Categoria: Travel

Alberobello: cosa vedere nella “Capitale dei Trulli”

Alberobello. Cosa vedere nella “Capitale dei Trulli” Sarà per via di quelle sue costruzioni così particolari, sarà perché hanno addirittura realizzato un cartone animato (Le Avventure dei Trullalleri, ne avevate…

Alberobello. Cosa vedere nella “Capitale dei Trulli”

Sarà per via di quelle sue costruzioni così particolari, sarà perché hanno addirittura realizzato un cartone animato (Le Avventure dei Trullalleri, ne avevate sentito parlare?) ma il borgo di Alberobello ha raggiunto ormai una fama mondiale. Se quindi ti stai domandando: “Alberobello, cosa vedere?” questo è l’articolo che fa per te!

Trulli Alberobello

Alberobello: dai Trulli ai Rioni del borgo pugliese

Chiunque, ogni anno, che sia inverno o d’estate si reca in questa piccola cittadina pugliese del sud Italia per perdersi tra le sue vie e far la conoscenza delle sue caratteristiche costruzioni: i trulli. Per chi non avesse avuto la possibilità di vederli o per quei pochi che non sanno di cosa io stia parlando, i trulli sono una costruzione tipica pugliese, di forma conica realizzati in pietra a secco. Essi sono i successori delle prime abitazioni preistoriche.

Trattandosi di un paesino la visita è facile, come è altrettanto facile innamorarsi e perdersi nelle sue piccole vie. E quindi perché non indicarvi le principali bellezze di Alberobello e cosa vedere in questo famoso borgo?

Puglia Trulli

Foto di Sara Parchitelli @AnomadinApulia

Alberobello, cosa vedere: Rione Monti, il cuore del borgo

Rione Monti è la parte più visitata del paese questo perché comprende circa 1000 trulli allineati lungo i margini di otto stradine che convergono tutti verso la sommità del colle sul quale spicca la Chiesa di sant’Antonio anch’essa a forma di trullo. Su queste vie è possibile vedere ogni tipo di trullo e restare ammaliati dal profumo e dal colore dei fiori che li adornano è inevitabile. Consigliarvi uno scorcio in particolare è inutile. Piuttosto date sfogo alla vostra fantasia e immortalate l’angolo più caratteristico che vi colpisce.

SPOILER: sarà difficile scegliere solo un’inquadratura!!

I Trulli Siamesi

Se siete arrivati quasi vicino la sommità del colle, soffermatevi a salutare i Trulli Siamesi: sono uniti alla punta ma hanno ingressi diversi su vie differenti. Si racconta che un tempo fossero collegati da un porta esterna che poi andò distrutta così come il loro legame, a causa di una faida tra due fratelli i quali si erano innamorati della stessa donzella.

La terrazza del Belvedere

Per ammirare Rione Monti nella sua interezza, andate in piazza Girolamo d’Acquaviva D’Aragona, lì troverete la terrazza Belvedere situata proprio difronte al quartiere dei trulli. Quasi nessuno ormai riesce a sottrarsi dal catturare la vista dei trulli da questa terrazzina ma vi dirò che, per quanto scontata possa sembrare, per me resta l’inquadratura più bella.

Alberobello, cosa vedere: Rione Aia Piccola

Per conoscere a pieno la vita del vero borgo, fate un salto a Rione Aia Piccola, un complesso di trulli residenziali meno conquistato dalle attività commerciali e quindi un po’ più autentico. Qui troverete il famoso Trullo Sovrano, unico esempio di trullo a due piani, oggi Casa – Museo da visitare per le sue sale e il giardino in pieno stile mediterraneo.

Lasciatevi trasportare dai colori delle botteghe artigiane, dedicate una sosta in uno dei tanti ristoranti – trullo del paese e rilassatevi assaggiando le prelibatezze locali pugliesi accompagnate sempre, da un buon calice di vino.

 

 

 

Articolo di Sara Parchitelli, animo e radici pugliesi ma cuore nomade.
Il viaggio e la scrittura sono temi centrali della mia vita. Da piccolina con mio papà che mi trasportava su isole fantastiche alla ricerca dei pirati, poi con il libri che mi permettevano di vivere vite avventurose di cui riscrivevo sempre il mio finale preferito, e infine però ho scelto posti più reali grazie a bus e aerei. Sono super curiosa ma anche un po’ pigra (mi piace coltivare i miei spazi). Amo la fotografia, le lingue straniere ( ne parlo quasi 4) e l’interior design.

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Borghi della Toscana: escursione in Valdera

Escursione tra i borghi della Toscana: weekend in Valdera Grazie agli uffici turistici della Valdera ho avuto la fortuna di conoscere e di visitare alcuni dei borghi della Toscana collocati…

Escursione tra i borghi della Toscana: weekend in Valdera

Grazie agli uffici turistici della Valdera ho avuto la fortuna di conoscere e di visitare alcuni dei borghi della Toscana collocati tra Pisa e Firenze. Sono rimasto così affascinato da questi luoghi, molti dei quali risalenti all’epoca medievale, che ho deciso di condividere con voi la mia esperienza. Partiremo, quindi, per un tour virtuale tra storia, arte, cultura, buon cibo, vini pregiati e soprattutto panorami incredibili! Zaino in spalla e…via!

borghi toscana valdera

Valdera: unione di comuni e borghi medievali in Toscana

Quando parliamo di Valdera ci riferiamo ad un insieme di Comuni ( qui trovate l’account instagram ufficiale  @ValderaTouristInfo  ) localizzati geograficamente tra Pisa e Firenze la cui storia affonda le proprie radici nell’epoca medievale come dimostrano i tanti castelli sparsi nei diversi borghi che caratterizzano questo territorio.

Il nostro viaggio tra alcuni dei borghi medievali della Valdera inizia da Pontedera.

valdera borghi toscana

Pontedera: tra i borghi della Toscana nel territorio della Valdera

Non c’è modo migliore di immergersi nell’atmosfera di un luogo che lasciandosi inebriare dai sapori dei suoi prodotti tipici e dei piatti locali. Proprio per questa ragione, appena arrivato a Pontedera, ho voluto concedermi un buonissimo pranzo in un ristorante davvero suggestivo con vista sui Laghi Braccini: “Amalia Laghi”.

amalia laghi

Solo dopo aver soddisfatto il palato, mi sono sentito pronto per affrontare la prima tappa del nostro tour: il museo nella sede storica della Piaggio.

Museo Piaggio

Il museo è stato un susseguirsi di emozioni soprattutto per uno come me che è cresciuto usando “Vespa”, “Apetto” o “Ciao”. Un viaggio incredibile che ripercorre la storia di un’azienda che parte dalla fabbricazione di aerei e treni e che – con la fine della Seconda Guerra Mondiale – intuisce di dover riconvertire la propria produzione verso altri mezzi di mobilità.

Passeggiare all’interno del Museo è come tuffarsi nel passato e ripercorrere, di installazione in installazione, le tappe che hanno permesso alla Piaggio di influenzare la mobilità dell’epoca fino a “colonizzare” anche le altre nazioni.

museo piaggio

Nel museo potrete ammirare installazioni che descrivono l’evoluzione dei modelli della Vespa dalla sua nascita sino ai giorni nostri. In più, leggerete storie di mezzi che hanno affrontato viaggi incredibili e sorprendenti. Sapevate, ad esempio, che due studenti spagnoli in viaggio verso la Grecia durante la prima tappa del loro itinerario hanno incontrano Dalì? Quest’ultimo decise, poi, di decorare la loro Vespa in maniera originale e bizzarra! Questa, come molte altre storie, attendono solo di essere lette!

Piaggio vespa

Costo del biglietto? Nessuno! E’ gratuito per tutti!

Pontedera: tra storia medievale e arte contemporanea

Uscito dal museo mi sono diretto a piedi verso il centro di Pontedera.

Lungo il percorso ho avuto la fortuna di essere guidato da Simona, la responsabile di “Valdera Info”. Scopro, quindi, che la cittadina è stata arricchita nel tempo di installazioni artistiche “a cielo aperto”; un mix di street art e arte contemporanea con l’obiettivo di colorare una città di per sé industriale ma con una grande anima artistica.

borghi toscana pontedera

A tal proposito, la nostra “urban walk” si conclude con la visita al museo PALP – Il Palazzo Pretorio di Pontedera . Grazie alle recenti opere di ristrutturazione il palazzo è stato reso idoneo ad ospitare mostre ed esposizioni di grande valore storico ed artistico. Attualmente il palazzo è sede dell’esposizione “Da Arcadia ad Apocalisse” che offre la possibilità di ammirare una serie di scatti davvero emozionanti che ripercorrono il cambiamento del territorio nazionale – in termini di paesaggio, estetica e di strumenti di rappresentazione – dall’Unità d’Italia fino alla Seconda Guerra Mondiale.

PALP Pontedera

Conclusasi questa seconda visita museale, mi sono concesso una nuova esperienza culinaria: “Atutt’antipasto”. Piatti tipici della tradizione toscana rivisitati dall’estro di uno chef davvero intraprendente che ha voluto mettere in tavola un nuovo “format” di fare ristorazione! Non più diverse portate ma soltanto antipasti. Quest’ultimi variano di volta in volta seguendo la stagionalità e permettono di assaporare nello stesso pasto sapori diversi, talvolta contrastanti ma sempre buonissimi e ben amalgamati.

valdera tuttantipasto

Borgo di Lari: paesaggi incantevoli e artigianato culinario

Per il secondo giorno di escursioni tra i borghi della Toscana nel territorio della Valdera, come prima tappa mi sono spostato a Lari, poco fuori da Pontedera. La storia di Lari non si lega solo alla sua strategica posizione sulla collina tra le città di Pisa e Firenze, ma questo borgo viene ricordato soprattutto per delle tipicità culinarie incredibili.

lari borghi toscana

Pastificio Martelli

Esperienza immancabile per chi passa per Lari è, infatti, la visita ai locali dell’azienda in cui ogni giorno la famiglia Martelli produce pasta artigianale in pochi formati ma di grandissima qualità. Durante la visita, ho avuto modo di vedere come si producono gli spaghetti, per esempio, ma anche i maccheroni che, di lì a poco, avrei avuto il piacere di mangiare per pranzo. E’ stato veramente bello vedere i fondatori “mettere le mani in pasta”! Ma soprattutto è stato molto stimolante poter curiosare all’interno di una realtà che, sebbene divenuta famosa nel corso degli ultimi anni, ha mantenuto il suo carattere “familiare”.

borghi toscana lari Martelli

Macelleria Ceccotti e Macelleria Balestri

Proseguendo il tour alla scoperta dei sapori di Lari, ho avuto il piacere di visitare altre due stupende macellerie (Macelleria Ceccotti e Macelleria Balestri) dove vengono prodotti insaccati in maniera artigianale e senza conservanti chimici; la visita e la degustazione mi hanno permesso di vivere a pieno la passione che guida coloro che gestiscono queste due realtà. Sia la Macelleria Ceccotti che Balestri  sono, infatti, accomunate dalla voglia di raccontare il proprio territorio tramite i loro prodotti genuini e locali.borghi toscana lari macellerie

Bernadeschi il “Fornaio di Lari”

Stessa volontà l’ho potuta respirare nel forno Bernardeschi, dove il mastro fornaio mi ha voluto mostrare la sua Colomba Pasquale e mi ha reso edotto sull’importanza che riveste la scelta degli ingredienti – dal lievito madre, alle farine, alle uova sempre fresche, al fine di ottenere un prodotto di qualità.

Caseificio Busti

Il mio tour culinario per il borgo di Lari si è concluso con la visita alla grotta dove vengono affinati i formaggi della famiglia Busti.Lari Caseificio BustiNon pago delle diverse degustazioni, prima di lasciare questo borgo incantevole, non ho potuto fare a meno di fermarmi a pranzo presso “La Bottega di Canfreo”: prodotti a km 0, piatti della tradizione, grandi sapori, alta qualità. Tutto questo a riprova di quanto la sinergia tra i diversi operatori, seppur di un piccolo borgo, possa essere una tattica vincente!Lari bottega di canfreo

Borghi Toscani nella Valdera: Peccioli e la sua torre panoramica

Dopo aver lasciato alle mie spalle il borgo di Lari, mi sono spostato nel comune di Peccioli. Qui, la torre panoramica la fa da padrona e da essa è possibile godere di una vista unica sulla Valdera. Molto bello passeggiare per le vie di questo paese, più grande del precedente, e lasciarsi stupire dai panorami che lo circondano. Se già non bastasse la vista “naturale”, la comunità ha voluto impreziosire alcuni scorci con veri e propri giochi di luci come quelli che è possibile godere all’interno dei Chiassi (piccoli sottopassi pedonali). Qui al passaggio dei visitatori le istallazioni luminose si attivano per rendere l’esperienza ancora più magica.

borghi toscana peccioli

Tenuta Venerosi Pesciolini

Altra tappa della giornata, questa volta all’insegna della viticoltura, si colloca a Ghizzano, frazione del comune di Peccioli. In particolare, sono approdato in una cantina veramente speciale all’interno di una tenuta che da oltre 7 secoli appartiene alla stessa famiglia: i Venerosi Pesciolini. Sicuramente suggestiva la visita della villa nobiliare – ancora oggi abitata dai membri della famiglia – e, a seguire, della loro cantina, entrambe nel cuore del borgo di Ghizzano che regna sulla vallata.Tenuta Venerosi pescioliniPregiati i vini che ho avuto modo di degustare e che, per la loro indiscutibile qualità, sono riusciti a conquistare destinazioni internazionali e ricevere premi importanti.

Borghi Toscana: Terricciola, la “città del vino”

L’ultima tappa del secondo giorno del nostro tour virtuale per i borghi della Toscana ci porta a Terricciola. Antico borgo di origine etrusca, deve il suo nome al fatto che nell’antichità questo luogo era difeso da torri e conteso tra le due città in cui la Valdera è immersa: Pisa e Firenze.

Fattoria Fibbiano, tra vini DOC e un soggiorno immersi nella natura

Data la particolare composizione del terreno, Terricciola è diventata famosa sia per la produzione di olio che, in particolare, di vini. Per tale ragione questo comune è stato scelto come sede dell’Associazione “Strada del Vino delle Colline Pisane”.

Proprio in ambito vinicolo, non è possibile non citare la cantina della Fattoria Fibbiano che ivi affonda le sue radici. Nel mio tour sono stato accolto da Giuseppe Cantoni – proprietario della Fattoria Fibbiano. Giuseppe, con grande passione, mi ha raccontato la sua scelta, nel 1997, di cambiare vita, tornare alle origini agresti della sua famiglia e intraprendere una nuova avventura. Ha quindi dato vita ad una azienda che si occupa sia della produzione di vino che della gestione di un agriturismo. Ad oggi, infatti, la Fattoria Fibbiano offre, tra le altre cose, la possibilità di soggiornare, fare attività all’interno o all’aria aperta, escursioni, corsi etc.

La mia giornata si conclude, quindi, proprio al casale di Fattoria Fibbiano con un’attività divertente oltre che istruttiva: una bellissima cooking class sulla pasta fresca!

Con i miei compagni di avventura mi sono cimentato nell’arte di impastare per poi trasformare il tutto in spaghetti e maltagliati!!!Fattoria FIbbianoTra una risata e un calice di vino ci siamo ritrovati con le mani in pasta a preparare la nostra cena con cui si è conclusa la seconda giornata del tour all’insegna dei sapori più tipici e di panorami unici e suggestivi.

Un borgo in Toscana ricco di storia: Palaia

Il programma del terzo ed ultimo giorno in giro per i borghi toscana sparsi in Valdera mi ha condotto in uno dei più antichi di questo territorio ovvero il borgo di Palaia.

borghi toscana Palaia

E’ bastato solo un attimo, appena raggiunta la rocca del borgo, per capire che ci trovavamo di fronte ad un panorama incantevole. Dal borgo di Palaia partono, infatti, una serie di escursioni paesaggistiche di incredibile bellezza.

Borghi toscana Paleia vista

Pieve di Sant’Andrea- Borghi toscana

A Palaia ho sicuramente vissuto l’esperienza più particolare di questo breve tour in Valdera. Protagoniste insospettabili di questa mia esperienza due signore del luogo!

Entrando a visitare la Chiesa di Sant’Andrea, infatti, abbiamo incrociato due signore che erano lì a sistemare l’interno della chiesa; vedendoci particolarmente interessati al luogo, hanno incominciato a descriverci le varie opere presenti nella chiesa fornendoci anche delle brochure. Su queste erano descritte le principali attrattive del Paese tra cui la famosa Pieve di San Martino. Purtroppo, a nostra conoscenza, la Pieve sarebbe dovuta essere chiusa. Di fronte al nostro sconforto rispetto all’impossibilità di visitare la Pieve, una delle due signore, indicando l’altra, ci ha bisbigliato sottovoce “lei ha le chiavi!!

E così, incredibilmente, conversando con due signore in chiesa, siamo riusciti ad ottenere una visita alla Pieve di San Martino, per di più con due guide d’eccezione!

palaia - pieve san martino

Meravigliosa Cattedrale del tredicesimo secolo. Costruita in cotto sotto la guida del famoso architetto Andrea Pisano. Inutile dirvi quanto la Pieve sia  suggestiva e imponente.

Savini Tartufi: dai boschi alla tavola nei Borghi Toscana

Lasciata la Pieve, non potevo concludere questo tour in Valdera con un’esperienza culinaria “on the road”: la caccia al Tartufo, organizzata dalla Savini Tartufi. Anche in questo caso ho potuto vantare la partecipazione straordinaria di due ospiti d’eccezione: Giotto e Birba, due dolci e portentosi cuccioli!

Arrivati in azienda vengo accolto da Luca che lavora lì da diversi anni, come facilmente intuibile dalla passione con cui ci racconta l’evoluzione di questa eccellenza toscana. Con lui, come anticipato, Giotto e Birba che ci scortano sulla Jeep in direzione dei vicini boschi.

Savini tartufi

Proprio da questi boschi ha avuto inizio quest’ultima, “profumata” esperienza. Al seguito dei nasi portentosi di Birba e Giotto abbiamo scovato delle “gemme” speciali di tarfufo Bianchello.Savini Tartufi gemma

Tra stupore, divertimento e natura incontaminata, ci siamo messi alla ricerca di questo prezioso fungo che nelle sue 7 tipologie stagionali arricchisce ormai moltissimi piatti, famosi in tutto il mondo. Chiaramente questa esperienza non poteva che finire con la degustazione delle prelibatezze raccolte!Savini pranzoA conclusione di questi tre giorni intensi, ritorno a casa ancor più convinto della grande ricchezza del nostro territorio in termine di gusto, storia e paesaggi, oltre che senza dubbio più arricchito!

Un grazie speciale va ad Ezio che con la meravigliosa intuizione del Team Spezio mi ha permesso di vivere questa esperienza e di condividerla con tutti voi che avete letto il post. Spero di avervi trasmesso la voglia di visitare la Valdera e di scoprire i suoi luoghi e le sue ricchezze!

 

Grazie a Fabrizio D’Ascenzi del #TeamSpezio per aver raccontato le bellezze della Valdera.

Per gli appassionati di Toscana voglio lasciarvi la ricetta di uno dei miei dolci preferiti: Torta coi Bischeri e ricordarvi di seguirmi sul mio canale Instagram Ezio

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Salvador Dalì: opere come espressione del proprio inconscio

Salvador Dalì: opere come espressione della propria psiche. Curiosità su uno dei maestri della storia dell’arte Per la rubrica “Vite d’artista“, che racconta alcune delle menti più geniali ed interessanti…

Salvador Dalì: opere come espressione della propria psiche. Curiosità su uno dei maestri della storia dell’arte

Per la rubrica “Vite d’artista“, che racconta alcune delle menti più geniali ed interessanti della storia dell’arte, ho pensato ad un ospite d’eccezione: Salvador Dalì! Opere, note biografiche e curiosità di un artista ribelle e controverso.

Salvador Dalì follia

 

In questo momento così buio, dove le libertà più semplici ci paiono negate da contingenze di assoluta necessità, penso che possa essere più che mai utile lasciarsi ispirare dall’arte per riscoprire il mondo intorno a sé.

Vite d’artista: Salvador Dalì

Per la puntata di oggi ho scelto di presentarvi uno degli artisti più anticonformisti, ribelli e innovativi del Novecento.

L’ultimo grande pittore delle Avanguardie storiche, che ha fatto del sogno e dell’inconscio il suo terreno prediletto di esplorazione: Salvador Dalì. Chissà che anche noi, immergendoci nel suo mondo dove tutto è possibile, non possiamo lasciarci trasportare lontano dall’immaginazione…

«La sola differenza tra me e un pazzo è che io non sono pazzo.»

Salvador Dalì pazzia

Salvador Dali: note biografiche e curiosità

Salvador Felipe Jacinto Dalì nasce a Figueres, in Catalogna, l’11 maggio 1904. Già dall’infanzia compare quella vena estrosa che caratterizzerà tutta la sua esistenza, in quanto fermamente convinto di vivere una doppia vita, la sua e quella del fratello morto prima della nascita. All’inizio degli anni Venti si scrive alla prestigiosa Accademia Reale di Madrid, dalla quale verrà però espulso più volte per aver accusato i professori di incompetenza.

Eccentricità e culto di sé

Icona della sua epoca (ma non solo), Dalì condurrà tutta la sua vita all’insegna dell’eccentricità e del culto di se stesso. Come amava ripetere: “Ogni mattina mi sveglio e, guardandomi allo specchio, provo sempre lo stesso ed immenso piacere: quello di essere Salvador Dalì”. Celebre è l’attenzione e la cura dei suoi baffi, sempre perfettamente piegati verso l’alto.

I suoi animali erano visti come opere d’arte anch’essi: negli anni Sessanta gli viene regalato un cucciolo di tigre da lui chiamato Babou, che portava con se a guinzaglio ovunque andasse. Esemplare è il caso in cui entrò con l’animale in un noto ristorante di Manhattan. Quando un suo compagno di cena si allarmò alla vista del tigrotto, lui rispose con calma dicendo che Babou era un normalissimo gatto che aveva “dipinto in un disegno artistico”.

Faceva risalire il suo amore per l’oro, l’eccesso e il lusso ad un’auto-attribuita “discendenza araba”.

In poche parole, Dalì si era costruito un personaggio che ammaliava, seduceva, irritava, provocava e infastidiva, sempre in nome dell’arte.

Salvador Dalì: opere e il surrealismo

Nel 1927 Salvador Dalì si reca a Parigi per la prima volta dove entra in contatto l’anno successivo con il gruppo surrealista. La sua adesione al movimento è, almeno all’inizio, sincera e motivata, anche se manterrà sempre un atteggiamento di distacco altezzoso nei confronti dei suoi colleghi.

dalì surrealismo

Surrealismo: sogno, follia e inconscio

Il Surrealismo è un movimento nato nel 1924 con la pubblicazione di un Manifesto ad opera di André Breton, suo padre fondatore. Partendo dalle teoriche psicanalitiche di Sigmund Freud e dalla sua opera “L’interpretazione dei sogni”, il Surrealismo critica la centralità del pensiero logico-razionale esaltando le componenti del sogno, della follia e dell’inconscio. Secondo Breton, infatti, l’uomo trascorre gran parte della sua vita dormendo e sognando. Deve necessariamente esistere, perciò, una maniera per avere accesso a questa attività tipicamente umana conciliando il momento della veglia con quello del sonno. Il Surrealismo, quindi, si pone come una sorta di automatismo psichico, ovvero un processo automatico che fa intervenire l’inconscio senza il controllo della ragione. In tal modo il pensiero, privo di freni inibitori, può accedere liberamente a idee, immagini, parole e combinarle in maniera del tutto innovativa.

dalì opere persistenza della memoria

Dalì opere: “La persistenza della memoria”, 1931, Olio su tela

Dalì: opere frutto del metodo “paranoico-critico”

Quando si parla di Dalì non si può non menzionare la sua particolarissima tecnica di automatismo definita “metodo paranoico-critico”; la paranoia è una malattia mentale che porta alla convinzione che tutto il mondo ci sia avverso e che gli altri ci siano nemici; ecco quindi che i suoi quadri nascono dal torbido agitarsi del suo inconscio, dalle sue paure e dai suoi deliri, dei quali lui cerca di prendere coscienza fissandoli sulla tela. È un modo per osservarle con lucidità, prendendone consapevolezza, e distaccandosene emotivamente.

Dalì: sogni, tabù, desideri, fobie

dalì opere cigni che riflettono elefanti

Dalì Opere: “Cigni che riflettono elefanti”, 1937, Olio su tela

In quest’ottica, per Salvador Dalì “opere” diventa sinonimo dei propri “elementi onirici”: i tabù sessuali, i desideri di potenza e le fobie si concretizzano con uno stile che a volte rasenta la perfezione tecnica, la “fantasticheria naturalistica”, come lui stesso l’ha chiamata. Attraverso il ricorso a simboli complessi e riferimenti colti, le Dalì opere risultano spesso di difficile interpretazione. Sono una maniera per l’artista di dare vita alle forme impossibili che popolano la sua mente ma, al tempo stesso, lo stimolo primo della sua vita di uomo e della sua fantasia.

sogno causato dal volo

Dalì opere: “Sogno causato dal volo di un’ape“, 1944, Olio su tela

Sogno causato dal volo di un’ape“, tenta di fissare sulla tela le improvvise visioni suscitate nell’artista dalla puntura inaspettata di un’ape. Una donna dormiente, nuda e sensuale (che riproduce nelle fattezze Gala, la compagna di Dalì) sta per essere punta sul braccio da una baionetta, evidente simbolo sessuale. Ma la puntura in realtà c’è già stata e la sua percezione, ingigantita dal sogno, assume l’aspetto di due tigri feroci scaturite da un pesce a sua volta originatosi da un melograno. La persistenza della memoria mostra un paesaggio quasi desertico con alcuni orologi nell’atto di sciogliersi, in una dilatazione temporale che annulla qualsiasi riferimento al mondo esterno, in quello stato sospeso tipico del sogno.

Per Dalì “opere”, quindi, sinonimo di ironia, illusione ottica, fraintendimento che arricchiscono un universo già denso di significati: quello interiore dell’essere umano in quanto individuo e, in questo caso, come artista.

dalì opere sant'antonio

Dalì opere: “La tentazione di sant’Antonio”, 1946, Olio su tela

Le muse di Dalì

Insieme al cibo e al tempo, la sessualità femminile è uno dei temi più ricorrenti nelle opere di Dalì in accordo alle teorie freudiane; secondo queste, infatti, nell’inconscio trovano espressione i desideri sessuali più reconditi e inespressi. L’atteggiamento dell’artista nei confronti delle donne cambiò quando incontrò colei che divenne prima sua amante e poi moglie e musa per tutta la vita: Gala.

dalì gala

Lei si chiamava Helena Diakonova ed era figlia di un avvocato russo. Si conobbero nell’estate del 1929, durante una vacanza passata insieme ad alcuni amici artisti surrealisti. All’epoca la donna, 11 anni più grande di Dalì, era sposata con Paul Eluard ma ciò non impedì ai due di innamorarsi perdutamente. Helena decise di lasciare il marito e si risposò per la seconda volta. Nonostante i numerosi tradimenti e le infatuazioni del pittore, Gala rappresentò per tutta la vita la musa e modella dell’artista, tanto che in seguito alla sua morte Dalì cadde in una forte depressione.

Amanda Lear e Salvador Dalì

Nel 1965 in un locale notturno francese Dalí incontrò Amanda Tapp, in seguito Amanda Lear, un’indossatrice francese di origine cinese e inglese. Colpito dai suoi modi sopra le righe, Dalì la elesse a sua pupilla, instaurando un insolito (e all’epoca scandaloso) rapporto a tre insieme alla moglie.

Dalì: un genio imperfetto

Dopo aver trascorso tutta la vita tra l’America e l’Europa, nel 1951 tornò a vivere nell’amata Catalogna. Qualche anno più tardi iniziò a lavorare al Teatro-Museo Dalì nella sua cittadina natale, Figueres, in cui trascorrerà gli ultimi anni della sua vita.

Il 23 gennaio 1989, mentre ascoltava il suo disco preferito, Tristano e Isotta di Wagner, morì per un attacco di cuore. Aveva 84 anni. Fu sepolto nel suo Teatro-Museo, frutto del suo genio totalmente imprevedibile. Un luogo magico per un uomo che ha fatto del sogno la sua ragione esistenziale.

Se ti è piaciuto questo articolo non esitare a lasciarmi un commento sui miei canali social! Ecco il mio account Instagram Ezio dove suggerirmi quale “Vita d’artista” ti piacerebbe leggere nella prossima puntata!

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Luca Barbieri

Sognatore dal 1994. Lettore instancabile, viaggiatore appassionato, ricercatore bellezza. Laureato all’accademia di belle arti di Bologna nella speranza di condividere la sua passione per l’arte con chiunque abbia voglia di ascoltarlo. IG  Luca Barbieri

 

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Vellutata di verdure: ricette e trucchi per prepararle

Ricetta vellutata: tante ricette e trucchi per preparala Con l’arrivo del freddo e dei primi acquazzoni quante volte abbiamo pensato alla prospettiva di un buon bicchiere di vino, un film…

Ricetta vellutata: tante ricette e trucchi per preparala

vellutata di piselli

Con l’arrivo del freddo e dei primi acquazzoni quante volte abbiamo pensato alla prospettiva di un buon bicchiere di vino, un film rilassante e soprattutto una cena calda ma anche facile e veloce da preparare? Passando gran parte della mia giornata fuori casa e con zero voglia di cucinare al mio rientro, ho trovato il modo di coccolarmi senza dover passare ore in cucina: la vellutata! Scopriamo insieme, quindi, i segreti della ricetta della vellutata sfruttando i sapori tipici della stagione invernale e goderci un pasto leggero e gustoso che saprà accarezzare il nostro palato.

Di seguito trovate qualche idea di vellutata di verdure, tra le mie preferite:

  1. Vellutata di Porro e zucca
  2. Ricetta crema di Piselli
  3. Vellutata di carote e curry
  4. Vellutata ricette: Finocchi e Zafferano
  5. Ricette vellutate: Bietole

1. Ricetta vellutata di zucca

Ingredienti per 2/3 persone:

  • 400 gr di zucca
  • 1 cipolla o (se volete un gusto più delicato) 1 porro
  • 1 patata media (100 gr circa)
  • 550 ml di brodo (o 1 dado classico)
  • Sale e Pepe
  • 3 cucchiai di olio extravergine di oliva
  • Opzionale: noce moscata, yogurt greco o latte.

Come preparare una zuppa di zucca :

In primis conviene preparare tutti i nostri ingredienti: tagliate la cipolla o, alternativamente, il porro a rondelle. Pulite la zucca avendo cura di rimuovere con un cucchiaio tutti i semi; quindi tagliate la polpa in piccoli cubetti così da favorire la cottura. Sbucciate la patata e, come per la zucca, tagliatela in cubetti altrettanto piccoli.

In una padella antiaderente fate scaldare due cucchiai di olio extravergine di oliva e quindi fate soffriggere per pochi minuti la cipolla o il porro; aggiungete le patate e saltate anche queste in padella per pochi minuti, quindi aggiungete la zucca e il brodo caldo (avendo cura di salvare un po’ di brodo laddove vi occorra in un secondo momento) e lasciate cuocere per circa 15-20 min a fuoco lento. Quando sia patate che zucca avranno raggiunto una consistenza morbida, salate e pepate a vostro piacimento e, se lo gradite, aggiungete una spolverata di noce moscata per dare un sapore ancora più incisivo al vostro piatto.

Passate il tutto con un frullatore o un minipimer fino a quando non avrete ottenuto un impasto cremoso e senza grumi.

Valutate la consistenza della vostra crema: se troppo liquida ripassatela qualche minuto sul fuoco, al contrario aggiungete ancora un po’ di brodo o, alternativamente, un po’ di latte.

Impiattate e aggiungete un cucchiaio di olio evo a crudo e qualche crostino di pane. Servitela ancora calda!

Variante: se volete un gusto più delicato e una consistenza più cremosa potete decidere di aggiungere (e decorare) la vostra vellutata con dello yogurt greco!

Se volete una variante vegana della ricetta cliccate qui.

2. Ricetta vellutata di piselli

Ingredienti per 2/3 persone:

  • 450-500 gr di piselli (freschi o surgelati)
  • 1 cipolla bianca o, alternativamente, 1 porro
  • 1 patata piccola (50 gr circa)
  • 500 ml di brodo (o 1 dado classico)
  • Sale e Pepe
  • 3 cucchiai di olio extravergine di oliva
  • yogurt greco o panna fresca liquida

Come preparare una zuppa di piselli:

Anche in questa variante, occorre preparare prima tutti i nostri ingredienti: tagliate la cipolla o, alternativamente, il porro a rondelle. Ponete i pisellini in uno scolapasta e passateli velocemente sotto l’acqua corrente. Sbucciate la patata e tagliatela a cubetti piccoli.

In una padella antiaderente fate scaldare due cucchiai di olio extravergine di oliva e quindi fate soffriggere per pochi minuti la cipolla o il porro; aggiungete le patate e saltate anche queste in padella per pochi minuti, quindi aggiungete i piselli e il brodo caldo e lasciate cuocere per circa 15-20 min a fuoco lento. Quando i vostri piselli saranno pronti e anche la patata avrà raggiunto una consistenza morbida togliete la pentola dal fuoco.

Passate il tutto con un frullatore o un minipimer fino a quando non avrete ottenuto un impasto cremoso e dalla consistenza liscia.

Aggiungete poco alla volta un po’ di yogurt greco o della panna fresca e delle erbe aromatiche a vostro gusto e fantasia.

Impiattate e, anche qui, potete aggiungere qualche crostino di pane o del formaggio grattuggiato per dare un contrasto di colore. Servitela ancora calda!

3. Ricetta vellutata di carote e curry

Ingredienti per 2/3 persone:

  • 400 gr di carote
  • 1 cipolla bianca o, alternativamente, 1 porro
  • 300 gr di patate
  • 600 ml di brodo (o 1 dado classico)
  • Sale e Pepe
  • 3 cucchiai di olio extravergine di oliva
  • Curry in polvere
  • Opzionale: Latte di cocco

Come preparare una zuppa di carote:

Come sempre per facilitare i passaggi successivi, occorrerà preparare prima tutti i nostri ingredienti e quindi tagliare la cipolla o, alternativamente, il porro a rondelle, pelare le patate e le carote per poi tagliarle tutte a cubetti piccoli (circa 2cm).

In una padella antiaderente fate scaldare due cucchiai di olio extravergine di oliva e quindi fate soffriggere per pochi minuti la cipolla o il porro; aggiungete le patate e saltate anche queste in padella per pochi minuti, quindi aggiungete le carote e il brodo caldo (avendo cura di salvare un po’ di brodo laddove vi occorra in un secondo momento). Aggiungete due cucchiaini, al massimo, di curry e lasciate cuocere per circa 15-20 min a fuoco lento. Quando sia le patate che le carote avranno raggiunto una consistenza morbida togliete la pentola dal fuoco.

Passate il tutto con un frullatore o un minipimer fino a quando non avrete ottenuto un impasto cremoso e senza grumi.

Valutate la consistenza della vostra crema: se troppo liquida ripassatela qualche minuto sul fuoco, al contrario aggiungete ancora un po’ di brodo o, alternativamente, un po’ di latte di cocco.

Impiattate e servitela ancora calda!

Variante: non ponete limiti alla vostra fantasia! Potete abbinare le carote anche a frutti come il mango o sostituire la polvere di curry con del succo di limone per dare alla vostra crema un gusto un po’ più acidulo e agrumato. Potete, inoltre, condirla con dei crostini o del pane ai cereali o alla curcuma.

4. Ricetta vellutata di finocchi

Ingredienti per 2/3 persone:

  • 900 gr di finocchi (corrispondenti a 3 finocchi medi circa)
  • 1 cipolla bianca o, alternativamente, 1 porro
  • 1 patata piccola
  • 300 ml di brodo (o 1 dado classico)
  • Sale e Pepe
  • 3 cucchiai di olio extravergine di oliva
  • 1 bustina di zafferano

Come preparare una zuppa di finocchi:

Come prima cosa occorrerà sbucciare e lavare accuratamente i finocchi per poi tagliarli a tocchetti di 2 cm circa. Tagliate la cipolla o, alternativamente, il porro a rondelle, e quindi pelate la patata e tagliatela ugualmente in piccoli pezzi per facilitarne la cottura.

In una padella antiaderente fate scaldare due cucchiai di olio extravergine di oliva e quindi fate soffriggere per pochi minuti la cipolla o il porro; aggiungete le patate e saltate anche queste in padella per pochi minuti, quindi aggiungete i finocchi e fate fare un giro di padella anche a quest’ultimi. Aggiungete il brodo caldo (avendo cura di salvare un po’ di brodo laddove vi occorra in un secondo momento) e lo zafferano che darà un tocco di colore alla vostra crema! Lasciate cuocere per circa 15-20 min a fuoco lento. Quando sia le patate che i finocchi avranno raggiunto una consistenza morbida, togliete la pentola dal fuoco.

Passate il tutto con un frullatore o un minipimer fino a quando non avrete ottenuto un impasto cremoso e senza grumi.

Valutate la consistenza della vostra crema: se troppo liquida ripassatela qualche minuto sul fuoco, al contrario aggiungete ancora un po’ di brodo o, alternativamente, un po’ di latte.

Impiattate e servitela ancora calda!

Variante: per un gusto ancora più consistente potreste usare del brodo di pollo al posto di quello vegetale. Come nelle ricette precedenti potete pensare di usare aggiustare la consistenza della crema con della panna fresca al posto del brodo. Infine, per impiattare, potete spargere del finocchietto selvatico!

5. Ricetta vellutata di bietole

Ingredienti per 2/3 persone:

  • 250 gr di bietole
  • 1 cipolla bianca o, alternativamente, 1 porro
  • 1 patata grande (circa 120-130 gr)
  • 200 ml di brodo (o 1 dado classico)
  • Sale e Pepe
  • 3 cucchiai di olio extravergine di oliva

Per la vellutata di bietole:

Come per le vellutate precedenti occorrerà lavare accuratamente le bietole e separare le foglie dai gambi. Tagliuzzatele un po’ per facilitare sia la cottura che la successiva triturazione. Tagliate la cipolla o, alternativamente, il porro a rondelle, e quindi pelate la patata e tagliatela ugualmente in piccoli pezzi per facilitarne la cottura.

In una padella antiaderente fate scaldare due cucchiai di olio extravergine di oliva e quindi fate soffriggere per pochi minuti la cipolla o il porro; aggiungete le patate e saltate anche queste in padella per pochi minuti, quindi aggiungete le bietole e il brodo caldo (avendo cura di salvare un po’ di brodo laddove vi occorra in un secondo momento). Lasciate cuocere per circa 15-20 min a fuoco lento. Quando avrete raggiunto una consistenza morbida, togliete la pentola dal fuoco.

Passate il tutto con un frullatore o un minipimer fino a quando non avrete ottenuto un impasto cremoso e senza grumi.

Valutate la consistenza della vostra crema: se troppo liquida ripassatela qualche minuto sul fuoco, al contrario aggiungete ancora un po’ di brodo.

Impiattate e servitela ancora calda!

Soup Maker: un valido aiuto per chi ha poco tempo ma non vuole perdere  il gusto di  passato

vellutata di zucca

Cosa succede se abbiamo sempre poco tempo da dedicare ai nostri pasti o sentiamo di non essere particolarmente portati per la cucina ma non vogliamo rinunciare al gusto di una vellutata?

Ci pensa il Soup Maker, piccolo robot da cucina progettato proprio per chi ama le vellutate e non solo! Cercando su internet mi sono imbattuto in molti modelli di Soup Maker (a tal proposito ho trovato molto utile questo articolo dove trovate non solo il costo del prodotto, ma potete leggere anche le recensioni. La mia è assolutamente positiva e consigliata).

Io personalmente ho acquistato un Philips Soup Maker su Amazon approfittando del Black Friday e ne sono rimasto particolarmente entusiasta! Anzi, dirò di più! Soup Maker Philips opinioni: rapido, poco ingombrante, ottimo per preparare una vellutata per 2-3 persone circa in soli 20 minuti e solo unendo tutti gli ingredienti insieme nel boccale senza sporcare. Cosa molto importante.

Per avere maggiori info non esitare a scrivermi sui miei canali social. Ecco il mio account Instagram Ezio. Buona preparazione a tutti!

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Viaggio in Giappone

Viaggio in Giappone: il paese del Sol Levante Quante volte hai pensato di realizzare un viaggio in Giappone? Vivendo qui, mi capita con molta frequenza di rispondere a messaggi di…

Viaggio in Giappone: il paese del Sol Levante

Quante volte hai pensato di realizzare un viaggio in Giappone?

Vivendo qui, mi capita con molta frequenza di rispondere a messaggi di persone che vorrebbero un itinerario consigliato per non perdersi il meglio del Paese del Sol Levante. La maggior parte dei turisti trascorre qui dieci giorni, arrivo e partenza inclusi.

Ecco qui una semplice guida per te!

Viaggio in Giappone

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Eros e seduzione: gli ori nelle opere di Gustav Klimt

Gustav  Klimt Opere: Vite d’artista Alla scoperta delle vite dei più grandi artisti della storia dell’arte Raccontare l’arte è una delle cose che mi più mi affascina: condividere con gli…

Gustav  Klimt Opere: Vite d’artista

Alla scoperta delle vite dei più grandi artisti della storia dell’arte

Raccontare l’arte è una delle cose che mi più mi affascina: condividere con gli altri aneddoti, curiosità e riflessioni. Perchè? Perché l’arte ci riguarda. Anzi, ci ri-guarda, ci osserva da tempi più o meno lontani e riflette una parte di noi. Chi non si è mai commosso ascoltando una canzone oppure guardando un film?

Eppure, la maggior parte delle persone considera l’arte una cosa morta, da museo, lontana dai nostri tempi. Niente di più sbagliato: gli artisti sono uomini e donne che hanno vissuto, sofferto, amato, gioito esattamente al pari di noi, con l’unica differenza che hanno deciso di raccontare tutte queste esperienze in un’opera, restituendola al mondo.

Oggi comincia un nuovo percorso dal titolo Vite d’artistache vuole cercare di raccontare alcuni di questi uomini e donne straordinari, attraverso le loro opere e le loro creazioni. Il primo personaggio che incontriamo lungo la strada è Gustav Klimt, il celebre pittore viennese famoso per le sue opere dorate e preziose.

klimt

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Mari pugliesi:  5 località di mare da non perdere in Puglia

Viaggio on the road in Puglia: i mari pugliesi da segnare Tutti hanno voglia di staccare la spina con l’arrivo delle prime giornate calde. Siamo programmati per pensare ai mesi…

Viaggio on the road in Puglia: i mari pugliesi da segnare

mari pugliesi

Tutti hanno voglia di staccare la spina con l’arrivo delle prime giornate calde. Siamo programmati per pensare ai mesi estivi e sognare il relax. La Puglia è ormai diventata una delle destinazioni più gettonate dai turisti italiani, ma anche da quelli provenienti dagli angoli più sconosciuti del mondo. C’è ogni anno sempre più gente che decide di vivere la vera essenza della nostra terra. Ragazzi che prenotano il primo volo Low Cost da tutte le parti d’Italia ed Europa per sentirsi parte di una regione che riesce a regalare emozioni e avventure.

La Puglia è quel posto che ti tende la mano per regalarti l’autenticità del Sud con il calore della gente del posto pronta a offrirti un pezzo di focaccia o un panzerotto fumante. Dal Gargano al Salento, dallo Ionio all’Adriatico ogni angolo ha il profumo di una tipicità :  gelato al gelso nero, caffè speciale di Polignano o pasticciotto appena sfornato.

Tantissime sono le richieste di consigli che mi arrivano via social o mail sulla mia terra. Questa è sicuramente la più curiosa che ho ricevuto e che voglio condividere con voi:

“ Ciao Ezio! Seguiamo i tuoi racconti di viaggio e abbiamo bisogno d’aiuto. Siamo un gruppo di amici che hanno deciso di staccare la spina per un po’ in cerca di avventura, libertà e voglia di scoprire le bellezze della nostra Italia. Siamo in Puglia per un on the road e avremmo bisogno di tuoi consigli su località che affacciate su mari pugliesi. Abbiamo 10 giorni, siamo sempre in movimento e carichissimi”

A questa richiesta d’aiuto di ragazzi giovani come me ho voluto rispondere con una guida dei mari pugliesi: le 5 località da Nord a Sud che non dovete assolutamente perdere.

 

Isole Tremiti – mari pugliesi 

Uniche Isole della Regione Puglia. Destinazione da scegliere se si ha voglia di vedere una vegetazione rigogliosa e sfumature di acqua che tendono al verde. Le isole Tremiti sono la perla della Regione Puglia e da sempre punto d’interesse per chi cerca un turismo differente, più autentico fatto di calette incontaminate e gite in barca. San Nicola è sicuramente l’isola che meglio riesce a racchiudere storia, cultura e mare sensazionale. Da aggiungere alla vostra wish list di viaggio: gelato in riva al mare nelle verdi acque del porticciolo di San Nicola.

mari pugliesi

Polignano a Mare- San Vito – mari pugliesi 

Polignano a Mare è sicuramente diventata una delle città più visitate in provincia di Bari grazie al suo famosissimo scorcio super fotografato che riesce a richiamare migliaia di turisti da tutto il mondo. Conosciuta grazie a Domenico Modugno, è da inserire nella vostra tappa on the road in Puglia.

Lama Monachile è la location più apprezzata dai turisti, ma, per chi cerca qualcosa di diverso, consiglio di non perdere la frazione di San Vito, dove bere un caffè con vista mare vi donerà l’equilibrio che cercate dallo stress quotidiano.

Torre Guaceto 

Riserva Naturale del WWF situata nel comune di Carovigno, Torre Guaceto è un paradiso selvaggio che riesce a regalare una connotazione paesaggistica diversa alla Puglia: chilometri di falesie e battigia perfette per i più avventurosi che vogliono vivere i mari pugliesi senza la calca dei turisti in spiaggia o della musica assordante dei chioschi. Sono tantissime le attività organizzate dai gestori della riserva di Torre Guaceto: escursioni in bici, avvistamenti faunistici e gite in barca a vela.

 

 Baia dei Girasoli- Pulsano  

Non tutti conoscono Taranto per la bellezza del suo mare. Arrivare a Pulsano e nello specifico a Baia dei Girasoli è un passaggio obbligato per tutte le persone che vogliono vivere da local una Puglia fatta di tramonti, acque incontaminate e viste mozzafiato.

Chiamata così per la presenza di una vegetazione rigogliosa e floreale è tra i posti da segnare in provincia di Taranto oltre Campomarino e Maruggio.

E voi? Avete iniziato a pensare al vostro on the road per l’estate?

Per chi è ancora in ufficio e ha voglia di sognare avventure spensierate e avvenimenti improvvisi che fanno cambiare la vita, consiglio di non perdere il nuovissimo progetto di Verti Assicurazioni “ Sbaglio strada e cambio vita”, il primo branded podcast in Italia per chi ama essere in movimento e un passo oltre gli altri. Lo potete trovare a questo link http://bit.ly/Spezio_blog Ale, Davide e Fede tre uomini completamente diversi, accomunati da una inaspettata e sorprendente notizia che riuscirà a far scoprire loro stessi durante un sensazionale viaggio on the road nell’Italia della musica.

 

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Nuove bici Triban Rc 500 e RC 520

Nuova Bici TRIBAN Rc 500 e Rc 520 Che tu sia un ciclista esperto o amatoriale, per cominciare il tuo itinerario alla scoperta della Puglia, l’ideale è dotarsi di una…

Nuova Bici TRIBAN Rc 500 e Rc 520

Che tu sia un ciclista esperto o amatoriale, per cominciare il tuo itinerario alla scoperta della Puglia, l’ideale è dotarsi di una bici versatile ma dal costo accessibile. La nuova gamma di bici Decathlon Triban Rc, composta da due modelli (Rc 500 e Rc 520), potrebbe essere la soluzione che fa al caso tuo.

Triban 500

Due modelli diversi per soddisfare tutte le esigenze

La nuova gamma Triban nasce dall’esigenza di creare una bici da strada estremamente confortevole, che permetta di godersi la bellezza del paesaggio intorno in estrema sicurezza.

viaggiare in Puglia in bici

Triban RC 500 pesa 10,6 kg, è composta da un telaio 6061 T6 in alluminio e da una forcella in carbonio con tubo forcella in alluminio. Essa è inoltre dotata di:

  • sella ErgoFit
  • pneumatici da 28 mm Triban Resist Protect +
  • gruppo Shimano Sora R3000 (disponibile anche nella versione con flat bar)
  • nastro manubrio in schiuma
  • freni a disco meccanici (che permettono di controllare la frenata in maniera efficace e progressiva anche in caso di pioggia)
  • ruote Triban Tubeless Ready

TRIBAN RC 500

Triban RC 520 pesa 10,4 kg, è composta da un telaio 6061 T6 in alluminio e da una forcella in carbonio e tubo forcella in alluminio. Essa è inoltre dotata di:

  • sella ErgoFit
  • pneumatici da 28 mm Triban Resist Protect +
  • gruppo trasmissione Shimano 105
  • nastro manubrio in schiuma
  • freni a disco idromeccanici (che permettono di controllare la frenata in maniera efficace e progressiva anche in caso di pioggia)
  • ruote Triban Tubeless Ready Light

Triban Rc 520

Quando si percorrono tratte molto lunghe in bici, è consigliabile indossare un abbigliamento specifico, soprattutto nella stagione più calda. L’ideale sarebbe indossare un primo strato composto da un intimo traspirante (che permetta di assorbire il sudore e si asciughi velocemente) e un secondo strato composto da una maglia a maniche corte o senza maniche, anch’essa di materiale traspirante. Il catalogo Decathlon contiene una serie di proposte specifiche per uomo e donna. Anche per quanto riguarda le calzature, si consigliano scarpe da ciclismo, come le RC 500. La suola SPD rigida in nylon miscelata con lana di vetro permette di camminare senza scivolare, mentre il fissaggio dei lacci fornisce una ripartizione omogenea della pressione dell’allacciatura. Perfette quindi sia per quando si è in sella sia per quando si sceglie di percorrere qualche tratto a piedi.

Altri accessori di cui non potrai sicuramente fare a meno sono i guanti, come i ROADR 500: corti, sottili, leggeri, dal taglio aderente. Il mesh traspirante ed estensibile e la spugna sul palmo assorbono il sudore e li rendono ideali per uscite durante la stagione più calda. Infine, come dimenticare il casco. Il ROADR 900 è aerodinamico, confortevole, molto leggero e ben ventilato per migliorare la regolazione termica del corpo. Il sistema FULL Turn-Ring, inoltre, avvolge la testa con regolazione rapida e precisa.

 

 

 

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Viaggiare in Puglia: cicloturismo in Valle d’Itria

Cicloturismo in Puglia: tour alla scoperta della Valle d’Itria con la nuova Triban Rc  Viaggiare in Puglia per cicloturismo. Itinerario di viaggio alla scoperta delle bellezze del tacco d’Italia. Negli…

Cicloturismo in Puglia: tour alla scoperta della Valle d’Itria con la nuova Triban Rc 

Viaggiare in Puglia per cicloturismo. Itinerario di viaggio alla scoperta delle bellezze del tacco d’Italia.

Negli ultimi anni, la Puglia è diventata una delle mete più ambite dagli amanti del cicloturismo che, armati di bicicletta, si avventurano per scoprirne le innumerevoli bellezze paesaggistiche e culturali.

Con l’avvicinarsi della bella stagione aumenta il numero di turisti, più o meno esperti, alla ricerca di itinerari da percorre in Puglia in bici. Non soltanto ciclisti esperti, abituati a percorrere lunghi tragitti in pendenza, ma anche semplici curiosi, desiderosi di sperimentare una nuova modalità di viaggio, più lenta e sostenibile.ù

Cicloturismo Puglia

Viaggiare in Puglia con le bici da corsa Triban Rc

Che tu sia un ciclista esperto o amatoriale, per cominciare il tuo itinerario alla scoperta della Puglia, l’ideale è dotarsi di una bici versatile ma dal costo accessibile. La nuova gamma di bici Decathlon Triban Rc (link per info tecniche) , composta da due modelli (Rc 500 e Rc 520), potrebbe essere la soluzione che fa al caso tuo.

Le Triban Rc nascono come bici da strada votate al cicloturismo, ma a ben guardare i vantaggi che offrono sono molti altri. Innanzitutto, possono essere utilizzate come bici da corsa “comode”, per chi non ha pretese velocistiche. Telaio e manubrio sono studiati per poter passare tante ore in sella senza problemi. La presenza di pneumatici larghi e la forcella in carbonio aiutano, inoltre, ad attutire le sollecitazioni. In più, i cerchi sono tubeless ready: ciò significa che, con un apposito kit di conversione, la camera d’aria può essere sostituita da un liquido antiforatura. Questo riduce il rischio di bucare (se la ruota si buca il foro viene chiuso immediatamente dal liquido), aumenta il comfort di viaggio (l’assenza della camera d’aria rende la bici più morbida sulle buche) e migliora la trazione in fuoristrada.

Le Triban Rc sono ideali per affrontare lunghi viaggi. La posizione di guida è comoda, il manubrio ergonomico consente di cambiare la posizione delle mani per non far addormentare i muscoli e la sella Triban ergoFit è studiata per minimizzare i dolori dopo tante ore di pedalata. I freni a disco permettono una frenata sicura in discesa anche con una bici resa pesante dai bagagli.

Queste caratteristiche rendono Triban Rc le bici perfette per essere utilizzate su sentieri di campagna, mulattiere, strade bianche, argini non asfaltati. Insomma, tutto ciò che oggi viene definito con un termine molto di moda: gravel, percorsi fuoristrada non troppo accidentati, dove non è necessario utilizzare una mountain bike.

viaggiare in Puglia in bici

Ovviamente non potevo legare il lancio della nuova bici di Decathlon a un consiglio di viaggio nella mia terra, nella mia Puglia. Per questo motivo ho deciso di creare un itinerario per viaggiare in Puglia in bici con Triban Rc

Viaggiare in Puglia  tra trulli e città bianche: alla scoperta della Valle d’Itria

Dopo esserti dotato di una buona bici da corsa, il prossimo passo è testarla sul campo. Da questo punto di vista la Puglia è la meta ideale per un’esperienza di cicloturismo con i fiocchi.

Tra i percorsi ufficialmente riconosciuti spicca sicuramente la Ciclovia dell’Acquedotto Pugliese, un percorso in itinere che al momento attraversa la Valle d’Itria dal comune di Figazzano fino a Ceglie Messapica, passando per Cisternino e Ostuni. Questa pista, anche nota come Ciclovia dell’Acqua, fa parte dell’itinerario ciclabile nazionale n° 11 (ciclovia degli Appennini) consultabile sul sito della rete Bicitalia.

Per gli amanti dell’avventura, ho studiato un itinerario personalizzato che, in una giornata, vi permetterà di apprezzare tutti i principali punti di interesse della Valle d’Itria, un’oasi, per il momento, non ancora presa d’assalto dal turismo di massa.

Il mio suggerimento è raggiungere in treno la stazione di Polignano a mare, prendendo il treno regionale da Bari Centrale (il trasporto delle bici è consentito ad eccezione di alcuni orari). Dal centro di Polignano ci spostiamo in direzione Monopoli, prendendo via Aldo Moro, complanare della SS16, che costeggia il mare.

Giunti a Monopoli, imbocchiamo la SP114 in direzione Cozzana: poco prima di raggiungerla, in prossimità del cartello che indica le Contrade di Monopoli, svoltiamo a sinistra e imbocchiamo la strada che conduce a Virbo e Monte Cipolla. Cozzana è una contrada in collina: in questo i rapporti agili delle Triban potrebbero tornare molto utili. In salita, infatti, utilizzando le marce più leggere vi sembrerà di arrampicarvi senza sforzo. Superato Monte Cipolla, raggiungiamo Castellana Grotte dove potrete ammirare le suggestive Grotte di Castellana, un complesso di cavità sotterranee di origine carsica di straordinaria bellezza.

Lasciandoci alle spalle le Grotte di Castellana, ci dirigiamo verso la Frazione Alcanterini e imbocchiamo la SP146. Dopo circa due km, svoltiamo sulla destra tenendo d’occhio il segnale che indica la strada comunale delle Guadiane. Proseguiamo per circa sei km fino all’incrocio con la SP113: svoltiamo a sinistra e percorriamola per un brevissimo tratto. Dopo di che, imbocchiamo la prima strada sulla destra seguendo le indicazioni per Santa Lucia. Dopo tre km circa, arriveremo davanti alla magnifica chiesetta di Santa Lucia ai Monti. Proseguendo dritto e attraversando la Frazione di Santa Lucia, ci troveremo di fronte due opzioni: proseguire verso lo Zoo Safari di Fasano oppure svoltare per raggiungere Alberobello.

Nel primo caso, proseguiamo fino a sbucare sulla SP146, giriamo a destra in direzione Selva di Fasano e dopo circa tre km svoltando a sinistra, ci troveremo nei pressi dello Zoo Safari.

In alternativa, in corrispondenza della Frazione di Santa Lucia, svoltiamo a destra in direzione Alberobello/Canale di Pirro. Sbucheremo sulla SP81 che imboccheremo girando a sinistra. A quel punto dovremo prendere la prima a destra (SP77) e al successivo incrocio procedere in direzione Alberobello, capitale dei Trulli, iscritta nell’elenco dei Patrimoni dell’UNESCO

Dopo la sosta ad Alberobello, imbocchiamo la strada per Contrada Capitolo (SP59). Proseguiamo per circa 7 km fino all’incrocio con la SP162 in corrispondenza della Chiesetta di S. Elia Profeta. Girando a destra arriveremo a Locorotondo, splendido borgo dove consiglio di visitare la splendida Chiesa di San Giorgio Martire.

A questo punto imboccando la strada comunale 21, dopo circa tre km, imbocchiamo la strada che conduce a Contrada Cerrosa. Proseguiamo per quattro km lungo Cupa Rampone, quindi giriamo a sinistra su strada Mecela che conduce direttamente a Martina Franca. Nota per l’ipnotico stile barocco delle sue chiese, Martina Franca ospita ogni anno il Festival musicale della Valle d’Itria, appuntamento imperdibile per appassionati musicofili. Negli ultimi anni insieme a Locorotondo e la vicinissima Cisternino è diventata punto di riferimento anche per gli appassionati di musica indie-rock ed elettronica, grazie agli appuntamenti estivi come il VIVA! Festival e il Locus Festival.

Per una sosta food il posto più indicato e dove potrete scambiare qualche chiacchiera con altri cicloturisti è Micro ristorante.

Da Martina Franca, per raggiungere Cisternino, imbocchiamo la SP61 che dopo un po’ diventa SP13 e ci condurrà direttamente in città.

A questo punto imboccando la SP17 e percorrendola per circa sei km incontreremo le contrade Masseria Piccola e Casalini. Dopo averle superate, giriamo a destra facendo attenzione al segnale che indica la Contrada Barbagianni. Dopo circa due km giriamo a sinistra seguendo le indicazioni per la masseria Foragno e dopo circa quattro km, girando a destra, arriveremo ad Ostuni. Per concludere il tour della Valle d’Itria in bellezza, vi consiglio di fare un giro per la città bianca, inoltrandovi tra le innumerevoli viuzze che si fanno strada tra le abitazioni dal tipico rivestimento di calce bianca, che rende così particolare il centro storico.

Per qualsiasi informazione sul vostro viaggiare in Puglia non esitate a lasciarmi un commento o scrivermi su Instagram @EzioMrLifestyle .

Aspetto i vostri scatti con la nuova bici di Decathlon Triban Rc. Che itinerario avete programmato per le vostre uscite di cicloturismo?

 

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Abdicazione imperatore giapponese: tutto quello che devi sapere

L’abdicazione dell’imperatore giapponese In questi giorni ti sarai chiesto cosa sta succedendo in Giappone. Le notizie ufficiali hanno iniziato a rincorrersi mesi fa: nel 2019 il Giappone avrebbe terminato un’ era…

L’abdicazione dell’imperatore giapponese

In questi giorni ti sarai chiesto cosa sta succedendo in Giappone.

Le notizie ufficiali hanno iniziato a rincorrersi mesi fa: nel 2019 il Giappone avrebbe terminato un’ era per iniziarne una nuova.

 

L’imperatore Akihito durante la cerimonia di abdicazione

L’imperatore giapponese Akihito e la famiglia imperiale

Oggi, 30 aprile 2019, l’imperatore giapponese Akihito ha abdicato. Erano esattamente 202 anni che ciò non succedeva.

 

Chi è l’imperatore Akihito?

 

Nato nel 1933 a Tokyo, Akihito è il primo figlio maschio dell’Imperatore Hirohito. Nominato principe da bambino, viene ufficialmente investito del titolo di principe ereditario con una cerimonia ufficiale tenutasi nel novembre del 1951 al Palazzo Imperiale di Tokyo.

 

Nel 1959 sposa una cittadina comune, Michiko Shoda, ed è una novità, dato che da tradizione la famiglia reale aveva sempre accolto nobili ad acquisire incarichi imperiali.

Dal matrimonio nascono tre figli, Naruhito, Akishino e Sayako Kuroda.

Perché l’imperatore giapponese ha abdicato

Nell’estate 2016, Akihito annuncia la sua intenzione di dimettersi per motivazioni di salute dovuti all’età avanzata, che minacciavano d’impedirgli di adempiere ai suoi doveri. L’imperatore, secondo le leggi giapponesi, non possiede poteri politici, per cui è il parlamento, nell’anno successivo, a comunicare di accettare la richiesta.

 

Akihito lascia il trono al proprio figlio maggiore, Naruhito, di 59 anni.

Cerimonia di abdicazione

 

La cerimonia di oggi, privata, è iniziata in mattinata nel tempio shintoista interno del Palazzo Imperiale, con il rito di formale annunciazione della propria abdicazione agli antenati mitologici.

È seguito un incontro con il primo ministro Shinzo Abe.

L’atto vero e proprio di abdicazione, chiamato in giapponese Taiirei-Seiden-nogi (Cerimonia di rinuncia al trono di Sua Maestà l’imperatore) si è tenuto alle 17, orario giapponese, nella Matsu-no-Ma (la Camera di pino) del Palazzo imperiale.

Alla cerimonia sono state presenti circa trecento persone.

 

Domani mattina, il principe ereditario Naruhito erediterà i tesori imperiali, mentre la cerimonia di incoronazione avverrà il 22 Ottobre 2019.

Il Giappone inizia una nuova era

Ogni volta che un nuovo imperatore viene investito di questo incarico, inizia una nuova era giapponese. Questo sistema si chiama nengō (年号 “nome dell’anno”).

 

L’era anteriore all’attuale si chiamava Showa, ed iniziò nel 1926

L’era che è terminata oggi si chiama Heisei, ed iniziò nel 1989.

L’era che inizia domani, 1 maggio 2019, si chiamerà Reiwa, e si inizierà a contare come anno 1.

 

Reiwa significa “pace raggiunta”.

 

abdicazione imperatore giapponese

Il capo segretario di gabinetto Yoshihide Suga annuncia il nome della nuova era imperiale in una conferenza stampa

L’era giapponese nei documenti ufficiali

Le ere giapponesi non sono solamente un fatto culturale che si protrae da secoli, bensì parte della documentazione ufficiale.

 

Nei documenti – di qualsiasi tipo – che vengono richiesti in Giappone, siano essi riguardanti l’affitto di una casa o la tessera di residenza, si fa riferimento sia al sistema del calendario gregoriano sia al nengō.

 

 

Per calcolare il tuo anno di nascita con il nengō, devi sapere quando è iniziata l’era in cui sei nato, sottrarla all’anteriore e sommare uno (perché non si inizia contando da zero, bensì da uno).

 

abdicazione imperatore giapponese

Veronica Massi
 
Creata in Italia, emozionalmente modificata in Spagna, in fase di collaudo in Giappone. Nel mio profilo Instagram trovi foto di cibo, paesaggi e stranezze nipponiche. 
Non perdere il post di Veronica sul fuso orario in Giappone 
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Abu Dhabi: viaggio in una città in continua crescita tra tradizione e innovazione

Un viaggio ad Abu Dhabi, una coccola che tutti dovrebbero concedersi almeno una volta nella vita. Una città frenetica, proiettata verso il futuro, ma saldamente ancorata alle sue tradizioni. Così piena di…

Un viaggio ad Abu Dhabi, una coccola che tutti dovrebbero concedersi almeno una volta nella vita. Una città frenetica, proiettata verso il futuro, ma saldamente ancorata alle sue tradizioni. Così piena di cose da fare e posti da esplorare, da riuscire a trasformare anche un soggiorno di un week end in un’esperienza decisamente unica.

Il mio viaggio ad Abu Dhabi #WeLoveAbudhabi in collaborazione con Viaggidea, Visitabudhabi e Etihad Airways  mi ha dato la possibilità di scoprire diversi aspetti di una destinazione che sognavo da tantissimo tempo.

Ho deciso di creare una guida completa cercando di sviscerare tutti le domande ricevute durante questo viaggio.

 

Business Class Abu Dhabi

 

 Alla scoperta di Abu Dhabi con Viaggidea

Abu Dhabi

Viaggidea è un marchio del gruppo Alpitour dedicato alle destinazioni di medio e lungo raggio, che propone itinerari personalizzati sulla base delle specifiche esigenze di ciascun viaggiatore. L’offerta di Viaggidea spazia da hotel a misura di famiglia ad alberghi child-free per viaggi di lavoro, romantiche fughe di coppia o viaggiatori alla ricerca di calma e solitudine. Grazie a Viaggidea è inoltre possibile scegliere lo stile del proprio albergo: da quello più arabeggiante, per lasciarsi suggestionare da un’atmosfera alla Mille e una notte, a quello più contemporaneo e minimale.

A seconda del livello di personalizzazione che si desidera, Viaggidea propone quattro linee di prodotto:

 

  • EGO per viaggi all’insegna del lusso, rivolti a una clientela sofisticata ed esigente, che ama farsi viziare tra percorsi benessere e panorami mozzafiato
  • Chic Escapeideale per una fuga all’insegna del verde, con possibilità di alloggiare in résort immersi nella natura, situati in spiagge isolate, di rara bellezza
  • Voyager per viaggi di gruppo garantiti su una base minima di 2 partecipanti. Guide specializzate ed esperienze tipiche incluse nell’itinerario contribuiscono a rendere l’intera esperienza coinvolgente e indimenticabile
  • Essentiaper viaggiatori alla ricerca di mete insolite, desiderosi di immergersi a pieno nella cultura locale

 

In compagnia di Fraintesa, sono partito alla volta di Abu Dhabi il 27 febbraio e sono rientrato la mattina del 4 marzo, con un volo diretto Milano Malpensa – Abu Dhabi. Abbiamo viaggiato in business class con Etihad Airways, compagnia di bandiera abudhabina. Le sei ore di volo sono passate in piacevole relax e una volta arrivati a destinazione, alle 19 (ora locale), abbiamo finalmente dato inizio al nostro tour firmato Viaggidea. Per tutto il viaggio siamo stati accompagnati dalla nostra guida, Yassine, che ci ha accolti sfoggiando un perfetto italiano, conquistandosi sin da subito la nostra simpatia. I suoi consigli e le sue indicazioni su storia e cultura locale si sono rivelati utilissimi. Ho apprezzato tantissimo la presenza di una guida personalizzata, messa a disposizione da Viaggidea, perché mi ha permesso di vivere l’intero viaggio con maggiore consapevolezza e di apprezzare dettagli che, se fossi stato solo, mi sarebbero sfuggiti.

 Abu Dhabi: quando andare?

Quando si programma un viaggio, il meteo è uno dei fattori fondamentali da tenere in considerazione, soprattutto se, come nel caso di Abu Dhabi, si vuole godere a pieno delle innumerevoli opportunità di escursione e delle incantevoli spiagge. Il clima sub-tropicale della capitale emiratina assicura un clima soleggiato e caldo in ogni periodo dell’anno. Le temperature possono variare da minime di 13° C in inverno a massime di 42° C nelle più afose giornate estive. Il sole splende tutto l’anno: grazie alle temperature miti è possibile visitare la città in ogni periodo. Le piogge sono molto rare e tendono a concentrarsi nell’oasi di Al Ain, data l’estrema vicinanza con i Monti Hajar.

Arte, cultura, divertimento: una città alla portata di tutti

Ad attirare migliaia di turisti nella capitale non è soltanto il clima. Per la maggior parte dei visitatori, Abu Dhabi rappresenta un perfetto connubio tra tradizione e innovazione. La religione influenza molti aspetti della vita della popolazione emiratina, a maggioranza musulmana, dalle abitudini alimentari al modo di vestire. Nonostante ciò, nella città vige un clima di accoglienza ed estrema apertura allo straniero.

La Grande Moschea Sheikh Zayed

Moschea Abu Dhabi

Uno dei luoghi di maggior interesse è sicuramente la Grande Moschea Sheikh Zayed. Questo maestoso edificio prende il nome da Zayed bin Sultan al Nahyan, Presidente degli Emirati dal 1971 al 2004. Fu lui a commissionare il progetto, desideroso di regalare alla città un simbolo di pace e rispetto tra le diverse culture. Un obiettivo centrato in pieno: lo stile architettonico della moschea di Sheikh Zayed mescola sapientemente elementi decorativi della tradizione orientale e occidentale e materiali provenienti da diverse regioni del mondo. Come ad esempio il marmo bianco della Macedonia, utilizzato per il rivestimento esterno delle cupole e dei minareti, i mosaici che ricoprono interamente il pavimento e le pareti (per un totale di oltre 17 mila metri quadri di superficie), i sette lampadari in oro e cristalli Swarovski. Come dimenticare, poi, il tappeto più grande del mondo, realizzato a mano e assemblato da artigiane persiane.

La moschea è aperta ai visitatori tutti i giorni dalle 9 alle 21.30, ad eccezione del venerdì, giorno in cui i fedeli musulmani vi si recano per pregare (l’ingresso ai visitatori è permesso dalle 16.30 alle 21.30). Se possibile, approfittate dei numerosi tour guidati messi gratuitamente a disposizione dei turisti: dalla domenica al giovedì alle 10, 11 e 17; il venerdì alle 17 e alle 19; il sabato alle 10, 11, 14, 17 e 19.

Vi suggerisco di visitarla poco prima del tramonto o appena fa buio: a quest’ora, infatti, le facciate della moschea si illuminano di un incantevole blu, grazie a un sistema di illuminazione che segue le fasi lunari. La luce, riflessa dall’acqua delle vasche e fontane che si trovano all’esterno, contribuisce a creare un’atmosfera davvero magica.

Ecco una foto scattata appena prima di entrare nella moschea che indica come vestirsi per visitare la Grande Moschea di Abu Dhabi.

come vestirsi in Moschea

Corniche Abu Dhabi

Chiunque visiti Abu Dhabi non può fare a meno di fare un giro per la Corniche Road: 8 km di strada che costeggia il litorale della città. Percorrendola a piedi, in bici o in macchina si può godere del magnifico lungomare dove, tra le tante attrazioni, si trovano un parco giochi per bambini, numerose piste ciclabili, caffè e ristoranti che sono il punto di riferimento della vita notturna della capitale emiratina. La principale attrazione è Corniche Beach, una spiaggia incontaminata che ogni mese ospita dai 30.000 ai 50.000 turisti. Un piccolo gioiello che si è meritato l’ambito titolo di Bandiera Blu, riconoscimento internazionale che ne certifica l’elevato livello di pulizia e sicurezza.

Abu Dhabi è una destinazione che riesce ad attrarre visitatori anche grazie alle esperienze di viaggio uniche create negli ultimi anni.

Ecco una lista di Must Do:

1) Ferrari World Abu Dhabi

Gli appassionati di Formula 1 saranno entusiasti di sapere che su Yas Island, proprio accanto allo Yas Marina Circuit, uno dei circuiti del Gran Premio, “mamma” Ferrari ha deciso di realizzare un enorme parco divertimenti dedicato al cavallino rampante. Una delle principali attrazioni sono le montagne russe più veloci del mondo, capaci di un’accelerazione da 0 a 250 km/h in poco meno di 5 secondi. Il Ferrari World è pensato come un parco per famiglie, perciò non mancano le attrazioni per i più piccoli come il Junior GP o il Carousel. Software all’avanguardia e tecnologie 4D consentono inoltre di vivere esperienze mozzafiato come il Driving with the Champion, che simula una corsa in compagnia del campione Fernando Alonso, a spasso tra le campagne modenesi o sul tracciato di Fiorano. Il Ferrari World è aperto tutti i giorni dalle 11 alle 20. L’ingresso standard costa 295 DHS, ridotto 230 DHS.  Simpatica e da provare in compagnia l’esperienza di guida da Go Kart che ricrea un piccolo circuito con premiazione e punteggi in base alla performance in pista. Doverosa è la sosta allo Yas Mall adiacente al Ferrari Worlddi Abu Dhabi per scoprire e ricercare lo stile di vita emiratino.

2) Warner Bros World Abu Dhabi

Sotto un unico tetto questo enorme parco a tema riunisce alcuni dei personaggi più iconici del famoso studio di produzione: da Superman a Wonder Woman fino alle star dei cartoni animati come Bugs Bunny, Scooby-Doo e Fred Flintstone. Ben 29 giostre, più attrazioni interattive dedicate a tutta la famiglia, ristoranti e negozi. L’ingresso standard costa 295 dirham, quello ridotto 230 dirham.

 

3) Louvre Abu Dhabi

Louvre Abu Dhabi

Una delle istituzioni culturali della città si trova all’interno del Saadiyat Cultural District: un sogno ad occhi aperti per gli appassionati d’arte, che potranno vedere racchiuse al suo interno una serie di opere di prestigio storico e culturale dall’antichità fino ai giorni nostri. Progettato dall’architetto di fama mondiale Jean Nouvel, il Louvre Abu Dhabi mette in mostra oltre 600 opere d’arte di cui circa 300 provengono da 15 istituzioni museali francesi tra cui il Musée du Louvre, Musée d’Orsay e de l’Orangerie o il Centre Pompidou.

Non solo arte, ma anche architettura da sogno che rende il Louvre Abu Dhabi, non a caso, uno dei musei più belli del mondo. Come non citare, ad esempio, la Rain of Light(Pioggia di Luce): una cupola metallica composta da 8000 stelle di acciaio sovrapposte che creano straordinari giochi di luce.

Il biglietto standard costa 60 dirham, ridotto 30 dirham. È aperto dal sabato al mercoledì dalle 10 alle 20, dal giovedì al venerdì dalle 10 alle 22. Chiuso il lunedì.

Voglio condividere con voi l’emozione provata durante la visita del Louvre di Abu Dhabi. Ho trovato geniale e unica la suddivisione delle sale non per epoche, ma per capitoli in modo da raccogliere tematiche comuni a tutte le civiltà in esposizione. Questa è sicuramente la caratteristica principale del museo oltre la maestosità del complesso architettonico.

4) Oasi di Al Ain – tradizione a poche ore da Abu Dhabi

Oasi Abu Dhabi

Dichiarata patrimonio mondiale dell’UNESCO nel 2011, questa oasi suggestiva rappresenta un bell’affresco di quella che doveva essere la vita nel Paese oltre 4000 anni fa. In seguito alla costruzione di un ampio sistema di percorsi educativi, l’oasi Al Ain oggi è aperta al pubblico. Al suo interno, i turisti possono farsi un’idea dei metodi adottati dai popoli emiratini per salvaguardare l’ecosistema dell’oasi e gli sforzi fatti per promuovere l’utilizzo di metodi tradizionali di coltivazione, meno invasivi ed inquinanti. Aperta tutti i giorni dalle 8 alle 17. È possibile richiedere una mappa all’ingresso dell’Oasi e osservare i maestosi palmeti.

Dove dormire ad Abu Dhabi? Tre proposte differenti per vivere tante Abu Dhabi diverse.

Situato nel cuore di Abu Dhabi, il Saint Regis Abu Dhabisi distingue per la sua posizione strategica: ognuna delle 283 camere dell’hotel offre infatti una vista sulla Corniche di Abu Dhabi. E oltre alla vista mozzafiato, per concedere ai propri ospiti qualche ora di riposo e decongestione dal clima frenetico della metropoli, l’hotel mette a disposizione servizi esclusivi come la Remède Spa o la National Riviera Beach Club, una spiaggia privata con cabine appartate, piscina, bar e strutture fitness esclusive.

 

Nel cuore del distretto commerciale di Abu Dhabi, a pochi passi dalle vie dello shopping, si trova il Royal Meridien, noto ai più perché ospita il premiato ristorante Stratos, unico bar girevole della città. I ristoranti a disposizione all’interno della struttura sono comunque moltissimi e spaziano dalle proposte più formali, da veri business men, alle réunion tra amici.

Desert Resort Abu Dhabi

Il mio consiglio per una sosta deserto per allontanarsi almeno un po’ dalla frenesia della città è invece Jumeirah Al Wathba Desert Resort and Spa. Questo résort calato nel bel mezzo del deserto è il luogo ideale dove concedersi due coccole in una spa esclusiva che vi regalerà un’emozione unica. Qui potete provare ottimi ristoranti come quello di cucina italiana con lo Chef Federico Vigilante, che porta un tocco di Italia e di eleganza del Bel Paese negli Emirati. Consigliatissimo il risotto allo zafferano e oro.  Un passaggio obbligato è Talise Spa nel Desert Resort dove è possibile godere di tutte le comodità di una Spa nel deserto. Personale cordiale e super disponibile.

 

Per tutti gli amanti della F1 invece consiglio vivamente lo Yas Hotel Abu Dhabi l’unico hotel al mondo a cavallo di un circuito di Formula 1.

Una struttura architettonicamente maestosa e con viste mozzafiato. Camere molto moderne, palestra aperta h 24 con bagno turco, Jacuzzi e bagno turco e una colazione a buffet con vista circuito. All’interno dell’hotel non potete perdere il ristorante italiano e il ristorante indiano che rendono internazionale e vibrante l’atmosfera della struttura.

 

Per maggiori info sulla destinazione Abu Dhabi non perdere questo approfondimento di Viaggidea che ispirerà la scelta di un futuro viaggio negli Emirati.

 

La mia esperienza di viaggio ad Abudhabi con Visit Abu Dhabi  , Etihad, Viaggidea mi ha dato la possibilità di scoprire sia le bellezze della destinazione che provare l’esperienza di viaggio in Business con Etihad con un diretto Milano- Abu Dhabi. Come sempre scrivetemi mail, DM su Instagram o sulla pagina Facebook per chiedermi info in merito al vostro viaggio dei sogni alla scelta della vostra destinazione per il prossimo viaggio.

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Fuso orario Giappone: cose da sapere

Stai organizzando un viaggio nel Paese del Sol Levante? Ecco tutto ciò che ti occorre sapere sul fuso orario Giappone e sull’orario in Giappone.  Cos’è il fuso orario Il fuso…

Stai organizzando un viaggio nel Paese del Sol Levante? Ecco tutto ciò che ti occorre sapere sul fuso orario Giappone e sull’orario in Giappone. 

Fuso orario Giappone

Cos’è il fuso orario

Il fuso orario si identifica globalmente con la sigla UTC , che indica il “tempo coordinato universale” o “tempo civile” e si utilizza per calcolare le differenze orarie fra tutti i luoghi nel mondo. L’UTC 0 coincide con il meridiano di Greenwich, a cui venne assegnata, per convenzione, una longitudine pari a zero.

Il fuso orario è quindi una fascia longitudinale – compresa tra due meridiani – dove viene adottato lo stesso orario. Per calcolare la quantità di fusi orari tra due località differenti occorre quindi una semplice operazione di sottrazione tra UTC. 

Questo post nasce per aiutare tutti i viaggiatori che sono spaventati dal cambio d’ora e che cercano info su fuso orario Giappone. 

Fuso orario Giappone Italia 

In Giappone – Paese, appunto, del Sol Levante – le lancette sono avanti rispetto all’Italia. 

Come calcolare, quindi, la differenza di fuso orario? 

È semplicissimo: il Giappone è +9 UTC e l’Italia è +1 UTC, quindi la differenza è di otto ore, ma questa dipende dal periodo dell’anno: dall’ultima domenica di marzo all’ultima domenica di ottobre, infatti, in Italia vige l’ora legale e la differenza è di sette ore.

Ciò vuol dire che, se sei in Italia, tu fai pranzo mentre in Giappone fanno cena. Quando tu vai a dormire i giapponesi si svegliano.

Nella preparazione del tuo viaggio, quindi, tieni in considerazione che andando dall’italia al Giappone “perderai” tempo: otto (o sette) ore a cui devi sommare il tempo del volo.

Un esempio: se parti da Roma alle 15:00 con volo diretto, arriverai a Tokyo alle 11:00 circa del giorno dopo (orario giapponese).

Al contrario, tornando in Italia arriverai lo stesso giorno – dipendendo ovviamente dall’orario di partenza – dovendo sottrarre il fuso orario al tempo di volo.

Un esempio: se parti da Tokyo alle 14:00, arriverai a Roma alle 19:00 (orario italiano) dello stesso giorno.

Cos’è il jet-lag –

Tradotto in italiano come disritmia, il jet-lag è un fenomeno di cui avrai sentito parlare moltissime volte, soprattutto se sei appassionato di viaggi. Si tratta della reazione del nostro corpo che deve adattarsi al cambio orario dopo aver realizzato un tragitto tra luoghi con fuso orario superiore alle quattro ore. È impossibile non esserne affetti ed è un fenomeno totalmente normale.

Quando, dopo un lungo volo, hai improvvisamente sonno alle tre del pomeriggio, o vai a dormire e non riesci a chiudere occhio anche se sono le tre di notte… sei affetto da jet-lag.

Jet-lag Giappone- Italia – utile sapere per fuso orario Giappone 

Il jet-lag tra Italia e Giappone dipende molto dal tipo di viaggio – un volo diretto dall’Italia è di circa dodici ore, mentre con scalo può variare dalle quindici alle venti ore – e dalla tua capacità o meno di dormire in aereo.

Generalmente, è andando verso est che il jet-lag è più difficile da affrontare.

In linea di massima, quando arriverai in Giappone devi cercare di rimanere sveglio e allinearti con gli orari nipponici.

Un esempio: se parti da Roma alle 15:00 con volo diretto, arriverai a Tokyo alle 4:00 del giorno dopo del tuo orario italiano. Ovviamente il tuo fisico ti implorerà di dormire, ma in Giappone saranno le 11:00 del mattino e avrai tutta la giornata da affrontare. Non voglio illuderti: è dura.

Al ritorno in Italia, invece, il discorso migliora.

Un esempio: se parti da Tokyo alle 14:00, arriverai a Roma alle 3:00 dell’orario giapponese del giorno successivo. Ovviamente avrai sonno, ma non sarà poi così problematico poiché in Italia saranno le 19:00.

Fuso orario Giappone

Differenze orarie all’interno del Giappone

Eccoti una notizia bellissima: all’interno del Giappone, l’orario è sempre lo stesso. Se ti stai chiedendo se esiste un fuso orario per tokyo o l’ora di Tokyo la risposta è che in Giappone c’è sempre la stessa ora. 

Quindi, che tu sia a Nord – ad esempio: Hokkaido – o ad Okinawa – l’isola più a sud si tutto il Paese – le tue lancette segneranno la stessa ora.

Inoltre, a differenza dell’Italia, il Giappone non ha adottato l’ora legale, per cui l’orario non viene mai cambiato durante l’anno.

Veronica Massi
 
Creata in Italia, emozionalmente modificata in Spagna, in fase di collaudo in Giappone. Nel mio profilo Instagram  trovi foto di cibo, paesaggi e stranezze nipponiche.

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