Passate il tutto con un frullatore o un minipimer fino a quando non avrete ottenuto un impasto cremoso e senza grumi.

Valutate la consistenza della vostra crema: se troppo liquida ripassatela qualche minuto sul fuoco, al contrario aggiungete ancora un po’ di brodo o, alternativamente, un po’ di latte.

Impiattate e aggiungete un cucchiaio di olio evo a crudo e qualche crostino di pane. Servitela ancora calda!

Variante: se volete un gusto più delicato e una consistenza più cremosa potete decidere di aggiungere (e decorare) la vostra vellutata con dello yogurt greco!

Se volete una variante vegana della ricetta cliccate qui.

2. Ricetta vellutata di piselli

Ingredienti per 2/3 persone:

  • 450-500 gr di piselli (freschi o surgelati)
  • 1 cipolla bianca o, alternativamente, 1 porro
  • 1 patata piccola (50 gr circa)
  • 500 ml di brodo (o 1 dado classico)
  • Sale e Pepe
  • 3 cucchiai di olio extravergine di oliva
  • yogurt greco o panna fresca liquida

Come preparare una zuppa di piselli:

Anche in questa variante, occorre preparare prima tutti i nostri ingredienti: tagliate la cipolla o, alternativamente, il porro a rondelle. Ponete i pisellini in uno scolapasta e passateli velocemente sotto l’acqua corrente. Sbucciate la patata e tagliatela a cubetti piccoli.

In una padella antiaderente fate scaldare due cucchiai di olio extravergine di oliva e quindi fate soffriggere per pochi minuti la cipolla o il porro; aggiungete le patate e saltate anche queste in padella per pochi minuti, quindi aggiungete i piselli e il brodo caldo e lasciate cuocere per circa 15-20 min a fuoco lento. Quando i vostri piselli saranno pronti e anche la patata avrà raggiunto una consistenza morbida togliete la pentola dal fuoco.

Passate il tutto con un frullatore o un minipimer fino a quando non avrete ottenuto un impasto cremoso e dalla consistenza liscia.

Aggiungete poco alla volta un po’ di yogurt greco o della panna fresca e delle erbe aromatiche a vostro gusto e fantasia.

Impiattate e, anche qui, potete aggiungere qualche crostino di pane o del formaggio grattuggiato per dare un contrasto di colore. Servitela ancora calda!

3. Ricetta vellutata di carote e curry

Ingredienti per 2/3 persone:

  • 400 gr di carote
  • 1 cipolla bianca o, alternativamente, 1 porro
  • 300 gr di patate
  • 600 ml di brodo (o 1 dado classico)
  • Sale e Pepe
  • 3 cucchiai di olio extravergine di oliva
  • Curry in polvere
  • Opzionale: Latte di cocco

Come preparare una zuppa di carote:

Come sempre per facilitare i passaggi successivi, occorrerà preparare prima tutti i nostri ingredienti e quindi tagliare la cipolla o, alternativamente, il porro a rondelle, pelare le patate e le carote per poi tagliarle tutte a cubetti piccoli (circa 2cm).

In una padella antiaderente fate scaldare due cucchiai di olio extravergine di oliva e quindi fate soffriggere per pochi minuti la cipolla o il porro; aggiungete le patate e saltate anche queste in padella per pochi minuti, quindi aggiungete le carote e il brodo caldo (avendo cura di salvare un po’ di brodo laddove vi occorra in un secondo momento). Aggiungete due cucchiaini, al massimo, di curry e lasciate cuocere per circa 15-20 min a fuoco lento. Quando sia le patate che le carote avranno raggiunto una consistenza morbida togliete la pentola dal fuoco.

Passate il tutto con un frullatore o un minipimer fino a quando non avrete ottenuto un impasto cremoso e senza grumi.

Valutate la consistenza della vostra crema: se troppo liquida ripassatela qualche minuto sul fuoco, al contrario aggiungete ancora un po’ di brodo o, alternativamente, un po’ di latte di cocco.

Impiattate e servitela ancora calda!

Variante: non ponete limiti alla vostra fantasia! Potete abbinare le carote anche a frutti come il mango o sostituire la polvere di curry con del succo di limone per dare alla vostra crema un gusto un po’ più acidulo e agrumato. Potete, inoltre, condirla con dei crostini o del pane ai cereali o alla curcuma.

4. Ricetta vellutata di finocchi

Ingredienti per 2/3 persone:

  • 900 gr di finocchi (corrispondenti a 3 finocchi medi circa)
  • 1 cipolla bianca o, alternativamente, 1 porro
  • 1 patata piccola
  • 300 ml di brodo (o 1 dado classico)
  • Sale e Pepe
  • 3 cucchiai di olio extravergine di oliva
  • 1 bustina di zafferano

Come preparare una zuppa di finocchi:

Come prima cosa occorrerà sbucciare e lavare accuratamente i finocchi per poi tagliarli a tocchetti di 2 cm circa. Tagliate la cipolla o, alternativamente, il porro a rondelle, e quindi pelate la patata e tagliatela ugualmente in piccoli pezzi per facilitarne la cottura.

In una padella antiaderente fate scaldare due cucchiai di olio extravergine di oliva e quindi fate soffriggere per pochi minuti la cipolla o il porro; aggiungete le patate e saltate anche queste in padella per pochi minuti, quindi aggiungete i finocchi e fate fare un giro di padella anche a quest’ultimi. Aggiungete il brodo caldo (avendo cura di salvare un po’ di brodo laddove vi occorra in un secondo momento) e lo zafferano che darà un tocco di colore alla vostra crema! Lasciate cuocere per circa 15-20 min a fuoco lento. Quando sia le patate che i finocchi avranno raggiunto una consistenza morbida, togliete la pentola dal fuoco.

Passate il tutto con un frullatore o un minipimer fino a quando non avrete ottenuto un impasto cremoso e senza grumi.

Valutate la consistenza della vostra crema: se troppo liquida ripassatela qualche minuto sul fuoco, al contrario aggiungete ancora un po’ di brodo o, alternativamente, un po’ di latte.

Impiattate e servitela ancora calda!

Variante: per un gusto ancora più consistente potreste usare del brodo di pollo al posto di quello vegetale. Come nelle ricette precedenti potete pensare di usare aggiustare la consistenza della crema con della panna fresca al posto del brodo. Infine, per impiattare, potete spargere del finocchietto selvatico!

5. Ricetta vellutata di bietole

Ingredienti per 2/3 persone:

  • 250 gr di bietole
  • 1 cipolla bianca o, alternativamente, 1 porro
  • 1 patata grande (circa 120-130 gr)
  • 200 ml di brodo (o 1 dado classico)
  • Sale e Pepe
  • 3 cucchiai di olio extravergine di oliva

Per la vellutata di bietole:

Come per le vellutate precedenti occorrerà lavare accuratamente le bietole e separare le foglie dai gambi. Tagliuzzatele un po’ per facilitare sia la cottura che la successiva triturazione. Tagliate la cipolla o, alternativamente, il porro a rondelle, e quindi pelate la patata e tagliatela ugualmente in piccoli pezzi per facilitarne la cottura.

In una padella antiaderente fate scaldare due cucchiai di olio extravergine di oliva e quindi fate soffriggere per pochi minuti la cipolla o il porro; aggiungete le patate e saltate anche queste in padella per pochi minuti, quindi aggiungete le bietole e il brodo caldo (avendo cura di salvare un po’ di brodo laddove vi occorra in un secondo momento). Lasciate cuocere per circa 15-20 min a fuoco lento. Quando avrete raggiunto una consistenza morbida, togliete la pentola dal fuoco.

Passate il tutto con un frullatore o un minipimer fino a quando non avrete ottenuto un impasto cremoso e senza grumi.

Valutate la consistenza della vostra crema: se troppo liquida ripassatela qualche minuto sul fuoco, al contrario aggiungete ancora un po’ di brodo.

Impiattate e servitela ancora calda!

Soup Maker: un valido aiuto per chi ha poco tempo ma non vuole perdere  il gusto di  passato

vellutata di zucca

Cosa succede se abbiamo sempre poco tempo da dedicare ai nostri pasti o sentiamo di non essere particolarmente portati per la cucina ma non vogliamo rinunciare al gusto di una vellutata?

Ci pensa il Soup Maker, piccolo robot da cucina progettato proprio per chi ama le vellutate e non solo! Cercando su internet mi sono imbattuto in molti modelli di Soup Maker (a tal proposito ho trovato molto utile questo articolo dove trovate non solo il costo del prodotto, ma potete leggere anche le recensioni. La mia è assolutamente positiva e consigliata).

Io personalmente ho acquistato un Philips Soup Maker su Amazon approfittando del Black Friday e ne sono rimasto particolarmente entusiasta! Anzi, dirò di più! Soup Maker Philips opinioni: rapido, poco ingombrante, ottimo per preparare una vellutata per 2-3 persone circa in soli 20 minuti e solo unendo tutti gli ingredienti insieme nel boccale senza sporcare. Cosa molto importante.

Per avere maggiori info non esitare a scrivermi sui miei canali social. Ecco il mio account Instagram Ezio. Buona preparazione a tutti!

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Eros e seduzione: gli ori nelle opere di Gustav Klimt

Gustav  Klimt Opere: Vite d’artista Alla scoperta delle vite dei più grandi artisti della storia dell’arte Raccontare l’arte è una delle cose che mi più mi affascina: condividere con gli…

Gustav  Klimt Opere: Vite d’artista

Alla scoperta delle vite dei più grandi artisti della storia dell’arte

Raccontare l’arte è una delle cose che mi più mi affascina: condividere con gli altri aneddoti, curiosità e riflessioni. Perchè? Perché l’arte ci riguarda. Anzi, ci ri-guarda, ci osserva da tempi più o meno lontani e riflette una parte di noi. Chi non si è mai commosso ascoltando una canzone oppure guardando un film?

Eppure, la maggior parte delle persone considera l’arte una cosa morta, da museo, lontana dai nostri tempi. Niente di più sbagliato: gli artisti sono uomini e donne che hanno vissuto, sofferto, amato, gioito esattamente al pari di noi, con l’unica differenza che hanno deciso di raccontare tutte queste esperienze in un’opera, restituendola al mondo.

Oggi comincia un nuovo percorso dal titolo Vite d’artistache vuole cercare di raccontare alcuni di questi uomini e donne straordinari, attraverso le loro opere e le loro creazioni. Il primo personaggio che incontriamo lungo la strada è Gustav Klimt, il celebre pittore viennese famoso per le sue opere dorate e preziose.

klimt

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Viaggiare in Puglia: cicloturismo in Valle d’Itria

Cicloturismo in Puglia: tour alla scoperta della Valle d’Itria con la nuova Triban Rc  Viaggiare in Puglia per cicloturismo. Itinerario di viaggio alla scoperta delle bellezze del tacco d’Italia. Negli…

Cicloturismo in Puglia: tour alla scoperta della Valle d’Itria con la nuova Triban Rc 

Viaggiare in Puglia per cicloturismo. Itinerario di viaggio alla scoperta delle bellezze del tacco d’Italia.

Negli ultimi anni, la Puglia è diventata una delle mete più ambite dagli amanti del cicloturismo che, armati di bicicletta, si avventurano per scoprirne le innumerevoli bellezze paesaggistiche e culturali.

Con l’avvicinarsi della bella stagione aumenta il numero di turisti, più o meno esperti, alla ricerca di itinerari da percorre in Puglia in bici. Non soltanto ciclisti esperti, abituati a percorrere lunghi tragitti in pendenza, ma anche semplici curiosi, desiderosi di sperimentare una nuova modalità di viaggio, più lenta e sostenibile.ù

Cicloturismo Puglia

Viaggiare in Puglia con le bici da corsa Triban Rc

Che tu sia un ciclista esperto o amatoriale, per cominciare il tuo itinerario alla scoperta della Puglia, l’ideale è dotarsi di una bici versatile ma dal costo accessibile. La nuova gamma di bici Decathlon Triban Rc (link per info tecniche) , composta da due modelli (Rc 500 e Rc 520), potrebbe essere la soluzione che fa al caso tuo.

Le Triban Rc nascono come bici da strada votate al cicloturismo, ma a ben guardare i vantaggi che offrono sono molti altri. Innanzitutto, possono essere utilizzate come bici da corsa “comode”, per chi non ha pretese velocistiche. Telaio e manubrio sono studiati per poter passare tante ore in sella senza problemi. La presenza di pneumatici larghi e la forcella in carbonio aiutano, inoltre, ad attutire le sollecitazioni. In più, i cerchi sono tubeless ready: ciò significa che, con un apposito kit di conversione, la camera d’aria può essere sostituita da un liquido antiforatura. Questo riduce il rischio di bucare (se la ruota si buca il foro viene chiuso immediatamente dal liquido), aumenta il comfort di viaggio (l’assenza della camera d’aria rende la bici più morbida sulle buche) e migliora la trazione in fuoristrada.

Le Triban Rc sono ideali per affrontare lunghi viaggi. La posizione di guida è comoda, il manubrio ergonomico consente di cambiare la posizione delle mani per non far addormentare i muscoli e la sella Triban ergoFit è studiata per minimizzare i dolori dopo tante ore di pedalata. I freni a disco permettono una frenata sicura in discesa anche con una bici resa pesante dai bagagli.

Queste caratteristiche rendono Triban Rc le bici perfette per essere utilizzate su sentieri di campagna, mulattiere, strade bianche, argini non asfaltati. Insomma, tutto ciò che oggi viene definito con un termine molto di moda: gravel, percorsi fuoristrada non troppo accidentati, dove non è necessario utilizzare una mountain bike.

viaggiare in Puglia in bici

Ovviamente non potevo legare il lancio della nuova bici di Decathlon a un consiglio di viaggio nella mia terra, nella mia Puglia. Per questo motivo ho deciso di creare un itinerario per viaggiare in Puglia in bici con Triban Rc

Viaggiare in Puglia  tra trulli e città bianche: alla scoperta della Valle d’Itria

Dopo esserti dotato di una buona bici da corsa, il prossimo passo è testarla sul campo. Da questo punto di vista la Puglia è la meta ideale per un’esperienza di cicloturismo con i fiocchi.

Tra i percorsi ufficialmente riconosciuti spicca sicuramente la Ciclovia dell’Acquedotto Pugliese, un percorso in itinere che al momento attraversa la Valle d’Itria dal comune di Figazzano fino a Ceglie Messapica, passando per Cisternino e Ostuni. Questa pista, anche nota come Ciclovia dell’Acqua, fa parte dell’itinerario ciclabile nazionale n° 11 (ciclovia degli Appennini) consultabile sul sito della rete Bicitalia.

Per gli amanti dell’avventura, ho studiato un itinerario personalizzato che, in una giornata, vi permetterà di apprezzare tutti i principali punti di interesse della Valle d’Itria, un’oasi, per il momento, non ancora presa d’assalto dal turismo di massa.

Il mio suggerimento è raggiungere in treno la stazione di Polignano a mare, prendendo il treno regionale da Bari Centrale (il trasporto delle bici è consentito ad eccezione di alcuni orari). Dal centro di Polignano ci spostiamo in direzione Monopoli, prendendo via Aldo Moro, complanare della SS16, che costeggia il mare.

Giunti a Monopoli, imbocchiamo la SP114 in direzione Cozzana: poco prima di raggiungerla, in prossimità del cartello che indica le Contrade di Monopoli, svoltiamo a sinistra e imbocchiamo la strada che conduce a Virbo e Monte Cipolla. Cozzana è una contrada in collina: in questo i rapporti agili delle Triban potrebbero tornare molto utili. In salita, infatti, utilizzando le marce più leggere vi sembrerà di arrampicarvi senza sforzo. Superato Monte Cipolla, raggiungiamo Castellana Grotte dove potrete ammirare le suggestive Grotte di Castellana, un complesso di cavità sotterranee di origine carsica di straordinaria bellezza.

Lasciandoci alle spalle le Grotte di Castellana, ci dirigiamo verso la Frazione Alcanterini e imbocchiamo la SP146. Dopo circa due km, svoltiamo sulla destra tenendo d’occhio il segnale che indica la strada comunale delle Guadiane. Proseguiamo per circa sei km fino all’incrocio con la SP113: svoltiamo a sinistra e percorriamola per un brevissimo tratto. Dopo di che, imbocchiamo la prima strada sulla destra seguendo le indicazioni per Santa Lucia. Dopo tre km circa, arriveremo davanti alla magnifica chiesetta di Santa Lucia ai Monti. Proseguendo dritto e attraversando la Frazione di Santa Lucia, ci troveremo di fronte due opzioni: proseguire verso lo Zoo Safari di Fasano oppure svoltare per raggiungere Alberobello.

Nel primo caso, proseguiamo fino a sbucare sulla SP146, giriamo a destra in direzione Selva di Fasano e dopo circa tre km svoltando a sinistra, ci troveremo nei pressi dello Zoo Safari.

In alternativa, in corrispondenza della Frazione di Santa Lucia, svoltiamo a destra in direzione Alberobello/Canale di Pirro. Sbucheremo sulla SP81 che imboccheremo girando a sinistra. A quel punto dovremo prendere la prima a destra (SP77) e al successivo incrocio procedere in direzione Alberobello, capitale dei Trulli, iscritta nell’elenco dei Patrimoni dell’UNESCO

Dopo la sosta ad Alberobello, imbocchiamo la strada per Contrada Capitolo (SP59). Proseguiamo per circa 7 km fino all’incrocio con la SP162 in corrispondenza della Chiesetta di S. Elia Profeta. Girando a destra arriveremo a Locorotondo, splendido borgo dove consiglio di visitare la splendida Chiesa di San Giorgio Martire.

A questo punto imboccando la strada comunale 21, dopo circa tre km, imbocchiamo la strada che conduce a Contrada Cerrosa. Proseguiamo per quattro km lungo Cupa Rampone, quindi giriamo a sinistra su strada Mecela che conduce direttamente a Martina Franca. Nota per l’ipnotico stile barocco delle sue chiese, Martina Franca ospita ogni anno il Festival musicale della Valle d’Itria, appuntamento imperdibile per appassionati musicofili. Negli ultimi anni insieme a Locorotondo e la vicinissima Cisternino è diventata punto di riferimento anche per gli appassionati di musica indie-rock ed elettronica, grazie agli appuntamenti estivi come il VIVA! Festival e il Locus Festival.

Per una sosta food il posto più indicato e dove potrete scambiare qualche chiacchiera con altri cicloturisti è Micro ristorante.

Da Martina Franca, per raggiungere Cisternino, imbocchiamo la SP61 che dopo un po’ diventa SP13 e ci condurrà direttamente in città.

A questo punto imboccando la SP17 e percorrendola per circa sei km incontreremo le contrade Masseria Piccola e Casalini. Dopo averle superate, giriamo a destra facendo attenzione al segnale che indica la Contrada Barbagianni. Dopo circa due km giriamo a sinistra seguendo le indicazioni per la masseria Foragno e dopo circa quattro km, girando a destra, arriveremo ad Ostuni. Per concludere il tour della Valle d’Itria in bellezza, vi consiglio di fare un giro per la città bianca, inoltrandovi tra le innumerevoli viuzze che si fanno strada tra le abitazioni dal tipico rivestimento di calce bianca, che rende così particolare il centro storico.

Per qualsiasi informazione sul vostro viaggiare in Puglia non esitate a lasciarmi un commento o scrivermi su Instagram @EzioMrLifestyle .

Aspetto i vostri scatti con la nuova bici di Decathlon Triban Rc. Che itinerario avete programmato per le vostre uscite di cicloturismo?

 

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Instagram Masterclass: 6-7 Aprile a Bari tutti i segreti sul mondo

Instagram Masterclass il 6 e 7 aprile 2019 a Bari: l’evento per imprese, agenzie, consulenti e influencer. Per la prima volta in Puglia un corso su Instagram dalla A alla…

Instagram Masterclass il 6 e 7 aprile 2019 a Bari: l’evento per imprese, agenzie, consulenti e influencer.

Per la prima volta in Puglia un corso su Instagram dalla A alla Z per imprese, agenzie, consulenti e influencer.

Cos’è una Instagram Masterclass? Semplice… Un viaggio nei meandri di Instagram, per scoprirne tutti i segreti, destinato a chi ha a che fare con la comunicazione online: piccole-medie imprese strutturate per gestire internamente la comunicazione; Social Media Manager e consulenti freelance occupati nella gestione di profili business; blogger, writer, influencer.

Instagram Masterclass

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Copenaghen cosa vedere: luoghi d’interesse in città

Copenaghen cosa vedere: luoghi d’interesse della capitale della Danimarca.   Al nono posto tra le città più vivibili al mondo secondo Travel365 e quarta tra le città più costose al…

Copenaghen cosa vedere: luoghi d’interesse della capitale della Danimarca.

 

Al nono posto tra le città più vivibili al mondo secondo Travel365 e quarta tra le città più costose al mondo, secondo uno studio dalla banca d’affari svizzera UBS Global Wealth Management, Copenhagen, capitale della Danimarca, significa letteralmente Porto dei Mercanti. Piccolo gioiello scandinavo, Copenhagen, pur non essendo eccessivamente grande possiede numerosissime attrattive che la rendono una delle città piu belle del Nord Europa. Copenaghen cosa vedere è un posto nato dall’esigenza di raccontare le bellezze di questa città.

 

Copenaghen cosa vedere: consigli pratici per vivere la città.

Innanzitutto il modo migliore per vivere Copenhagen è sicuramente pedalare: ogni zona della citta è collegata perfettemante da una fitta rete di piste ciclabili ed è facile affittare delle bibiclette sia tramite app (es. DonkeyRepublic) oppure presso negozi di bici (es. Baisikeli), presso i quali potrete noleggiare la famosa Christiania Bike.

Scopriamo quali sono i luoghi più interessanti da visitare a Copenhagen e in fondo all’articolo, troverete delle informazioni più dettagliate su ingressi e prezzi.

 

Copenaghen cosa vedere: monumenti da non perdere.

Partiamo dal simbolo della città, nonché della Danimarca tutta: la Sirenetta. Donata alla città dal produttore di birra Carl Jacobsen, figlio del fondatore del Birrificio Carlsberg, dal 1913 accoglie i viaggiatori all’ingresso del porto di Copenhagen. Piccola (172cm di altezza) ma molto romantica, la statua è uno dei luoghi più visitati della città, nonché ormai un’icona.

Nyhavn è stato uno dei primi porti di Copenhagen. Nel 1700 era pieno marinai, birrerie e case del piacere: adesso, tutti questi caratteristici edifici colorati sono stati rinnovati e rappresentano uno dei luoghi assolutamente imperdibili dove scattare decine di foto mentre si sorseggia qualcosa nei bar che affacciano sul canale.

Nyhavn affaccia su Kongens Nytorv, una delle principali piazze della città nella quale si trovano il Teatro Reale e i negozi Magasin du Nord ; inoltre da qui si accede a  Strøget, una delle strade pedonali più lunghe d’Europa: con una lunghezza di 1,1km e tuti i negozi che vi si affacciano, è uno dei centri commerciali all’aperto più grandi del continente. Tra le stradine di Strøget troverete anche la Rundetårn, la torre circolare, anticamente utilizzata come osservatorio astronomico. Dai suoi 34,8m di altezza è possibile vedere tutto il centro storico di Copenhagen.

Strøget collega la piazza di Kongens Nytorv con quella di Radhuspladsen, ovvero la piazza del Municipio, che si staglia imponente sulla piazza con la sua torre e le decorazioni che ripendono draghi e serpenti tipici della mitologia nordica. In questa piazza troviamo anche una statua dedicata ad Hans Christian Andersen, una delle figure più importanti della letteratura danese.

Esattamente davanti a Radhuspladsen, troviamo Tivoli, il secondo parco divertimenti più antico del mondo (il primo si trova sempre in Danimarca, poco fuori Copenhagen). Inaugurato nel 1843, sorge nel pieno centro della città e da 175 anni regala svago e divertimento ai cittadini e ai turisti. Inoltre è stato di ispirazione per Walt Disney quando stava progettando il suo Disneyland.

Quasi dietro Tivoli, c’è uno dei musei più belli della città: la Ny Carlsberg Glyptotek fondata nel XIX secolo grazie alla donazione della collezione privata di Carl Jacobsen, fondatore della Birreria Carlsberg, e che conta pezzi straordinari di Gauguin, Manet, David, Rodin, Canova, Picasso ed altri. Non potevo non inserire questo elenco di pezzi unici imperdibile a Copenaghen.

Copenhagen è una città ricchissima di verde e acqua quindi è d’obbligo una visita (gratuita) all’immenso Orto Botanico, che oltre a distese di verde, un lago ed oltre 15.000 specie di piante, conta anche 27 serre di ferro e vetro tra cui la Palm House: una serra di 3000mq, costruita nel 1874 nella quale sono conservate decine di specie tropicali. Poco lontano dall’Orto, troviamo i Laghi, tre enormi laghi artificiali che racchiudono il centro di Copenhagen e nei quali è possibile navigare con pedalò, barchette oppure i tipici cigni giganti.

Davanti all’Orto Botanico, immerso nei grandissimi Giardini del Re, si trova il Castello di Rosenborg. Costruito dal re scandinavo più famoso, Christian IV, il castello rinascimentale nasce come residenza reale e questo ne giustifica le dimensioni relativamente ridotte. È possibile visitare tutte le stanze del castello, tra cui la Sala dei Cavalieri con i due troni e tre leoni in argento a grandezza naturale. Inoltre, nel bunker sotterraneo sono custoditi (e visibili) i meravigliosi gioielli della corona.

Ogni giorno alle ore 12, dal Castello di Rosenborg parte la marcia della Guardia Reale che arriva al Palazzo di Amalienborg, per il cambio della Guardia della Regina Margherita II. Sede della famiglia reale dal 1794, il complesso è formato da quattro palazzi reali, in stile rococò, posti attorno ad una piazza ottagonale. Se ci si posiziona nel centro della piazza, accanto alla statua equestre del re Federico V, è possibile notare una piccola curiosità: in perfetto asse di simmetria col centro della piazza, da un lato troviamo la Frederiks Kirke o Marmorkirken, imponente chiesa a pianta circolare che possiede la più grande cupola della Scandinavia, ispirata a quella di San Pietro a Roma. Dall’altro lato, separato però dal canale, troviamo il Teatro dell’Opera, firmato Henning Larsen, uno dei più importanti architetti danesi nel mondo. Terminata nel 2004, l’Opera è uno dei teatri più moderni e costosi del mondo, costruita appunto in asse con la piazza di Amalienborg, in modo tale che si possa vedere il palazzo e la chiesa una volta usciti dal teatro.

Copenhagen possiede, dopo Rosenborg e Amalienborg, un terzo palazzo reale, il Palazzo di Christiansborg, attualmente sede dei tre poteri supremi della Danimarca: il potere esecutivo, il potere legislativo e il potere giudiziario. Il palazzo è l’unica struttura al mondo ad avere in contemporanea in sé i tre organismi statali. Nel palazzo è possibile visitare le antiche stanze, le cucine e salire sulla torre, il punto più alto di Copenhagen, da cui avere una vista meravigliosa della città.

Copenaghen cosa vedere: musei da non perdere assolutamente.

Copenhagen offre anche una vasta scelta culturale. Nella mia guida di Copenaghen cosa vedere oltre alla già citata Ny Carlsberg Glyptotek, tra i musei più importanti della città troviamo lo Statens Museum for Kunst, il museo d’arte nazionale della Danimarca che, oltre ad una vasta collezione di pittori danesi, possiede opere di Tiziano, Mantegna, Tintoretto, El Greco, Rembrandt, Matisse e Modigliani. Il Designmuseum Denmark invece, è focalizzato sull’ artigianato danese ed internazionale e sul design industriale del ventesimo secolo. Possiede inoltre una sezione dedicata alle sedie di design più famose di sempre ed la più grande biblioteca per il design in Scandinavia. Interessante è anche il Museo Thorvaldsen con la sua collezione privata dello scultore neoclassico Bertel Thorvaldsen e la David Collection famosa per essere una delle più grandi collezioni di arte islamica in Europa.

Infine, impossibile visitare Copenhagen, senza fare una sosta a Christiania: fondata nel 1971 da un gruppo di hippy che aveva occupato una ex base navale, è il colorato quartiere “trasgressivo” della città. Parzialmente autonomo dal governo danese, è una sorta di limbo nel quale vige l’ anarco-pacifismo ed è famoso per la sua pusher street, nella quale è possibile acquistare marijuana. Ma attenzione, pur essendo quasi totalmente anarchica, Christiania possiede le sue regole: è vietato vendere droghe pesanti ed non è possibile scattare fotografie, a parte nei punti appositamente indicati!

Copenhagen, dunque, è assolutamente una meta fondamentale per chi ama viaggiare, per chi adora scoprire luoghi nuovi e culturalmente diversi dai nostri. Merita decisamente una visita che, sicuramente, vi farà innamorare di questa piccola perla sul Baltico.

 

 

Copenaghen cosa vedere: prezzi e orari d’apertura monumenti e musei in città

Info Utili: ecco tutte le info utili per Copenaghe cosa vedere in città. Musei, prezzi, monumenti.. 

Tivoli (https://www.tivoligardens.com/)

Orari:

  • Domenica – Giovedì 11- 23
  • Venerdì – Sabato 11-24

Prezzi:

  • Ingresso singolo (attrazioni da pagare singolarmente) 120 dkk (16€ circa)
  • Unlimited Ride Ticket (ingresso+giri illimitati su tutte le attrazioni) 350 dkk (47€ circa)

Ny Carlsberg Glyptotek (https://www.glyptoteket.dk/)

Orari:

  • Lunedì chiuso
  • Martedì – Domenica 11-18
  • Giovedì 11-22

Prezzi:

  • Adulti: 115 dkk (15€ circa)
  • Under 27: 85 dkk (11€ circa)
  • Under 18: gratis
  • Martedì: gratis

Orto Botanico 

Orari

  • Lunedì – Domenica 8.30-18

Prezzi

  • Ingresso gratuito

Castello di Rosenborg (http://www.kongernessamling.dk/en/rosenborg/)

Orari

  • Lunedì – Domenica 9-18

Prezzi:

  • Adulti: 110 dkk (14€ circa)
  • Studenti: 75 dkk (10€ circa)
  • Under 17: gratis

Palazzo di Amalienborg (http://www.kongernessamling.dk/en/amalienborg/)

Orari

  • Lunedì – Domenica 10-17

Prezzi:

  • Adulti: 95 dkk (13€ circa)
  • Studenti: 65 dkk (9€ circa)
  • Under 17: gratis

Palazzo di Christiansborg (http://www.kongeligeslotte.dk/da/slotte-og-haver/christiansborg-slot.html)

Orari

  • Lunedì – Domenica 9-17

Prezzi:

  • Adulti: 150 dkk (20€ circa)
  • Studenti: 125 dkk (17€ circa)
  • Under 18: gratis

Torre

Orari:

  • Lunedì chiuso
  • Martedì – Sabato 11-21
  • Domenica 11-17.30

Prezzi:

  • Ingresso gratuito

Statens Museum for Kunst 

Orari:

  • Lunedì chiuso
  • Martedì – Domenica 11-17
  • Mercoledì11-20

Prezzi:

  • Adulti: 110 dkk (14€ circa)
  • Under 30: 85 dkk (11€ circa)
  • Under 18: gratis

Designmuseum Denmark 

Orari:

  • Lunedì chiuso
  • Martedì – Domenica 10-18
  • Mercoledì10-21

Prezzi:

  • Adulti: 115 dkk (15€ circa)
  • Anziani: 80 dkk (11€ circa)
  • Under 26: gratis
  • Studenti: gratis

 

Museo Thorvaldsen 

Orari:

  • Lunedì chiuso
  • Martedì – Domenica 10-17

Prezzi:

  • Adulti: 70 dkk (15€ circa)
  • Under 18: gratis
  • Studenti: 50 dkk (15€ circa)
  • Mercoledì: gratis

David Collection 

Orari:

  • Lunedì chiuso
  • Martedì – Domenica 10-17
  • Mercoledì10-21

Prezzi:

  • Ingresso libero
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Volo Bari Mosca: Volo diretto di 4 ore a partire da Giugno

Volare in Russia in sole 4 ore e con volo diretto: volo Bari Mosca da Giugno 2018 Avete sempre voluto visitare l’incantevole e affascinante Russia? Volevate andare a visitare l’enigmatica…

Volare in Russia in sole 4 ore e con volo diretto: volo Bari Mosca da Giugno 2018

Avete sempre voluto visitare l’incantevole e affascinante Russia? Volevate andare a visitare l’enigmatica ed eclettica Mosca? Da giugno con il volo diretto Bari Mosca potrete realizzare i vostri sogni. In sole 4 ore sarete nel paese più grande del mondo.

Bari-Mosca

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Ristoranti parigini: ristoranti etnici a Parigi da non perdere

Parigi : Tre ristoranti etnici da non perdere per assaporare la vera cucina asiatica Il cibo è uno dei modi per scoprire un posto, per approfondirne la cultura. Assaporare una particolare…

Parigi : Tre ristoranti etnici da non perdere per assaporare la vera cucina asiatica

Il cibo è uno dei modi per scoprire un posto, per approfondirne la cultura. Assaporare una particolare pietanza ci può ricordare un luogo, un momento oppure ci fa desiderare di visitare un paese.

Parigi offre un’ampissima scelta di ristoranti di diverse cucine,oltre a quella francese ovviamente. Amo la cucina etnica e vivendo qui apprezzo l’opportunità di poter gustare delle cucine autentiche a due passi da casa e quindi viaggiare attraverso le papille gustative.

Vi propongo di scoprire tre ristoranti etnici che vi porteranno attraverso i sapori in tre paesi dell’Asia, tutti e tre celebri per la loro tradizione culinarie: Cina, Corea e Giappone.

Pronti a partire alla scoperta dei ristoranti parigini? 

 

 

 

BOUTIQUE YAMT’CHA – Ristoranti parigini 

Boutique Yamt’cha uno dei primi ristoranti parigini etnici  nasce come negozio di tè e “bar a bao”. Cosa sono i bao? Il loro nome completo è Banh Bao e sono dei piccoli panini ripieni salati o dolci cotti al vapore e tipici dello street food cinese. L’idea di questo posto nasce dall’inventiva della chef stellata Adeline Grattard e da suo marito, Chi Wah Chan, esperto di tè. Adeline Grattard è a capo del ristorante stellato Yamt’cha, in occasione del trasferimento del ristorante in uno spazio più ampio, la coppia ha deciso di tenere il vecchio indirizzo e trasformarlo in una boutique di bao e tè: lei si occupa della cucina e lui della sala dove consiglia con grande cura il tè più appropriato da acquistare o da sorseggiare in loco.

È possibile acquistare i bao in take away oppure degustarli all’interno della boutique dove potete scegliere oltre ai bao anche alcuni piatti del giorno pensati da Adeline Grattard, il tutto accompagnato da un ottimo tè.

I bao sono squisiti, la pasta è morbidissima, un po’ collosa e il riepieno è un’esplosione di sapori che Adeline Grattard associa con creatività e maestria. I gusti dei bao salati associano degli ingredienti della cucina francese e di quella cinese, il risultato è un’associazione di sapori che fa venire l’acquolina alla bocca alla sola lettura del menù. Formaggio stilton e amarena; polpa di granchio e verdurine ; maiale dei paesi Baschi e melanzane alla sichuanese; formaggio comté,cipolle e curry; verdure, tofu affumicato e peperoncino. Se siete curiosi di provarli tutti e cinque, potete optare per la degustazione dell’assortimento. Di sicuro non resterete delusi.

Sulla lavagna è riportata la scelta dei piatti del giorno , un consiglio spassionato, prendete i ravioli Siu Mai “Dim Sum” con gamberetti e maiale, le vostre papille gustative andranno in estasi!

Per concludere il pranzo potrete optare per i bao dolci oppure per i dessert del giorno.

I bao dolci sono di due tipi: cioccolato o ai frutti. Entrambi squisiti, dal gusto delicato per chiudere con golosità un pranzo sfizioso in un ambiente conviviale e rilassato.

Per quanto riguarda i prezzi, i bao costano 3-4 €  ciascuno, l’assortimento di 5 bao 16 €, per i piatti del giorno il costo varia da 8 a 16 €. Per le bevande il prezzo tè del giorno è 5€, la birra costa 8 €.

 

Info utili :

Restaurant Boutique Yam’Tcha

4, rue Sauval, 75001 Paris

Tel : +33 1 40 26 06 06

http://www.yamtcha.com/maison-de-the.html

Orari di apertura: da mercoledì al venedì dalle 12 alle 18 (ultima prenotazione alle 17)

sabato dalle 12 alle 20.

Chiuso domenica, lunedì e martedì

Metro : Louvre – Rivoli (M1), Les Halles (M4, RER A, B D)

JIUM 2 dei ristoranti parigini 

Kim Hong Seung e sua moglie Sun Hi gestiscono questo ristorante di cucina coreana, in una viuzza del XVème arrondissement, nella zona Motte-Piquet. Il posto è molto raccolto, con una parte della cucina a vista, il decoro è sobrio e contemporaneo, simile a un loft newyorchese. Da Jium, “fare il riso “in coreano ,la carta proposta è corta, ma completa di tutti i piatti classici della cucina coreana. Come antipasto l’haemul pajon un pancake di gamberetti, calamari, zucchine e erba cipollina, croccante al primo morso, poi fondente in bocca, questa delizia molto popolare in Corea si gusta con una salsa di soja all’aceto di mele. Un’alternativa altrettanto tipica e gustosa è la chomuchim, un’insalata di calamari, cetrioli, cavolo, carote, porri, il tutto condito con la salsa piccante coreana. Se preferite un antipasto di carne, scegliete il mini tonkatsu, striscioline di cotoletta di maiale fritte, una croccante delizia che stuzzicherà ancora di più il vostro appetito.

A seguire uno dei piatti più celebri della cucina coreana,il bibimpap proposto in una cocotte di pietra molto calda, è un composto di riso, verdure miste saltate (zucchine,spinaci,rape e verdure secche coreane) condito con la gochujang una salsa fermentata di peperoncino rosso piccante, riso glutinoso, fagioli di soia e malto d’orzo.

Sempre servito in una cocotte fumante il mokssal gui, fettine sottili di lombata di maiale grigliate fondenti in bocca condite con una salsa di soia della casa. Altrettanto delizioso il gueban– un insieme di riso glutinoso con pollo, semi di girasole croccanti, zucca e pinoli. Una vera delizia visiva e gustativa.

Per quanto riguarda i prezzi, per il pranzo è possibile optare per una formula con antipasto e piatto a 15 € (bevande escuse), mentre i costi della carta della sera variano tra i 20 e i 30 €

Per quanto riguarda le bevande, Jium offre alcuni alcolici tipici coreani, tra i più tipici : il bokbunja, liquore di lamponi neri a 5€ il bicchiere, il bekseju al ginseng e allo zenzero al costo di 5€ per un bicchiere, 20 € la bottiglia e la birra Hite (5€) Jium propone una selezione di alcuni vini bio francesi, i prezzi variano tra i 20€ e i 40€ la bottiglia.

La prenotazione è altamente consigliata.

Info utili

26, rue Tiphaine, 75015 Paris

Tel: +33 1 45 75 20 00

http://www.jium.art/

Orari di apertura : da martedì a sabato  dalle 12 alle 15 da lunedì al sabato dalle 19 alle 21:30

Chiuso domenica e lunedì a pranzo

Metro: La Motte – Picquet Grenelle (M6, M8, M10)

KODOWARI RAMEN – 3 dei ristoranti parigini 

Nel VIème arrondissement tra il quartiere de la Monnaie e Saint Germain des Prés, nell’elegante rue Mazarine si trova uno dei posti più celebri per gustare un ottimo piatto di ramen, Kodowari tra tutti i ristoranti parigini.

In giapponese Kodowari è il termine usato per indicare le cose, i dettagli su cui fanno particolare attenzione i gestori di un locale. E il motivo di essere così attenti ai dettagli si avverte immediamente varcata la soglia: un’atmosfera nipponica al 100% dalla decorazione degli ambienti alle abitudini, ovvero non si accettano prenotazioni, non vengono serviti né caffé né vino, ma saké e birra giapponese. L’immersione nella riproduzione di una Yokocho,il tipicolo vicolo giapponese dove mangiare è totale, la cura dei dettagli è manicale e l’intento di riprodurre laTokyo degli anni ’60 è senza dubbio riuscita.

La cura e l’attenzione all’autenticità si ritrova ovviamente anche nel piatto.

Il brodo a base di carne di pollo, gli spaghetti di grano e i condimenti sono tutti fatti in casa dallo chef giapponese e dalla sua brigata. L’estrema cura dedicata alla scelte delle materie prime è tale che la farina dei noodles è realizzata con il grano coltivato nei campi di proprietà del ristorante.

La stessa attenzione è posta nella selezione delle carni di pollo ruspante e di maiale della fattoria basca di Abatia.

La carta propone degli antipasti tipici, dagli edamame, fagioli di soia nel loro bacello, alla wakaname, l’insalata di alghe profumate. Per una variante di carne, potete scegliere il tori tori don con pezzetti di pollo e riso.

Dopo l’antipasto, ecco la scelta del piatto forte, i ramen. Potete scegliere tra quattro tipi di ramen oltre a quello di stagione. Il Shoyu Ramen è un classico, realizzato con tre tipi di soja giapponesi,un brodo di pesce tipico della cucina nipponica, il dashi di frutti di mare e granchio e chashu di maiale, ovvero fettine di carne di suino arrostite e marinate. Seguite la proposta dello chef e aggiungete per 2€ il tamago, un grosso uovo sodo cucinato in un bordo di salsa di soja. Una prelibatezza!

I Niboshi Paitan Ramen hanno il brodo più denso, perchè cotto a fuoco lento e portato a riduzione con un’infusione di sardine secche giapponesi e chashu di maiale.Il consiglio dello chef è di aggiungere il tamago e i menma, i germogli di bambù.

Il Kurogoma Ramen è la specialità della casa, composto di una base di sesamo nero, aglio, zenzero, da fettine di carne di maiale arrostite e dagli squisiti noodles fatti in casa.

Se preferite una variante più leggera, gustate lo Shio Ramen, la base è simile allo shoyu ma in questo caso la carne di maiale è sostituita con quella di pollo, aggiungete il tamago e il pomodoro arrostito e vi leccherete i baffi!

Per quanto riguarda i prezzi, gli antipasti variano dai 2,5 ai 6€, i ramen dai 12 ai 14 € i supplementi da 1 a 3 €. Per le bevande il tè freddo in lattina costa 3,5€, la birra a pressione 4€, il saké 9€.

Non lascaitevi intimorire dalla coda fuori dal ristorante, l’ambiente, la cortesia del personale e il cibo valgono l’attesa

Info utili

Restaurant Kodawari Ramen

29, rue Mazarine,75006 Paris

Tel: + 33 9 70 91 12 41

https://www.kodawari-ramen.com/

Orari di apertura: da domenica a giovedì dalle 12 alle 14:30 e dalle 19 alle 22

Venerdì e sabato dalle 12 alle 14:30 e dalle 19 alle 23

Metro:Mabillon (M10), Odeon (M4, M10)

 

 

Foto Ristoranti Parigini

 

Foto di Ristoranti Parigini

 

 

 

Vanessa Moro Coldeblla per ristoranti parigini 

Ligure di nascita, vivo a Parigi da quattro anni.

Sono innamorata della Ville Lumière, mi piace scoprirla a piedi e cercare il bello e l’inaspettato ovunque, anche dietro l’angolo di casa.

Le foto dei miei posti preferiti sono sul mio profilo Instagram coldbrownie

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Vienna luoghi d’interesse:cosa vedere nella capitale dell’Austria

Vienna Luoghi d’interesse : tutto quello che c’è da vedere nella capitale dell’Austria.   Vienna luoghi d’interesse, ecco a voi un post che spiega cosa non dovete assolutamente perdere a…

Vienna Luoghi d’interesse : tutto quello che c’è da vedere nella capitale dell’Austria.

 

Vienna luoghi d’interesse, ecco a voi un post che spiega cosa non dovete assolutamente perdere a Vienna, capitale d’Austria.

Arrivano spesso quei momenti in cui si ha voglia di staccare un po’ la spina, anche solo per un weekend e di cambiare completamente aria. Se state leggendo questo articolo probabilmente vi trovate in questa situazione e vi piacerebbe ripercorrere le strade dove Mozart, Strauss, Beethoven, Wagner e Klimt trovarono ispirazione per i loro capolavori conosciuti in tutto il mondo, allora Vienna fa proprio a caso vostro.

Vi darò qualche consiglio per non perdere Vienna luoghi d’interesse e questo vi permetterà di vedere tutto ciò che di bello c’è in questa magnifica città in poco tempo, armatevi di tanta energia e voglia di esplorare e si parte!

Ecco un elenco puntato di Vienna luoghi d’interesse: week end nella capitale dell’Austria.

  • Arrivati a Vienna il venerdì pomeriggio raggiungete il centro città ‘’ Wien Mitte ’’ dall’aeroporto, tramite il servizio CAT ‘’City Airport Train’’, quindi potrete andare in albergo, fare il check in e lasciare i vostri bagagli. Prima di continuare però vi consiglio un’opzione che dovreste tenere in considerazione. La Città è perfettamente collegata con i mezzi pubblici e se pensate di voler seguire passo passo il mio tour vi consiglio di acquistare online (e poi ritirare una volta in città) la Vienna Pass e la Vienna Travel Card 72H, ovvero due abbonamenti che vi permetteranno di utilizzare i cosiddetti Hop ON-Hop OFF, metro e tram senza limiti e di entrare nelle attrazioni aderenti senza dover comprare un ticket e senza dover fare file interminabili, insomma una opportunità conveniente al cento per cento.

Ritirata la card nell’ufficio di riferimento presso il sottopasso Opernpassage non lontano dalla fermata della metro Karlsplatz  sarete finalmente in grado di muovervi con i mezzi pubblici per la città, tuttavia vi consiglio di fare una passeggiata serale lungo Kärtner Strasse e di godervi l’elegante atmosfera serale di Vienna così da potervi orientare, mappa alla mano, ed esser pronti a scoprire ogni angolo della città il giorno seguente.

Nel frattempo, sarà ora di cena quindi vi consiglio l’ottimo ristorante ‘’Plachutta’’ a 10 minuti dal Duomo. Punto importante per scoprire  Vienna luoghi d’interese.

Sebbene i prezzi non siano tra i più economici e sebbene sia consigliabile prenotare con un breve anticipo vi assicuro che una volta a tavola non ve ne pentirete. Il personale di sala con grande gentilezza e con un fare cerimonioso e tradizionale vi proporrà e servirà, quelli che sono i piatti tipici più importanti come il Tafelschpitz o la famossisima Wiener Schnitezl.

Dopo cena potrete poi fare una passeggiata lungo i vicoli e le strade più importanti e bere qualcosa in uno dei locali nel centro città che pullula di vita anche nelle ore notturne, con la solita sobrietà che la caratterizza, o in alternativa potrete tornare in hotel per riposarvi e ripartire carichi la mattina seguente.

 

  • Il sabato mattina, dopo aver raggiunto il centro e aver visitato il maestoso duomo gotico, sede di alcuni dei più importanti momenti legati alla dinastia Asburgo, non potete che dedicarlo ai musei del Museumsquartier, che vi consiglio di raggiungere con i comodi Hop On-Hop. In questa zona avrete la possibilità di ammirare le opere d’arte del Kunsthistorische Museum, i reperti del Museo di Storia Naturale (l’accesso a entrambi è compreso nella Vienna Pass) e nel pomeriggio, dopo aver fatto una breve sosta per assaporare un tipico Wurst Sandwich, avrete la possibilità di visitare le zone di Hofburg che più vi interessano come per esempio la Scuola di equitazione spagnola o il Museo dedicato alla storica nonché leggendaria figura dell’amata Sissi. Potrete quindi fare una passeggiata lungo Graben Strasse e dedicare del tempo allo shopping.

Giunti a sera, vi consiglio un giro sulla caratteristica ruota panoramica di Prater (inclusa tra le attrazioni della Vienna Pass) ormai simbolo della città, per poi cenare in un tipico locale non lontano dalla ruota e dalla fermata della metro che vi permetterà di tornare in centro o in hotel. Il ristorante si chiama ‘’Gasthaus Reinthaler’’ e anche qui non mancheranno pietanze tipiche che vi daranno la giusta energia dopo l’intensa giornata appena trascorsa. Potrete quindi comodamente tornare in centro o in hotel.

Dopo un sabato passato alla scoperte delle bellezze di Vienna luoghi d’interesse ecco qualche piccolo consiglio per la domenica.

  • La domenica potrete interamente dedicarla alla visita delle due dimore imperiali più belle e importanti in Austria ma potremmo dire in tutta Europa: Schloss Schönbrunn e Schloss Belvedere. Entrambi si trovano in zone parzialmente periferiche rispetto al centro della città e non sono vicine tra di loro, tuttavia orientandovi con la mappa che vi sarà data al momento del ritiro della Vienna Pass, non avrete nessuna difficoltà a spostarvi con i mezzi pubblici o turistici, e in particolare questi ultimi vi daranno la possibilità di vedere la città e ascoltarne la storia in totale comodità.

Raggiunto Schloss Schönbrunn potrete seguire il percorso ‘’Grand Tour’’ previsto dalla vostra Vienna Pass e una volta entrati nel castello potrete seguire un’audioguida anch’essa inclusa nel pass. Il castello di Schönbrunn (Schloss Schönbrunn in tedesco) famosa reggia imperiale di Vienna, è stato la sede della casa imperiale d’Asburgo dal 1730 al 1918 e potrete apprezzarlo in tutta la sua magnificenza anche nella zona del giardino dove vi è la fontana che ha poi dato il nome al palazzo, che insieme a tutta l’area circostante è oggi patrimonio UNESCO.

Potrete quindi fare una pausa picnic nel giardino o se siete in compagnia dei più piccoli nello zoo anch’esso incluso nella vostra Vienna Pass per poi ripartire alla volta di Schloss Belvedere non senza prima aver raggiunto il caratteristico complesso residenziale di Hundertwasser Haus costruito negli anni ‘80 al fine di infondere allegria e gioia alle cinquanta famiglie meno abbienti della città, costruendo le varie strutture usando linee morbide e le facciate dipinte a colori vivaci e decorate con ceramiche colorate.

Il Castello Belvedere sorge nel quartiere di Landstraße a sud del centro storico di Vienna. Fu costruito per il principe Eugenio di Savoia ed è formato da due palazzi contrapposti, il Belvedere superiore e il Belvedere inferiore, separati da un grande giardino alla francese digradante sulla collina. Anche qui potrete entrare con la vostra Vienna Pass e ammirare alcuni dei tesori dell’arte ottocentesca di Van Gogh, Monet, Friedrich e Klimt, e proprio di quest’ultimo potrete ammirare il famosissimo quadro ‘’Il Bacio’’.

Terminato il tour potrete tornare in centro per gustare ancora qualcosa di tipico e assaporare la tradizionale birra viennese nel ristorante ‘’Stadtboden’’ a due passi da Kärtner Strasse, per poi concludere la vostra esperienza viennese in dolcezza, con uno squisito pezzo di Sacher proprio nel Cafè adiacente all’hotel in cui la tradizionale torta viennese è stata creata per la prima volta.

Potrete quindi dare un arrivederci a questa straordinaria città per ripartire ahimè il lunedì mattina questa volta però utilizzando la linea della metro S7 per raggiungere l’aereoporto, essendo già in possesso della Vienna Travel Card (la card che potete utilizzare senza limiti nei tre giorni di attivazione per viaggiare in metro e tram). Per maggiori info su Vienna luoghi d’interesse  consultate il sito dell’ente.

Da non perdere anche il post sui Mercatini in Austria sempre utile per progettare i prossimi viaggi.

                                                                                 Foto Vienna Luoghi d’interesse. 

 

MATTIA VERRIELLO 

Sono Mattia ho 18 anni e frequento l’ultimo anno del Liceo Linguistico di Bitonto. Vivo per le lingue, la fotografia, l’arte e la musica. Ho uno spirito da leader ma con l’umiltà che serve a non sentirsi superiori a nessuno, mi piace gestire, organizzare, proporre ed esprimere il mio pensiero. Sono diplomatico di carattere e vorrei fare il diplomatico di mestiere, ma nel frattempo viaggio, fotografo e vi racconto qualcosa di quello che vivo nelle mie esperienze qua e la. Il mio motto è ‘’ Be the change you want to see in the world ‘’ letteralmente ‘’Sii il cambiamento che vuoi vedere nel mondo”

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