Categoria: Travel

Dior haute couture primavera estate 2021: personaggi significato

La collezione haute couture di Dior viene presentata tramite i tarocchi (scelti anche come invito ufficiale) che ogni volta che vengono consultati hanno l’abilità di aiutare chi li interpreta in…

La collezione haute couture di Dior viene presentata tramite i tarocchi (scelti anche come invito ufficiale) che ogni volta che vengono consultati hanno l’abilità di aiutare chi li interpreta in maniera magica: il matto, la temperanza, l’appeso, il diavolo, la papessa, la morte, la luna, la stella, l’imperatrice, la giustizia, gli amanti, la forza, la ruota della fortuna, il bagatto, il sole.

 

Dior Haute Couture

 

 

 

 

 

 

 

 

Il Matto: Solitamente è raffigurato con un abito colorato e con un berretto con sonagli simile a quello dei giullari di corte.

Il significato di questa carta rappresenta un nuovo percorso che si sta per intraprendere: l’abbandono di quello che è già stato per mettersi in gioco e iniziare una nuova avventura. Un passaggio tra il vecchio e il nuovo.

 

La Temperanza: È raffigurata come un angelo che ha in mano due coppe e versa un liquido dall’una all’altra: è sinonimo di calma e responsabilità.

La Temperanza è un solenne giuramento per intraprendere una vita più moderata è associata al segno zodiacale del Sagittario e quindi all’elemento del fuoco.

Se pescata dritta vuol dire che si è alla ricerca di un equilibrio interiore.

 

L’Appeso: Il personaggio dell’Appeso è raffigurato come un uomo appeso a testa in giù con un’aureola intorno alla testa che indica il suo stato di benessere.

La carta trasmette un senso di rilassatezza e ha come obiettivo quello di non farsi influenzare da nessun tipo di autorità né di pensiero: le sue parole chiave sono attaccamento, sospensione, anticonformismo e arresto.

 

Il Diavolo: La carta dei tarocchi del Diavolo è strettamente legata ed è opposta a quella degli Amanti.

Il simbolo del Diavolo è associato al simbolo zodiacale del Capricorno elemento di terra e le sue parole chiave sono eccesso, tentazione, dipendenza e legami sessuali o materiali. La carta, estratta dritta, rappresenta una dipendenza che ci incatena.

 

La Papessa: Questa carta chiamata anche Sacerdotessa ed è raffigurata seduta su un trono e rappresenta intuizione, saggezza, immobilità e calma.

Il Bagatto rappresenta il lato maschile della Papessa. Queste due carte rappresentano i due opposti dell’esistenza: quiete per la Papessa e attività per il Bagatto. Tutto nella carta della Papessa indica il doppio e la dualità ma allo stesso tempo la carta pescata dritta rappresenta un periodo di quiete e di non azione.

 

La Morte: La carta dei tarocchi della Morta presa a se stante rappresenta le cose che muoiono, che spariscono dalla nostra vita. Grandi cambiamenti. Però ogni cambiamento non è detto che sia negativo, c’è la possibilità di una rigenerazione. Se questa carta viene pescata dritta rappresenta la fine di qualcosa senza nessun tipo di rimorso.

 

La Luna: La carta dei tarocchi della Luna cerca di aiutarci ad interpretare tutte le situazioni e ciò che si cela dietro ai fatti che spesso incidono in modo estremamente potente sulle nostre vite. Quando una carta della Luna esce dal mazzo dei tarocchi bisogna agire in maniera incisiva.

La Stella: È spesso raffigurata come una donna che versa costantemente l’acqua in un fiume per tenerlo sempre vivo. Questa carta nei tarocchi rappresenta il destino, il Karma. Un altro significato che frequentemente le viene attribuito è quello del contrasto per crescere, un destino quindi inevitabile sarà allora necessario fermarsi a riflettere prima di agire.

 

L’Imperatrice: Questa carta è associata al pianeta Venere emblema dell’amore e della femminilità ed è simbolo di nascita, maternità, fecondità. Tutto ciò che è associato al piacere, alla passione, alla sperimentazione del piacere. Pescata dritta è una carta positiva che rappresenta un periodo di crescita in tutti i sensi.

 

La Giustizia: È una carta dei tarocchi che ci costringe a fare un bilancio sulla nostra vita e identificare cosa non è in equilibrio. Ha come simbolo la dea Themis (dalla mitologia Greca: la donna del buon consiglio) è una figura austera, irremovibile nella sua postura e ha in mano una spada che significa un’azione profonda e decisiva. La Giustizia è associata al simbolo della bilancia e se pescata dritta ci invita ad affrontare i problemi per trovare una soluzione onesta.

 

L’Innamorato: L’innamorato è anche chiamata la carta degli Amanti e sulla carta è raffigurato un trio: un ragazzo in mezzo a due donne di cui deve sceglierne una, le due donne sono una il vizio e l’altra la virtù. Letta “dritta” (quindi pescata dritta) la carta rappresenta proprio le relazioni, l’amore e il piacere e anche interpretata in ambiti differenti come quello del lavoro la carta indica l’idea del piacere nel compiere il proprio dovere. In ogni caso la carta non si riferisce solo alle coppie di amanti ma anche al singolo e in questo caso indica che si è sulla buona strada per trovare l’amore.

 

La Forza: La carta dei tarocchi è raffigurata come una donna vestita di bianco con una ghirlanda di fiori in vita e un’altra in testa come una corona, indossa un abito bianco come segno di purezza. La donna, nei Tarocchi di Rider Waite è accompagnata da un leone che simboleggi le emozioni e le paure sperimentate nella vita. Pescata dritta la carta rappresenta la nostra forza interiore e la fiducia in noi stessi.

 

La Ruota della Fortuna: In questa carta dei tarocchi non viene rappresentato un personaggio ma un oggetto: una ruota della fortuna con raffigurati una serie di simboli esoterici. Questa carta corrisponde al pianeta Giove ed è contraddistinto da simboli di acqua e di fuoco e le sue parole chive sono fortuna, fato e destino. Il significato principale di questa carta è un cambiamento in un momento difficile.

 

Il Sole: È una carta dal significato molto forte che porta con se tutta l’energia di questa stella: forza vitale, prosperità, crescita, luce, calore e trasparenza. Tutto ciò che ruota intorno a questa carta parla di vittoria e successi. Se la carta viene pescata dritta è arrivato il momento di splendere, il vostro momento di gloria.

 

Dior Haute CoutureDior Haute CoutureDior haute coutureDior haute coutureDior haute couture

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Con l’ultima collezione di Dior haute couture Maria Grazia Chiuri ha deciso di seguire un percorso legato all’arcano, al mistico e al trascendentale raccontato magistralmente nel cortometraggio di Matteo Garrone (autore anche dello short video della precedente collezione haute couture del brand).

 

Le protagoniste del viaggio immaginato da Dior si perdono in un percorso intricato all’interno di un castello e in particolare nel suo labirinto come metafora di un viaggio interiore alla scoperta di se stessi: da una parte l’abilità di prendere importanti decisioni in autonomia e dall’altra la sfida di imparare a non aver paura del futuro.

 

La firma di Matteo Garrone, regista contemporaneo Romano, sul cortometraggio per presentare la haute couture di Dior salta subito all’occhio per il focus sui personaggi trattati con un gioco di luci e ombre che li rende unici.

 

La storia raccontata da Maria Grazia Chiuri per la collezione haute couture di Dior e la sua iconografia hanno le proprie radici proprio nella città natale della designer e dallo studio dei tarocchi storici dei Visconti-Sforza realizzate da Bonifacio Bembo nel 1400. Per guardare la gallery dei look presentati non perdere questo articolo

 

 

Monica Amenduni nata a Bari e trapiantata da 5 anni (o forse 6) a Milano per imparare e fare ciò che aveva sempre desiderato: lavorare nella moda.
Ha mosso i suoi primi passi all’Università di Bari nel corso di Lettere Moderne e poi ha studiato allo IED di Milano fashion communication and styling. Oggi lavora da TheComplainers come producer e project manager.
Il lockdown e la pandemia le hanno fatto cambiare prospettiva sulla sua vita e le sue scelte ponendo una maggiore attenzione all’ambiente e alle scelte che facciamo come consumatori diventando un’appassionata di vintage e moda circolare tanto da aprire la sua pagina di ricerca e vendita: Memoria Collezioni.
Monica è una persona molto curiosa e da quasi un anno settimanalmente racconta ai suoi followers 7 fatti salienti che ha scoperto nell’arco della settimana nei suoi
#7facts.

 

Nessun commento su Dior haute couture primavera estate 2021: personaggi significato

Le ceramiche di Grottaglie: a spasso nel paese delle ceramiche pugliesi

Ceramiche di Grottaglie: tutto quello che devi sapere sulla città delle ceramiche Ceramiche Grottaglie. Un diamante grezzo di una bellezza accecante. È così che definirei Grottaglie, borgo pugliese nelle terre…

Ceramiche di Grottaglie: tutto quello che devi sapere sulla città delle ceramiche

Ceramiche Grottaglie. Un diamante grezzo di una bellezza accecante. È così che definirei Grottaglie, borgo pugliese nelle terre del tarantino conosciuto da alcuni ma ignoto ancora a tanti. Coloro che lo conoscono lo associano subito alla ceramica, simbolo ormai del paese, tant’è che vi è un vero e proprio quartiere di mastri artigiani, botteghe e creazioni di singolare bellezza. Scoprire questa piccola cittadina mi ha dato conferma di quanto la nostra terra possa offrirci e quanto, alle volte, ne tendiamo a sottovalutare la bellezza specie di quello che ci è poco noto.

Grottaglie ceramiche

Nessun commento su Le ceramiche di Grottaglie: a spasso nel paese delle ceramiche pugliesi

Opere d’arte: 20 opere d’arte da vedere in Italia

20 opere d’arte da conoscere: Top 20 Italia 2o opere d’arte da vedere in Italia è una Top20 creata per poter raccontare le bellezze del nostro paese da riscoprire e…

20 opere d’arte da conoscere: Top 20 Italia

2o opere d’arte da vedere in Italia è una Top20 creata per poter raccontare le bellezze del nostro paese da riscoprire e da non perdere assolutamente.

Opere d’arte da vedere assolutamente in Italia per bellezza e notorietà. Un viaggio all’insegna della bellezza made in Italy.

Quando Ezio mi ha proposto di scrivere un nuovo articolo, mi ha lanciato una sfida piuttosto interessante: stilare un elenco di 20 opere d’arte da vedere assolutamente in Italia. Una proposta ardua e al tempo stesso stimolante: come fare a racchiudere in soli 20 nomi l’intero patrimonio artistico del nostro paese, che comprende oggetti, quadri, sculture, luoghi? Senza contare tale lista sarebbe risultata inevitabilmente incompleta e totalmente soggettiva.
Per tutti questi motivi, ho voluto dare vita ad una forma di lista partecipata coinvolgendo amici, colleghi e conoscenti. Non si assiste quindi ad un’autorità che impone “dall’alto” che cosa vale la pena vedere e cosa no, ma ad una pluralità di voci che dispensano consigli sulla base dei propri ricordi, emozioni, sensazioni. Un insieme di esperienze diverse che si mescolano, si intrecciano, diventando punto di partenza per nuovi racconti che hanno come comune denominatore le opere d’arte.

In questa lista troverete solo opere d’arte  (tralasciando invece luoghi ed edifici che daranno vita ad un catalogo separato) raccontati dalla voce di coloro che li hanno scelti. In ogni punto dell’elenco troverete l’indicazione dell’autore e il titolo dell’opera selezionata, insieme al nome della persona e al luogo in cui recarvi per poterlo vedere di persona (laddove il nome è assente significa che a parlare è l’autore dell’articolo). Si tratta ovviamente solo di suggerimenti, nella speranza che questa lista possa continuare ad allungarsi arricchendosi di spunti e indicazioni. Soprattutto, la speranza più grande è questa traccia, appena abbozzata, faccia nascere la voglia di esplorare la nostra meravigliosa terra, portando a scoprire – o meglio riscoprire – quanto ci circonda e fa parte di noi.

Ecco opere d’arte da non perdere assolutamente racchiuse in una TOP 20

Nessun commento su Opere d’arte: 20 opere d’arte da vedere in Italia

Alberobello: cosa vedere nella “Capitale dei Trulli”

Alberobello. Cosa vedere nella “Capitale dei Trulli” Sarà per via di quelle sue costruzioni così particolari, sarà perché hanno addirittura realizzato un cartone animato (Le Avventure dei Trullalleri, ne avevate…

Alberobello. Cosa vedere nella “Capitale dei Trulli”

Sarà per via di quelle sue costruzioni così particolari, sarà perché hanno addirittura realizzato un cartone animato (Le Avventure dei Trullalleri, ne avevate sentito parlare?) ma il borgo di Alberobello ha raggiunto ormai una fama mondiale. Se quindi ti stai domandando: “Alberobello, cosa vedere?” questo è l’articolo che fa per te!

Trulli Alberobello

Alberobello: dai Trulli ai Rioni del borgo pugliese

Chiunque, ogni anno, che sia inverno o d’estate si reca in questa piccola cittadina pugliese del sud Italia per perdersi tra le sue vie e far la conoscenza delle sue caratteristiche costruzioni: i trulli. Per chi non avesse avuto la possibilità di vederli o per quei pochi che non sanno di cosa io stia parlando, i trulli sono una costruzione tipica pugliese, di forma conica realizzati in pietra a secco. Essi sono i successori delle prime abitazioni preistoriche.

Trattandosi di un paesino la visita è facile, come è altrettanto facile innamorarsi e perdersi nelle sue piccole vie. E quindi perché non indicarvi le principali bellezze di Alberobello e cosa vedere in questo famoso borgo?

Puglia Trulli

Foto di Sara Parchitelli @AnomadinApulia

Alberobello, cosa vedere: Rione Monti, il cuore del borgo

Rione Monti è la parte più visitata del paese questo perché comprende circa 1000 trulli allineati lungo i margini di otto stradine che convergono tutti verso la sommità del colle sul quale spicca la Chiesa di sant’Antonio anch’essa a forma di trullo. Su queste vie è possibile vedere ogni tipo di trullo e restare ammaliati dal profumo e dal colore dei fiori che li adornano è inevitabile. Consigliarvi uno scorcio in particolare è inutile. Piuttosto date sfogo alla vostra fantasia e immortalate l’angolo più caratteristico che vi colpisce.

SPOILER: sarà difficile scegliere solo un’inquadratura!!

I Trulli Siamesi

Se siete arrivati quasi vicino la sommità del colle, soffermatevi a salutare i Trulli Siamesi: sono uniti alla punta ma hanno ingressi diversi su vie differenti. Si racconta che un tempo fossero collegati da un porta esterna che poi andò distrutta così come il loro legame, a causa di una faida tra due fratelli i quali si erano innamorati della stessa donzella.

La terrazza del Belvedere

Per ammirare Rione Monti nella sua interezza, andate in piazza Girolamo d’Acquaviva D’Aragona, lì troverete la terrazza Belvedere situata proprio difronte al quartiere dei trulli. Quasi nessuno ormai riesce a sottrarsi dal catturare la vista dei trulli da questa terrazzina ma vi dirò che, per quanto scontata possa sembrare, per me resta l’inquadratura più bella.

Alberobello, cosa vedere: Rione Aia Piccola

Per conoscere a pieno la vita del vero borgo, fate un salto a Rione Aia Piccola, un complesso di trulli residenziali meno conquistato dalle attività commerciali e quindi un po’ più autentico. Qui troverete il famoso Trullo Sovrano, unico esempio di trullo a due piani, oggi Casa – Museo da visitare per le sue sale e il giardino in pieno stile mediterraneo.

Lasciatevi trasportare dai colori delle botteghe artigiane, dedicate una sosta in uno dei tanti ristoranti – trullo del paese e rilassatevi assaggiando le prelibatezze locali pugliesi accompagnate sempre, da un buon calice di vino.

 

 

 

Articolo di Sara Parchitelli, animo e radici pugliesi ma cuore nomade.
Il viaggio e la scrittura sono temi centrali della mia vita. Da piccolina con mio papà che mi trasportava su isole fantastiche alla ricerca dei pirati, poi con il libri che mi permettevano di vivere vite avventurose di cui riscrivevo sempre il mio finale preferito, e infine però ho scelto posti più reali grazie a bus e aerei. Sono super curiosa ma anche un po’ pigra (mi piace coltivare i miei spazi). Amo la fotografia, le lingue straniere ( ne parlo quasi 4) e l’interior design.

Nessun commento su Alberobello: cosa vedere nella “Capitale dei Trulli”

Borghi della Toscana: escursione in Valdera

Escursione tra i borghi della Toscana: weekend in Valdera Grazie agli uffici turistici della Valdera ho avuto la fortuna di conoscere e di visitare alcuni dei borghi della Toscana collocati…

Escursione tra i borghi della Toscana: weekend in Valdera

Grazie agli uffici turistici della Valdera ho avuto la fortuna di conoscere e di visitare alcuni dei borghi della Toscana collocati tra Pisa e Firenze. Sono rimasto così affascinato da questi luoghi, molti dei quali risalenti all’epoca medievale, che ho deciso di condividere con voi la mia esperienza. Partiremo, quindi, per un tour virtuale tra storia, arte, cultura, buon cibo, vini pregiati e soprattutto panorami incredibili! Zaino in spalla e…via!

borghi toscana valdera

Valdera: unione di comuni e borghi medievali in Toscana

Quando parliamo di Valdera ci riferiamo ad un insieme di Comuni ( qui trovate l’account instagram ufficiale  @ValderaTouristInfo  ) localizzati geograficamente tra Pisa e Firenze la cui storia affonda le proprie radici nell’epoca medievale come dimostrano i tanti castelli sparsi nei diversi borghi che caratterizzano questo territorio.

Il nostro viaggio tra alcuni dei borghi medievali della Valdera inizia da Pontedera.

valdera borghi toscana

Pontedera: tra i borghi della Toscana nel territorio della Valdera

Non c’è modo migliore di immergersi nell’atmosfera di un luogo che lasciandosi inebriare dai sapori dei suoi prodotti tipici e dei piatti locali. Proprio per questa ragione, appena arrivato a Pontedera, ho voluto concedermi un buonissimo pranzo in un ristorante davvero suggestivo con vista sui Laghi Braccini: “Amalia Laghi”.

amalia laghi

Solo dopo aver soddisfatto il palato, mi sono sentito pronto per affrontare la prima tappa del nostro tour: il museo nella sede storica della Piaggio.

Museo Piaggio

Il museo è stato un susseguirsi di emozioni soprattutto per uno come me che è cresciuto usando “Vespa”, “Apetto” o “Ciao”. Un viaggio incredibile che ripercorre la storia di un’azienda che parte dalla fabbricazione di aerei e treni e che – con la fine della Seconda Guerra Mondiale – intuisce di dover riconvertire la propria produzione verso altri mezzi di mobilità.

Passeggiare all’interno del Museo è come tuffarsi nel passato e ripercorrere, di installazione in installazione, le tappe che hanno permesso alla Piaggio di influenzare la mobilità dell’epoca fino a “colonizzare” anche le altre nazioni.

museo piaggio

Nel museo potrete ammirare installazioni che descrivono l’evoluzione dei modelli della Vespa dalla sua nascita sino ai giorni nostri. In più, leggerete storie di mezzi che hanno affrontato viaggi incredibili e sorprendenti. Sapevate, ad esempio, che due studenti spagnoli in viaggio verso la Grecia durante la prima tappa del loro itinerario hanno incontrano Dalì? Quest’ultimo decise, poi, di decorare la loro Vespa in maniera originale e bizzarra! Questa, come molte altre storie, attendono solo di essere lette!

Piaggio vespa

Costo del biglietto? Nessuno! E’ gratuito per tutti!

Pontedera: tra storia medievale e arte contemporanea

Uscito dal museo mi sono diretto a piedi verso il centro di Pontedera.

Lungo il percorso ho avuto la fortuna di essere guidato da Simona, la responsabile di “Valdera Info”. Scopro, quindi, che la cittadina è stata arricchita nel tempo di installazioni artistiche “a cielo aperto”; un mix di street art e arte contemporanea con l’obiettivo di colorare una città di per sé industriale ma con una grande anima artistica.

borghi toscana pontedera

A tal proposito, la nostra “urban walk” si conclude con la visita al museo PALP – Il Palazzo Pretorio di Pontedera . Grazie alle recenti opere di ristrutturazione il palazzo è stato reso idoneo ad ospitare mostre ed esposizioni di grande valore storico ed artistico. Attualmente il palazzo è sede dell’esposizione “Da Arcadia ad Apocalisse” che offre la possibilità di ammirare una serie di scatti davvero emozionanti che ripercorrono il cambiamento del territorio nazionale – in termini di paesaggio, estetica e di strumenti di rappresentazione – dall’Unità d’Italia fino alla Seconda Guerra Mondiale.

PALP Pontedera

Conclusasi questa seconda visita museale, mi sono concesso una nuova esperienza culinaria: “Atutt’antipasto”. Piatti tipici della tradizione toscana rivisitati dall’estro di uno chef davvero intraprendente che ha voluto mettere in tavola un nuovo “format” di fare ristorazione! Non più diverse portate ma soltanto antipasti. Quest’ultimi variano di volta in volta seguendo la stagionalità e permettono di assaporare nello stesso pasto sapori diversi, talvolta contrastanti ma sempre buonissimi e ben amalgamati.

valdera tuttantipasto

Borgo di Lari: paesaggi incantevoli e artigianato culinario

Per il secondo giorno di escursioni tra i borghi della Toscana nel territorio della Valdera, come prima tappa mi sono spostato a Lari, poco fuori da Pontedera. La storia di Lari non si lega solo alla sua strategica posizione sulla collina tra le città di Pisa e Firenze, ma questo borgo viene ricordato soprattutto per delle tipicità culinarie incredibili.

lari borghi toscana

Pastificio Martelli

Esperienza immancabile per chi passa per Lari è, infatti, la visita ai locali dell’azienda in cui ogni giorno la famiglia Martelli produce pasta artigianale in pochi formati ma di grandissima qualità. Durante la visita, ho avuto modo di vedere come si producono gli spaghetti, per esempio, ma anche i maccheroni che, di lì a poco, avrei avuto il piacere di mangiare per pranzo. E’ stato veramente bello vedere i fondatori “mettere le mani in pasta”! Ma soprattutto è stato molto stimolante poter curiosare all’interno di una realtà che, sebbene divenuta famosa nel corso degli ultimi anni, ha mantenuto il suo carattere “familiare”.

borghi toscana lari Martelli

Macelleria Ceccotti e Macelleria Balestri

Proseguendo il tour alla scoperta dei sapori di Lari, ho avuto il piacere di visitare altre due stupende macellerie (Macelleria Ceccotti e Macelleria Balestri) dove vengono prodotti insaccati in maniera artigianale e senza conservanti chimici; la visita e la degustazione mi hanno permesso di vivere a pieno la passione che guida coloro che gestiscono queste due realtà. Sia la Macelleria Ceccotti che Balestri  sono, infatti, accomunate dalla voglia di raccontare il proprio territorio tramite i loro prodotti genuini e locali.borghi toscana lari macellerie

Bernadeschi il “Fornaio di Lari”

Stessa volontà l’ho potuta respirare nel forno Bernardeschi, dove il mastro fornaio mi ha voluto mostrare la sua Colomba Pasquale e mi ha reso edotto sull’importanza che riveste la scelta degli ingredienti – dal lievito madre, alle farine, alle uova sempre fresche, al fine di ottenere un prodotto di qualità.

Caseificio Busti

Il mio tour culinario per il borgo di Lari si è concluso con la visita alla grotta dove vengono affinati i formaggi della famiglia Busti.Lari Caseificio BustiNon pago delle diverse degustazioni, prima di lasciare questo borgo incantevole, non ho potuto fare a meno di fermarmi a pranzo presso “La Bottega di Canfreo”: prodotti a km 0, piatti della tradizione, grandi sapori, alta qualità. Tutto questo a riprova di quanto la sinergia tra i diversi operatori, seppur di un piccolo borgo, possa essere una tattica vincente!Lari bottega di canfreo

Borghi Toscani nella Valdera: Peccioli e la sua torre panoramica

Dopo aver lasciato alle mie spalle il borgo di Lari, mi sono spostato nel comune di Peccioli. Qui, la torre panoramica la fa da padrona e da essa è possibile godere di una vista unica sulla Valdera. Molto bello passeggiare per le vie di questo paese, più grande del precedente, e lasciarsi stupire dai panorami che lo circondano. Se già non bastasse la vista “naturale”, la comunità ha voluto impreziosire alcuni scorci con veri e propri giochi di luci come quelli che è possibile godere all’interno dei Chiassi (piccoli sottopassi pedonali). Qui al passaggio dei visitatori le istallazioni luminose si attivano per rendere l’esperienza ancora più magica.

borghi toscana peccioli

Tenuta Venerosi Pesciolini

Altra tappa della giornata, questa volta all’insegna della viticoltura, si colloca a Ghizzano, frazione del comune di Peccioli. In particolare, sono approdato in una cantina veramente speciale all’interno di una tenuta che da oltre 7 secoli appartiene alla stessa famiglia: i Venerosi Pesciolini. Sicuramente suggestiva la visita della villa nobiliare – ancora oggi abitata dai membri della famiglia – e, a seguire, della loro cantina, entrambe nel cuore del borgo di Ghizzano che regna sulla vallata.Tenuta Venerosi pescioliniPregiati i vini che ho avuto modo di degustare e che, per la loro indiscutibile qualità, sono riusciti a conquistare destinazioni internazionali e ricevere premi importanti.

Borghi Toscana: Terricciola, la “città del vino”

L’ultima tappa del secondo giorno del nostro tour virtuale per i borghi della Toscana ci porta a Terricciola. Antico borgo di origine etrusca, deve il suo nome al fatto che nell’antichità questo luogo era difeso da torri e conteso tra le due città in cui la Valdera è immersa: Pisa e Firenze.

Fattoria Fibbiano, tra vini DOC e un soggiorno immersi nella natura

Data la particolare composizione del terreno, Terricciola è diventata famosa sia per la produzione di olio che, in particolare, di vini. Per tale ragione questo comune è stato scelto come sede dell’Associazione “Strada del Vino delle Colline Pisane”.

Proprio in ambito vinicolo, non è possibile non citare la cantina della Fattoria Fibbiano che ivi affonda le sue radici. Nel mio tour sono stato accolto da Giuseppe Cantoni – proprietario della Fattoria Fibbiano. Giuseppe, con grande passione, mi ha raccontato la sua scelta, nel 1997, di cambiare vita, tornare alle origini agresti della sua famiglia e intraprendere una nuova avventura. Ha quindi dato vita ad una azienda che si occupa sia della produzione di vino che della gestione di un agriturismo. Ad oggi, infatti, la Fattoria Fibbiano offre, tra le altre cose, la possibilità di soggiornare, fare attività all’interno o all’aria aperta, escursioni, corsi etc.

La mia giornata si conclude, quindi, proprio al casale di Fattoria Fibbiano con un’attività divertente oltre che istruttiva: una bellissima cooking class sulla pasta fresca!

Con i miei compagni di avventura mi sono cimentato nell’arte di impastare per poi trasformare il tutto in spaghetti e maltagliati!!!Fattoria FIbbianoTra una risata e un calice di vino ci siamo ritrovati con le mani in pasta a preparare la nostra cena con cui si è conclusa la seconda giornata del tour all’insegna dei sapori più tipici e di panorami unici e suggestivi.

Un borgo in Toscana ricco di storia: Palaia

Il programma del terzo ed ultimo giorno in giro per i borghi toscana sparsi in Valdera mi ha condotto in uno dei più antichi di questo territorio ovvero il borgo di Palaia.

borghi toscana Palaia

E’ bastato solo un attimo, appena raggiunta la rocca del borgo, per capire che ci trovavamo di fronte ad un panorama incantevole. Dal borgo di Palaia partono, infatti, una serie di escursioni paesaggistiche di incredibile bellezza.

Borghi toscana Paleia vista

Pieve di Sant’Andrea- Borghi toscana

A Palaia ho sicuramente vissuto l’esperienza più particolare di questo breve tour in Valdera. Protagoniste insospettabili di questa mia esperienza due signore del luogo!

Entrando a visitare la Chiesa di Sant’Andrea, infatti, abbiamo incrociato due signore che erano lì a sistemare l’interno della chiesa; vedendoci particolarmente interessati al luogo, hanno incominciato a descriverci le varie opere presenti nella chiesa fornendoci anche delle brochure. Su queste erano descritte le principali attrattive del Paese tra cui la famosa Pieve di San Martino. Purtroppo, a nostra conoscenza, la Pieve sarebbe dovuta essere chiusa. Di fronte al nostro sconforto rispetto all’impossibilità di visitare la Pieve, una delle due signore, indicando l’altra, ci ha bisbigliato sottovoce “lei ha le chiavi!!

E così, incredibilmente, conversando con due signore in chiesa, siamo riusciti ad ottenere una visita alla Pieve di San Martino, per di più con due guide d’eccezione!

palaia - pieve san martino

Meravigliosa Cattedrale del tredicesimo secolo. Costruita in cotto sotto la guida del famoso architetto Andrea Pisano. Inutile dirvi quanto la Pieve sia  suggestiva e imponente.

Savini Tartufi: dai boschi alla tavola nei Borghi Toscana

Lasciata la Pieve, non potevo concludere questo tour in Valdera con un’esperienza culinaria “on the road”: la caccia al Tartufo, organizzata dalla Savini Tartufi. Anche in questo caso ho potuto vantare la partecipazione straordinaria di due ospiti d’eccezione: Giotto e Birba, due dolci e portentosi cuccioli!

Arrivati in azienda vengo accolto da Luca che lavora lì da diversi anni, come facilmente intuibile dalla passione con cui ci racconta l’evoluzione di questa eccellenza toscana. Con lui, come anticipato, Giotto e Birba che ci scortano sulla Jeep in direzione dei vicini boschi.

Savini tartufi

Proprio da questi boschi ha avuto inizio quest’ultima, “profumata” esperienza. Al seguito dei nasi portentosi di Birba e Giotto abbiamo scovato delle “gemme” speciali di tarfufo Bianchello.Savini Tartufi gemma

Tra stupore, divertimento e natura incontaminata, ci siamo messi alla ricerca di questo prezioso fungo che nelle sue 7 tipologie stagionali arricchisce ormai moltissimi piatti, famosi in tutto il mondo. Chiaramente questa esperienza non poteva che finire con la degustazione delle prelibatezze raccolte!Savini pranzoA conclusione di questi tre giorni intensi, ritorno a casa ancor più convinto della grande ricchezza del nostro territorio in termine di gusto, storia e paesaggi, oltre che senza dubbio più arricchito!

Un grazie speciale va ad Ezio che con la meravigliosa intuizione del Team Spezio mi ha permesso di vivere questa esperienza e di condividerla con tutti voi che avete letto il post. Spero di avervi trasmesso la voglia di visitare la Valdera e di scoprire i suoi luoghi e le sue ricchezze!

 

Grazie a Fabrizio D’Ascenzi del #TeamSpezio per aver raccontato le bellezze della Valdera.

Per gli appassionati di Toscana voglio lasciarvi la ricetta di uno dei miei dolci preferiti: Torta coi Bischeri e ricordarvi di seguirmi sul mio canale Instagram Ezio

Nessun commento su Borghi della Toscana: escursione in Valdera

Salvador Dalì: opere come espressione del proprio inconscio

Salvador Dalì: opere come espressione della propria psiche. Curiosità su uno dei maestri della storia dell’arte Per la rubrica “Vite d’artista“, che racconta alcune delle menti più geniali ed interessanti…

Salvador Dalì: opere come espressione della propria psiche. Curiosità su uno dei maestri della storia dell’arte

Per la rubrica “Vite d’artista“, che racconta alcune delle menti più geniali ed interessanti della storia dell’arte, ho pensato ad un ospite d’eccezione: Salvador Dalì! Opere, note biografiche e curiosità di un artista ribelle e controverso.

Salvador Dalì follia

 

In questo momento così buio, dove le libertà più semplici ci paiono negate da contingenze di assoluta necessità, penso che possa essere più che mai utile lasciarsi ispirare dall’arte per riscoprire il mondo intorno a sé.

Vite d’artista: Salvador Dalì

Per la puntata di oggi ho scelto di presentarvi uno degli artisti più anticonformisti, ribelli e innovativi del Novecento.

L’ultimo grande pittore delle Avanguardie storiche, che ha fatto del sogno e dell’inconscio il suo terreno prediletto di esplorazione: Salvador Dalì. Chissà che anche noi, immergendoci nel suo mondo dove tutto è possibile, non possiamo lasciarci trasportare lontano dall’immaginazione…

«La sola differenza tra me e un pazzo è che io non sono pazzo.»

Salvador Dalì pazzia

Salvador Dali: note biografiche e curiosità

Salvador Felipe Jacinto Dalì nasce a Figueres, in Catalogna, l’11 maggio 1904. Già dall’infanzia compare quella vena estrosa che caratterizzerà tutta la sua esistenza, in quanto fermamente convinto di vivere una doppia vita, la sua e quella del fratello morto prima della nascita. All’inizio degli anni Venti si scrive alla prestigiosa Accademia Reale di Madrid, dalla quale verrà però espulso più volte per aver accusato i professori di incompetenza.

Eccentricità e culto di sé

Icona della sua epoca (ma non solo), Dalì condurrà tutta la sua vita all’insegna dell’eccentricità e del culto di se stesso. Come amava ripetere: “Ogni mattina mi sveglio e, guardandomi allo specchio, provo sempre lo stesso ed immenso piacere: quello di essere Salvador Dalì”. Celebre è l’attenzione e la cura dei suoi baffi, sempre perfettamente piegati verso l’alto.

I suoi animali erano visti come opere d’arte anch’essi: negli anni Sessanta gli viene regalato un cucciolo di tigre da lui chiamato Babou, che portava con se a guinzaglio ovunque andasse. Esemplare è il caso in cui entrò con l’animale in un noto ristorante di Manhattan. Quando un suo compagno di cena si allarmò alla vista del tigrotto, lui rispose con calma dicendo che Babou era un normalissimo gatto che aveva “dipinto in un disegno artistico”.

Faceva risalire il suo amore per l’oro, l’eccesso e il lusso ad un’auto-attribuita “discendenza araba”.

In poche parole, Dalì si era costruito un personaggio che ammaliava, seduceva, irritava, provocava e infastidiva, sempre in nome dell’arte.

Salvador Dalì: opere e il surrealismo

Nel 1927 Salvador Dalì si reca a Parigi per la prima volta dove entra in contatto l’anno successivo con il gruppo surrealista. La sua adesione al movimento è, almeno all’inizio, sincera e motivata, anche se manterrà sempre un atteggiamento di distacco altezzoso nei confronti dei suoi colleghi.

dalì surrealismo

Surrealismo: sogno, follia e inconscio

Il Surrealismo è un movimento nato nel 1924 con la pubblicazione di un Manifesto ad opera di André Breton, suo padre fondatore. Partendo dalle teoriche psicanalitiche di Sigmund Freud e dalla sua opera “L’interpretazione dei sogni”, il Surrealismo critica la centralità del pensiero logico-razionale esaltando le componenti del sogno, della follia e dell’inconscio. Secondo Breton, infatti, l’uomo trascorre gran parte della sua vita dormendo e sognando. Deve necessariamente esistere, perciò, una maniera per avere accesso a questa attività tipicamente umana conciliando il momento della veglia con quello del sonno. Il Surrealismo, quindi, si pone come una sorta di automatismo psichico, ovvero un processo automatico che fa intervenire l’inconscio senza il controllo della ragione. In tal modo il pensiero, privo di freni inibitori, può accedere liberamente a idee, immagini, parole e combinarle in maniera del tutto innovativa.

dalì opere persistenza della memoria

Dalì opere: “La persistenza della memoria”, 1931, Olio su tela

Dalì: opere frutto del metodo “paranoico-critico”

Quando si parla di Dalì non si può non menzionare la sua particolarissima tecnica di automatismo definita “metodo paranoico-critico”; la paranoia è una malattia mentale che porta alla convinzione che tutto il mondo ci sia avverso e che gli altri ci siano nemici; ecco quindi che i suoi quadri nascono dal torbido agitarsi del suo inconscio, dalle sue paure e dai suoi deliri, dei quali lui cerca di prendere coscienza fissandoli sulla tela. È un modo per osservarle con lucidità, prendendone consapevolezza, e distaccandosene emotivamente.

Dalì: sogni, tabù, desideri, fobie

dalì opere cigni che riflettono elefanti

Dalì Opere: “Cigni che riflettono elefanti”, 1937, Olio su tela

In quest’ottica, per Salvador Dalì “opere” diventa sinonimo dei propri “elementi onirici”: i tabù sessuali, i desideri di potenza e le fobie si concretizzano con uno stile che a volte rasenta la perfezione tecnica, la “fantasticheria naturalistica”, come lui stesso l’ha chiamata. Attraverso il ricorso a simboli complessi e riferimenti colti, le Dalì opere risultano spesso di difficile interpretazione. Sono una maniera per l’artista di dare vita alle forme impossibili che popolano la sua mente ma, al tempo stesso, lo stimolo primo della sua vita di uomo e della sua fantasia.

sogno causato dal volo

Dalì opere: “Sogno causato dal volo di un’ape“, 1944, Olio su tela

Sogno causato dal volo di un’ape“, tenta di fissare sulla tela le improvvise visioni suscitate nell’artista dalla puntura inaspettata di un’ape. Una donna dormiente, nuda e sensuale (che riproduce nelle fattezze Gala, la compagna di Dalì) sta per essere punta sul braccio da una baionetta, evidente simbolo sessuale. Ma la puntura in realtà c’è già stata e la sua percezione, ingigantita dal sogno, assume l’aspetto di due tigri feroci scaturite da un pesce a sua volta originatosi da un melograno. La persistenza della memoria mostra un paesaggio quasi desertico con alcuni orologi nell’atto di sciogliersi, in una dilatazione temporale che annulla qualsiasi riferimento al mondo esterno, in quello stato sospeso tipico del sogno.

Per Dalì “opere”, quindi, sinonimo di ironia, illusione ottica, fraintendimento che arricchiscono un universo già denso di significati: quello interiore dell’essere umano in quanto individuo e, in questo caso, come artista.

dalì opere sant'antonio

Dalì opere: “La tentazione di sant’Antonio”, 1946, Olio su tela

Le muse di Dalì

Insieme al cibo e al tempo, la sessualità femminile è uno dei temi più ricorrenti nelle opere di Dalì in accordo alle teorie freudiane; secondo queste, infatti, nell’inconscio trovano espressione i desideri sessuali più reconditi e inespressi. L’atteggiamento dell’artista nei confronti delle donne cambiò quando incontrò colei che divenne prima sua amante e poi moglie e musa per tutta la vita: Gala.

dalì gala

Lei si chiamava Helena Diakonova ed era figlia di un avvocato russo. Si conobbero nell’estate del 1929, durante una vacanza passata insieme ad alcuni amici artisti surrealisti. All’epoca la donna, 11 anni più grande di Dalì, era sposata con Paul Eluard ma ciò non impedì ai due di innamorarsi perdutamente. Helena decise di lasciare il marito e si risposò per la seconda volta. Nonostante i numerosi tradimenti e le infatuazioni del pittore, Gala rappresentò per tutta la vita la musa e modella dell’artista, tanto che in seguito alla sua morte Dalì cadde in una forte depressione.

Amanda Lear e Salvador Dalì

Nel 1965 in un locale notturno francese Dalí incontrò Amanda Tapp, in seguito Amanda Lear, un’indossatrice francese di origine cinese e inglese. Colpito dai suoi modi sopra le righe, Dalì la elesse a sua pupilla, instaurando un insolito (e all’epoca scandaloso) rapporto a tre insieme alla moglie.

Dalì: un genio imperfetto

Dopo aver trascorso tutta la vita tra l’America e l’Europa, nel 1951 tornò a vivere nell’amata Catalogna. Qualche anno più tardi iniziò a lavorare al Teatro-Museo Dalì nella sua cittadina natale, Figueres, in cui trascorrerà gli ultimi anni della sua vita.

Il 23 gennaio 1989, mentre ascoltava il suo disco preferito, Tristano e Isotta di Wagner, morì per un attacco di cuore. Aveva 84 anni. Fu sepolto nel suo Teatro-Museo, frutto del suo genio totalmente imprevedibile. Un luogo magico per un uomo che ha fatto del sogno la sua ragione esistenziale.

Se ti è piaciuto questo articolo non esitare a lasciarmi un commento sui miei canali social! Ecco il mio account Instagram Ezio dove suggerirmi quale “Vita d’artista” ti piacerebbe leggere nella prossima puntata!

Se sei un appassionato di arte non perderti l’articolo su Klimt!

 

Luca Barbieri

Sognatore dal 1994. Lettore instancabile, viaggiatore appassionato, ricercatore bellezza. Laureato all’accademia di belle arti di Bologna nella speranza di condividere la sua passione per l’arte con chiunque abbia voglia di ascoltarlo. IG  Luca Barbieri

 

Nessun commento su Salvador Dalì: opere come espressione del proprio inconscio

Vellutata di verdure: ricette e trucchi per prepararle

Ricetta vellutata: tante ricette e trucchi per preparala Con l’arrivo del freddo e dei primi acquazzoni quante volte abbiamo pensato alla prospettiva di un buon bicchiere di vino, un film…

Ricetta vellutata: tante ricette e trucchi per preparala

vellutata di piselli

Con l’arrivo del freddo e dei primi acquazzoni quante volte abbiamo pensato alla prospettiva di un buon bicchiere di vino, un film rilassante e soprattutto una cena calda ma anche facile e veloce da preparare? Passando gran parte della mia giornata fuori casa e con zero voglia di cucinare al mio rientro, ho trovato il modo di coccolarmi senza dover passare ore in cucina: la vellutata! Scopriamo insieme, quindi, i segreti della ricetta della vellutata sfruttando i sapori tipici della stagione invernale e goderci un pasto leggero e gustoso che saprà accarezzare il nostro palato.

Di seguito trovate qualche idea di vellutata di verdure, tra le mie preferite:

  1. Vellutata di Porro e zucca
  2. Ricetta crema di Piselli
  3. Vellutata di carote e curry
  4. Vellutata ricette: Finocchi e Zafferano
  5. Ricette vellutate: Bietole

1. Ricetta vellutata di zucca

Ingredienti per 2/3 persone:

  • 400 gr di zucca
  • 1 cipolla o (se volete un gusto più delicato) 1 porro
  • 1 patata media (100 gr circa)
  • 550 ml di brodo (o 1 dado classico)
  • Sale e Pepe
  • 3 cucchiai di olio extravergine di oliva
  • Opzionale: noce moscata, yogurt greco o latte.

Come preparare una zuppa di zucca :

In primis conviene preparare tutti i nostri ingredienti: tagliate la cipolla o, alternativamente, il porro a rondelle. Pulite la zucca avendo cura di rimuovere con un cucchiaio tutti i semi; quindi tagliate la polpa in piccoli cubetti così da favorire la cottura. Sbucciate la patata e, come per la zucca, tagliatela in cubetti altrettanto piccoli.

In una padella antiaderente fate scaldare due cucchiai di olio extravergine di oliva e quindi fate soffriggere per pochi minuti la cipolla o il porro; aggiungete le patate e saltate anche queste in padella per pochi minuti, quindi aggiungete la zucca e il brodo caldo (avendo cura di salvare un po’ di brodo laddove vi occorra in un secondo momento) e lasciate cuocere per circa 15-20 min a fuoco lento. Quando sia patate che zucca avranno raggiunto una consistenza morbida, salate e pepate a vostro piacimento e, se lo gradite, aggiungete una spolverata di noce moscata per dare un sapore ancora più incisivo al vostro piatto.

Passate il tutto con un frullatore o un minipimer fino a quando non avrete ottenuto un impasto cremoso e senza grumi.

Valutate la consistenza della vostra crema: se troppo liquida ripassatela qualche minuto sul fuoco, al contrario aggiungete ancora un po’ di brodo o, alternativamente, un po’ di latte.

Impiattate e aggiungete un cucchiaio di olio evo a crudo e qualche crostino di pane. Servitela ancora calda!

Variante: se volete un gusto più delicato e una consistenza più cremosa potete decidere di aggiungere (e decorare) la vostra vellutata con dello yogurt greco!

Se volete una variante vegana della ricetta cliccate qui.

2. Ricetta vellutata di piselli

Ingredienti per 2/3 persone:

  • 450-500 gr di piselli (freschi o surgelati)
  • 1 cipolla bianca o, alternativamente, 1 porro
  • 1 patata piccola (50 gr circa)
  • 500 ml di brodo (o 1 dado classico)
  • Sale e Pepe
  • 3 cucchiai di olio extravergine di oliva
  • yogurt greco o panna fresca liquida

Come preparare una zuppa di piselli:

Anche in questa variante, occorre preparare prima tutti i nostri ingredienti: tagliate la cipolla o, alternativamente, il porro a rondelle. Ponete i pisellini in uno scolapasta e passateli velocemente sotto l’acqua corrente. Sbucciate la patata e tagliatela a cubetti piccoli.

In una padella antiaderente fate scaldare due cucchiai di olio extravergine di oliva e quindi fate soffriggere per pochi minuti la cipolla o il porro; aggiungete le patate e saltate anche queste in padella per pochi minuti, quindi aggiungete i piselli e il brodo caldo e lasciate cuocere per circa 15-20 min a fuoco lento. Quando i vostri piselli saranno pronti e anche la patata avrà raggiunto una consistenza morbida togliete la pentola dal fuoco.

Passate il tutto con un frullatore o un minipimer fino a quando non avrete ottenuto un impasto cremoso e dalla consistenza liscia.

Aggiungete poco alla volta un po’ di yogurt greco o della panna fresca e delle erbe aromatiche a vostro gusto e fantasia.

Impiattate e, anche qui, potete aggiungere qualche crostino di pane o del formaggio grattuggiato per dare un contrasto di colore. Servitela ancora calda!

3. Ricetta vellutata di carote e curry

Ingredienti per 2/3 persone:

  • 400 gr di carote
  • 1 cipolla bianca o, alternativamente, 1 porro
  • 300 gr di patate
  • 600 ml di brodo (o 1 dado classico)
  • Sale e Pepe
  • 3 cucchiai di olio extravergine di oliva
  • Curry in polvere
  • Opzionale: Latte di cocco

Come preparare una zuppa di carote:

Come sempre per facilitare i passaggi successivi, occorrerà preparare prima tutti i nostri ingredienti e quindi tagliare la cipolla o, alternativamente, il porro a rondelle, pelare le patate e le carote per poi tagliarle tutte a cubetti piccoli (circa 2cm).

In una padella antiaderente fate scaldare due cucchiai di olio extravergine di oliva e quindi fate soffriggere per pochi minuti la cipolla o il porro; aggiungete le patate e saltate anche queste in padella per pochi minuti, quindi aggiungete le carote e il brodo caldo (avendo cura di salvare un po’ di brodo laddove vi occorra in un secondo momento). Aggiungete due cucchiaini, al massimo, di curry e lasciate cuocere per circa 15-20 min a fuoco lento. Quando sia le patate che le carote avranno raggiunto una consistenza morbida togliete la pentola dal fuoco.

Passate il tutto con un frullatore o un minipimer fino a quando non avrete ottenuto un impasto cremoso e senza grumi.

Valutate la consistenza della vostra crema: se troppo liquida ripassatela qualche minuto sul fuoco, al contrario aggiungete ancora un po’ di brodo o, alternativamente, un po’ di latte di cocco.

Impiattate e servitela ancora calda!

Variante: non ponete limiti alla vostra fantasia! Potete abbinare le carote anche a frutti come il mango o sostituire la polvere di curry con del succo di limone per dare alla vostra crema un gusto un po’ più acidulo e agrumato. Potete, inoltre, condirla con dei crostini o del pane ai cereali o alla curcuma.

4. Ricetta vellutata di finocchi

Ingredienti per 2/3 persone:

  • 900 gr di finocchi (corrispondenti a 3 finocchi medi circa)
  • 1 cipolla bianca o, alternativamente, 1 porro
  • 1 patata piccola
  • 300 ml di brodo (o 1 dado classico)
  • Sale e Pepe
  • 3 cucchiai di olio extravergine di oliva
  • 1 bustina di zafferano

Come preparare una zuppa di finocchi:

Come prima cosa occorrerà sbucciare e lavare accuratamente i finocchi per poi tagliarli a tocchetti di 2 cm circa. Tagliate la cipolla o, alternativamente, il porro a rondelle, e quindi pelate la patata e tagliatela ugualmente in piccoli pezzi per facilitarne la cottura.

In una padella antiaderente fate scaldare due cucchiai di olio extravergine di oliva e quindi fate soffriggere per pochi minuti la cipolla o il porro; aggiungete le patate e saltate anche queste in padella per pochi minuti, quindi aggiungete i finocchi e fate fare un giro di padella anche a quest’ultimi. Aggiungete il brodo caldo (avendo cura di salvare un po’ di brodo laddove vi occorra in un secondo momento) e lo zafferano che darà un tocco di colore alla vostra crema! Lasciate cuocere per circa 15-20 min a fuoco lento. Quando sia le patate che i finocchi avranno raggiunto una consistenza morbida, togliete la pentola dal fuoco.

Passate il tutto con un frullatore o un minipimer fino a quando non avrete ottenuto un impasto cremoso e senza grumi.

Valutate la consistenza della vostra crema: se troppo liquida ripassatela qualche minuto sul fuoco, al contrario aggiungete ancora un po’ di brodo o, alternativamente, un po’ di latte.

Impiattate e servitela ancora calda!

Variante: per un gusto ancora più consistente potreste usare del brodo di pollo al posto di quello vegetale. Come nelle ricette precedenti potete pensare di usare aggiustare la consistenza della crema con della panna fresca al posto del brodo. Infine, per impiattare, potete spargere del finocchietto selvatico!

5. Ricetta vellutata di bietole

Ingredienti per 2/3 persone:

  • 250 gr di bietole
  • 1 cipolla bianca o, alternativamente, 1 porro
  • 1 patata grande (circa 120-130 gr)
  • 200 ml di brodo (o 1 dado classico)
  • Sale e Pepe
  • 3 cucchiai di olio extravergine di oliva

Per la vellutata di bietole:

Come per le vellutate precedenti occorrerà lavare accuratamente le bietole e separare le foglie dai gambi. Tagliuzzatele un po’ per facilitare sia la cottura che la successiva triturazione. Tagliate la cipolla o, alternativamente, il porro a rondelle, e quindi pelate la patata e tagliatela ugualmente in piccoli pezzi per facilitarne la cottura.

In una padella antiaderente fate scaldare due cucchiai di olio extravergine di oliva e quindi fate soffriggere per pochi minuti la cipolla o il porro; aggiungete le patate e saltate anche queste in padella per pochi minuti, quindi aggiungete le bietole e il brodo caldo (avendo cura di salvare un po’ di brodo laddove vi occorra in un secondo momento). Lasciate cuocere per circa 15-20 min a fuoco lento. Quando avrete raggiunto una consistenza morbida, togliete la pentola dal fuoco.

Passate il tutto con un frullatore o un minipimer fino a quando non avrete ottenuto un impasto cremoso e senza grumi.

Valutate la consistenza della vostra crema: se troppo liquida ripassatela qualche minuto sul fuoco, al contrario aggiungete ancora un po’ di brodo.

Impiattate e servitela ancora calda!

Soup Maker: un valido aiuto per chi ha poco tempo ma non vuole perdere  il gusto di  passato

vellutata di zucca

Cosa succede se abbiamo sempre poco tempo da dedicare ai nostri pasti o sentiamo di non essere particolarmente portati per la cucina ma non vogliamo rinunciare al gusto di una vellutata?

Ci pensa il Soup Maker, piccolo robot da cucina progettato proprio per chi ama le vellutate e non solo! Cercando su internet mi sono imbattuto in molti modelli di Soup Maker (a tal proposito ho trovato molto utile questo articolo dove trovate non solo il costo del prodotto, ma potete leggere anche le recensioni. La mia è assolutamente positiva e consigliata).

Io personalmente ho acquistato un Philips Soup Maker su Amazon approfittando del Black Friday e ne sono rimasto particolarmente entusiasta! Anzi, dirò di più! Soup Maker Philips opinioni: rapido, poco ingombrante, ottimo per preparare una vellutata per 2-3 persone circa in soli 20 minuti e solo unendo tutti gli ingredienti insieme nel boccale senza sporcare. Cosa molto importante.

Per avere maggiori info non esitare a scrivermi sui miei canali social. Ecco il mio account Instagram Ezio. Buona preparazione a tutti!

Nessun commento su Vellutata di verdure: ricette e trucchi per prepararle

Viaggio in Giappone

Viaggio in Giappone: il paese del Sol Levante Quante volte hai pensato di realizzare un viaggio in Giappone? Vivendo qui, mi capita con molta frequenza di rispondere a messaggi di…

Viaggio in Giappone: il paese del Sol Levante

Quante volte hai pensato di realizzare un viaggio in Giappone?

Vivendo qui, mi capita con molta frequenza di rispondere a messaggi di persone che vorrebbero un itinerario consigliato per non perdersi il meglio del Paese del Sol Levante. La maggior parte dei turisti trascorre qui dieci giorni, arrivo e partenza inclusi.

Ecco qui una semplice guida per te!

Viaggio in Giappone

Nessun commento su Viaggio in Giappone

Eros e seduzione: gli ori nelle opere di Gustav Klimt

Gustav  Klimt Opere: Vite d’artista Alla scoperta delle vite dei più grandi artisti della storia dell’arte Raccontare l’arte è una delle cose che mi più mi affascina: condividere con gli…

Gustav  Klimt Opere: Vite d’artista

Alla scoperta delle vite dei più grandi artisti della storia dell’arte

Raccontare l’arte è una delle cose che mi più mi affascina: condividere con gli altri aneddoti, curiosità e riflessioni. Perchè? Perché l’arte ci riguarda. Anzi, ci ri-guarda, ci osserva da tempi più o meno lontani e riflette una parte di noi. Chi non si è mai commosso ascoltando una canzone oppure guardando un film?

Eppure, la maggior parte delle persone considera l’arte una cosa morta, da museo, lontana dai nostri tempi. Niente di più sbagliato: gli artisti sono uomini e donne che hanno vissuto, sofferto, amato, gioito esattamente al pari di noi, con l’unica differenza che hanno deciso di raccontare tutte queste esperienze in un’opera, restituendola al mondo.

Oggi comincia un nuovo percorso dal titolo Vite d’artistache vuole cercare di raccontare alcuni di questi uomini e donne straordinari, attraverso le loro opere e le loro creazioni. Il primo personaggio che incontriamo lungo la strada è Gustav Klimt, il celebre pittore viennese famoso per le sue opere dorate e preziose.

klimt

Nessun commento su Eros e seduzione: gli ori nelle opere di Gustav Klimt

Mari pugliesi:  5 località di mare da non perdere in Puglia

Viaggio on the road in Puglia: i mari pugliesi da segnare Tutti hanno voglia di staccare la spina con l’arrivo delle prime giornate calde. Siamo programmati per pensare ai mesi…

Viaggio on the road in Puglia: i mari pugliesi da segnare

mari pugliesi

Tutti hanno voglia di staccare la spina con l’arrivo delle prime giornate calde. Siamo programmati per pensare ai mesi estivi e sognare il relax. La Puglia è ormai diventata una delle destinazioni più gettonate dai turisti italiani, ma anche da quelli provenienti dagli angoli più sconosciuti del mondo. C’è ogni anno sempre più gente che decide di vivere la vera essenza della nostra terra. Ragazzi che prenotano il primo volo Low Cost da tutte le parti d’Italia ed Europa per sentirsi parte di una regione che riesce a regalare emozioni e avventure.

La Puglia è quel posto che ti tende la mano per regalarti l’autenticità del Sud con il calore della gente del posto pronta a offrirti un pezzo di focaccia o un panzerotto fumante. Dal Gargano al Salento, dallo Ionio all’Adriatico ogni angolo ha il profumo di una tipicità :  gelato al gelso nero, caffè speciale di Polignano o pasticciotto appena sfornato.

Tantissime sono le richieste di consigli che mi arrivano via social o mail sulla mia terra. Questa è sicuramente la più curiosa che ho ricevuto e che voglio condividere con voi:

“ Ciao Ezio! Seguiamo i tuoi racconti di viaggio e abbiamo bisogno d’aiuto. Siamo un gruppo di amici che hanno deciso di staccare la spina per un po’ in cerca di avventura, libertà e voglia di scoprire le bellezze della nostra Italia. Siamo in Puglia per un on the road e avremmo bisogno di tuoi consigli su località che affacciate su mari pugliesi. Abbiamo 10 giorni, siamo sempre in movimento e carichissimi”

A questa richiesta d’aiuto di ragazzi giovani come me ho voluto rispondere con una guida dei mari pugliesi: le 5 località da Nord a Sud che non dovete assolutamente perdere.

 

Isole Tremiti – mari pugliesi 

Uniche Isole della Regione Puglia. Destinazione da scegliere se si ha voglia di vedere una vegetazione rigogliosa e sfumature di acqua che tendono al verde. Le isole Tremiti sono la perla della Regione Puglia e da sempre punto d’interesse per chi cerca un turismo differente, più autentico fatto di calette incontaminate e gite in barca. San Nicola è sicuramente l’isola che meglio riesce a racchiudere storia, cultura e mare sensazionale. Da aggiungere alla vostra wish list di viaggio: gelato in riva al mare nelle verdi acque del porticciolo di San Nicola.

mari pugliesi

Polignano a Mare- San Vito – mari pugliesi 

Polignano a Mare è sicuramente diventata una delle città più visitate in provincia di Bari grazie al suo famosissimo scorcio super fotografato che riesce a richiamare migliaia di turisti da tutto il mondo. Conosciuta grazie a Domenico Modugno, è da inserire nella vostra tappa on the road in Puglia.

Lama Monachile è la location più apprezzata dai turisti, ma, per chi cerca qualcosa di diverso, consiglio di non perdere la frazione di San Vito, dove bere un caffè con vista mare vi donerà l’equilibrio che cercate dallo stress quotidiano.

Torre Guaceto 

Riserva Naturale del WWF situata nel comune di Carovigno, Torre Guaceto è un paradiso selvaggio che riesce a regalare una connotazione paesaggistica diversa alla Puglia: chilometri di falesie e battigia perfette per i più avventurosi che vogliono vivere i mari pugliesi senza la calca dei turisti in spiaggia o della musica assordante dei chioschi. Sono tantissime le attività organizzate dai gestori della riserva di Torre Guaceto: escursioni in bici, avvistamenti faunistici e gite in barca a vela.

 

 Baia dei Girasoli- Pulsano  

Non tutti conoscono Taranto per la bellezza del suo mare. Arrivare a Pulsano e nello specifico a Baia dei Girasoli è un passaggio obbligato per tutte le persone che vogliono vivere da local una Puglia fatta di tramonti, acque incontaminate e viste mozzafiato.

Chiamata così per la presenza di una vegetazione rigogliosa e floreale è tra i posti da segnare in provincia di Taranto oltre Campomarino e Maruggio.

E voi? Avete iniziato a pensare al vostro on the road per l’estate?

Per chi è ancora in ufficio e ha voglia di sognare avventure spensierate e avvenimenti improvvisi che fanno cambiare la vita, consiglio di non perdere il nuovissimo progetto di Verti Assicurazioni “ Sbaglio strada e cambio vita”, il primo branded podcast in Italia per chi ama essere in movimento e un passo oltre gli altri. Lo potete trovare a questo link http://bit.ly/Spezio_blog Ale, Davide e Fede tre uomini completamente diversi, accomunati da una inaspettata e sorprendente notizia che riuscirà a far scoprire loro stessi durante un sensazionale viaggio on the road nell’Italia della musica.

 

1 commento su Mari pugliesi:  5 località di mare da non perdere in Puglia

Nuove bici Triban Rc 500 e RC 520

Nuova Bici TRIBAN Rc 500 e Rc 520 Che tu sia un ciclista esperto o amatoriale, per cominciare il tuo itinerario alla scoperta della Puglia, l’ideale è dotarsi di una…

Nuova Bici TRIBAN Rc 500 e Rc 520

Che tu sia un ciclista esperto o amatoriale, per cominciare il tuo itinerario alla scoperta della Puglia, l’ideale è dotarsi di una bici versatile ma dal costo accessibile. La nuova gamma di bici Decathlon Triban Rc, composta da due modelli (Rc 500 e Rc 520), potrebbe essere la soluzione che fa al caso tuo.

Triban 500

Due modelli diversi per soddisfare tutte le esigenze

La nuova gamma Triban nasce dall’esigenza di creare una bici da strada estremamente confortevole, che permetta di godersi la bellezza del paesaggio intorno in estrema sicurezza.

viaggiare in Puglia in bici

Triban RC 500 pesa 10,6 kg, è composta da un telaio 6061 T6 in alluminio e da una forcella in carbonio con tubo forcella in alluminio. Essa è inoltre dotata di:

  • sella ErgoFit
  • pneumatici da 28 mm Triban Resist Protect +
  • gruppo Shimano Sora R3000 (disponibile anche nella versione con flat bar)
  • nastro manubrio in schiuma
  • freni a disco meccanici (che permettono di controllare la frenata in maniera efficace e progressiva anche in caso di pioggia)
  • ruote Triban Tubeless Ready

TRIBAN RC 500

Triban RC 520 pesa 10,4 kg, è composta da un telaio 6061 T6 in alluminio e da una forcella in carbonio e tubo forcella in alluminio. Essa è inoltre dotata di:

  • sella ErgoFit
  • pneumatici da 28 mm Triban Resist Protect +
  • gruppo trasmissione Shimano 105
  • nastro manubrio in schiuma
  • freni a disco idromeccanici (che permettono di controllare la frenata in maniera efficace e progressiva anche in caso di pioggia)
  • ruote Triban Tubeless Ready Light

Triban Rc 520

Quando si percorrono tratte molto lunghe in bici, è consigliabile indossare un abbigliamento specifico, soprattutto nella stagione più calda. L’ideale sarebbe indossare un primo strato composto da un intimo traspirante (che permetta di assorbire il sudore e si asciughi velocemente) e un secondo strato composto da una maglia a maniche corte o senza maniche, anch’essa di materiale traspirante. Il catalogo Decathlon contiene una serie di proposte specifiche per uomo e donna. Anche per quanto riguarda le calzature, si consigliano scarpe da ciclismo, come le RC 500. La suola SPD rigida in nylon miscelata con lana di vetro permette di camminare senza scivolare, mentre il fissaggio dei lacci fornisce una ripartizione omogenea della pressione dell’allacciatura. Perfette quindi sia per quando si è in sella sia per quando si sceglie di percorrere qualche tratto a piedi.

Altri accessori di cui non potrai sicuramente fare a meno sono i guanti, come i ROADR 500: corti, sottili, leggeri, dal taglio aderente. Il mesh traspirante ed estensibile e la spugna sul palmo assorbono il sudore e li rendono ideali per uscite durante la stagione più calda. Infine, come dimenticare il casco. Il ROADR 900 è aerodinamico, confortevole, molto leggero e ben ventilato per migliorare la regolazione termica del corpo. Il sistema FULL Turn-Ring, inoltre, avvolge la testa con regolazione rapida e precisa.

 

 

 

Nessun commento su Nuove bici Triban Rc 500 e RC 520

Viaggiare in Puglia: cicloturismo in Valle d’Itria

Cicloturismo in Puglia: tour alla scoperta della Valle d’Itria con la nuova Triban Rc  Viaggiare in Puglia per cicloturismo. Itinerario di viaggio alla scoperta delle bellezze del tacco d’Italia. Negli…

Cicloturismo in Puglia: tour alla scoperta della Valle d’Itria con la nuova Triban Rc 

Viaggiare in Puglia per cicloturismo. Itinerario di viaggio alla scoperta delle bellezze del tacco d’Italia.

Negli ultimi anni, la Puglia è diventata una delle mete più ambite dagli amanti del cicloturismo che, armati di bicicletta, si avventurano per scoprirne le innumerevoli bellezze paesaggistiche e culturali.

Con l’avvicinarsi della bella stagione aumenta il numero di turisti, più o meno esperti, alla ricerca di itinerari da percorre in Puglia in bici. Non soltanto ciclisti esperti, abituati a percorrere lunghi tragitti in pendenza, ma anche semplici curiosi, desiderosi di sperimentare una nuova modalità di viaggio, più lenta e sostenibile.ù

Cicloturismo Puglia

Viaggiare in Puglia con le bici da corsa Triban Rc

Che tu sia un ciclista esperto o amatoriale, per cominciare il tuo itinerario alla scoperta della Puglia, l’ideale è dotarsi di una bici versatile ma dal costo accessibile. La nuova gamma di bici Decathlon Triban Rc (link per info tecniche) , composta da due modelli (Rc 500 e Rc 520), potrebbe essere la soluzione che fa al caso tuo.

Le Triban Rc nascono come bici da strada votate al cicloturismo, ma a ben guardare i vantaggi che offrono sono molti altri. Innanzitutto, possono essere utilizzate come bici da corsa “comode”, per chi non ha pretese velocistiche. Telaio e manubrio sono studiati per poter passare tante ore in sella senza problemi. La presenza di pneumatici larghi e la forcella in carbonio aiutano, inoltre, ad attutire le sollecitazioni. In più, i cerchi sono tubeless ready: ciò significa che, con un apposito kit di conversione, la camera d’aria può essere sostituita da un liquido antiforatura. Questo riduce il rischio di bucare (se la ruota si buca il foro viene chiuso immediatamente dal liquido), aumenta il comfort di viaggio (l’assenza della camera d’aria rende la bici più morbida sulle buche) e migliora la trazione in fuoristrada.

Le Triban Rc sono ideali per affrontare lunghi viaggi. La posizione di guida è comoda, il manubrio ergonomico consente di cambiare la posizione delle mani per non far addormentare i muscoli e la sella Triban ergoFit è studiata per minimizzare i dolori dopo tante ore di pedalata. I freni a disco permettono una frenata sicura in discesa anche con una bici resa pesante dai bagagli.

Queste caratteristiche rendono Triban Rc le bici perfette per essere utilizzate su sentieri di campagna, mulattiere, strade bianche, argini non asfaltati. Insomma, tutto ciò che oggi viene definito con un termine molto di moda: gravel, percorsi fuoristrada non troppo accidentati, dove non è necessario utilizzare una mountain bike.

viaggiare in Puglia in bici

Ovviamente non potevo legare il lancio della nuova bici di Decathlon a un consiglio di viaggio nella mia terra, nella mia Puglia. Per questo motivo ho deciso di creare un itinerario per viaggiare in Puglia in bici con Triban Rc

Viaggiare in Puglia  tra trulli e città bianche: alla scoperta della Valle d’Itria

Dopo esserti dotato di una buona bici da corsa, il prossimo passo è testarla sul campo. Da questo punto di vista la Puglia è la meta ideale per un’esperienza di cicloturismo con i fiocchi.

Tra i percorsi ufficialmente riconosciuti spicca sicuramente la Ciclovia dell’Acquedotto Pugliese, un percorso in itinere che al momento attraversa la Valle d’Itria dal comune di Figazzano fino a Ceglie Messapica, passando per Cisternino e Ostuni. Questa pista, anche nota come Ciclovia dell’Acqua, fa parte dell’itinerario ciclabile nazionale n° 11 (ciclovia degli Appennini) consultabile sul sito della rete Bicitalia.

Per gli amanti dell’avventura, ho studiato un itinerario personalizzato che, in una giornata, vi permetterà di apprezzare tutti i principali punti di interesse della Valle d’Itria, un’oasi, per il momento, non ancora presa d’assalto dal turismo di massa.

Il mio suggerimento è raggiungere in treno la stazione di Polignano a mare, prendendo il treno regionale da Bari Centrale (il trasporto delle bici è consentito ad eccezione di alcuni orari). Dal centro di Polignano ci spostiamo in direzione Monopoli, prendendo via Aldo Moro, complanare della SS16, che costeggia il mare.

Giunti a Monopoli, imbocchiamo la SP114 in direzione Cozzana: poco prima di raggiungerla, in prossimità del cartello che indica le Contrade di Monopoli, svoltiamo a sinistra e imbocchiamo la strada che conduce a Virbo e Monte Cipolla. Cozzana è una contrada in collina: in questo i rapporti agili delle Triban potrebbero tornare molto utili. In salita, infatti, utilizzando le marce più leggere vi sembrerà di arrampicarvi senza sforzo. Superato Monte Cipolla, raggiungiamo Castellana Grotte dove potrete ammirare le suggestive Grotte di Castellana, un complesso di cavità sotterranee di origine carsica di straordinaria bellezza.

Lasciandoci alle spalle le Grotte di Castellana, ci dirigiamo verso la Frazione Alcanterini e imbocchiamo la SP146. Dopo circa due km, svoltiamo sulla destra tenendo d’occhio il segnale che indica la strada comunale delle Guadiane. Proseguiamo per circa sei km fino all’incrocio con la SP113: svoltiamo a sinistra e percorriamola per un brevissimo tratto. Dopo di che, imbocchiamo la prima strada sulla destra seguendo le indicazioni per Santa Lucia. Dopo tre km circa, arriveremo davanti alla magnifica chiesetta di Santa Lucia ai Monti. Proseguendo dritto e attraversando la Frazione di Santa Lucia, ci troveremo di fronte due opzioni: proseguire verso lo Zoo Safari di Fasano oppure svoltare per raggiungere Alberobello.

Nel primo caso, proseguiamo fino a sbucare sulla SP146, giriamo a destra in direzione Selva di Fasano e dopo circa tre km svoltando a sinistra, ci troveremo nei pressi dello Zoo Safari.

In alternativa, in corrispondenza della Frazione di Santa Lucia, svoltiamo a destra in direzione Alberobello/Canale di Pirro. Sbucheremo sulla SP81 che imboccheremo girando a sinistra. A quel punto dovremo prendere la prima a destra (SP77) e al successivo incrocio procedere in direzione Alberobello, capitale dei Trulli, iscritta nell’elenco dei Patrimoni dell’UNESCO

Dopo la sosta ad Alberobello, imbocchiamo la strada per Contrada Capitolo (SP59). Proseguiamo per circa 7 km fino all’incrocio con la SP162 in corrispondenza della Chiesetta di S. Elia Profeta. Girando a destra arriveremo a Locorotondo, splendido borgo dove consiglio di visitare la splendida Chiesa di San Giorgio Martire.

A questo punto imboccando la strada comunale 21, dopo circa tre km, imbocchiamo la strada che conduce a Contrada Cerrosa. Proseguiamo per quattro km lungo Cupa Rampone, quindi giriamo a sinistra su strada Mecela che conduce direttamente a Martina Franca. Nota per l’ipnotico stile barocco delle sue chiese, Martina Franca ospita ogni anno il Festival musicale della Valle d’Itria, appuntamento imperdibile per appassionati musicofili. Negli ultimi anni insieme a Locorotondo e la vicinissima Cisternino è diventata punto di riferimento anche per gli appassionati di musica indie-rock ed elettronica, grazie agli appuntamenti estivi come il VIVA! Festival e il Locus Festival.

Per una sosta food il posto più indicato e dove potrete scambiare qualche chiacchiera con altri cicloturisti è Micro ristorante.

Da Martina Franca, per raggiungere Cisternino, imbocchiamo la SP61 che dopo un po’ diventa SP13 e ci condurrà direttamente in città.

A questo punto imboccando la SP17 e percorrendola per circa sei km incontreremo le contrade Masseria Piccola e Casalini. Dopo averle superate, giriamo a destra facendo attenzione al segnale che indica la Contrada Barbagianni. Dopo circa due km giriamo a sinistra seguendo le indicazioni per la masseria Foragno e dopo circa quattro km, girando a destra, arriveremo ad Ostuni. Per concludere il tour della Valle d’Itria in bellezza, vi consiglio di fare un giro per la città bianca, inoltrandovi tra le innumerevoli viuzze che si fanno strada tra le abitazioni dal tipico rivestimento di calce bianca, che rende così particolare il centro storico.

Per qualsiasi informazione sul vostro viaggiare in Puglia non esitate a lasciarmi un commento o scrivermi su Instagram @EzioMrLifestyle .

Aspetto i vostri scatti con la nuova bici di Decathlon Triban Rc. Che itinerario avete programmato per le vostre uscite di cicloturismo?

 

Nessun commento su Viaggiare in Puglia: cicloturismo in Valle d’Itria

Digita la tua frase e clicca su INVIO per avviare la ricerca

css.php