Ricetta Baklava: dolce tipico mediorientale

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Ricetta Baklava: un dolce etnico con pistacchi e miele

“Non c’è posto al mondo che io ami più della cucina.

Non importa dove si trova, com’è fatta: purché sia una cucina, un posto dove si fa da mangiare, io sto bene. Se possibile le preferisco funzionali e vissute.”

(Banana Yoshimoto, “Kitchen”)

 

Ho scelto di inziare questo post con la citazione di Kitchen perchè penso che in questo libro sia espresso perfettamente il concetto di amore per la cucina: desiderio di preparare qualcosa per qualcuno in momenti particolari della propria vita.

Io solitamente associo la cucina al viaggio. Ho inziato a preparare qualcosa in modo non convenzionale, diciamo non in una di quelle cucine che si vede pubblicizzata in televisione, ma in campeggio con i miei amici quando ero piccolo e per di più sul fuoco.

 

Nell’ultimo viaggio a Brighton in un’ora di lezione creativa il nostro insegnate ha deciso di deliziarci preparando del caffè della colombia per tutti e delle mie amiche turche hanno portato per l’occasione un dolce tipico da loro preparato che mi ha stravolto per l’estrema dolcezza e particolarità: Baklava, un dessert ricchissimo di zuccherofrutta secca e miele molto popolare in Turchia e in quasi tutte le cucine arabe e balcaniche.

Ricetta Baklava

 Non mi tiro mai indietro quando c’è da provare qualcosa di nuovo e particolare, perchè sono dell’idea che di un posto se non ti sforzi nel mangiare come le persone del posto e provare a capire il loro modo di pensare, sarai sempre il solito turista con la guida in mano che soggiorna nella famosa catena di alberghi e che mangia in ristoranti Italiani o nei vari Mc. Così potresti scoprire che nella Top 5 dei tuoi piatti preferiti potrebbe entrare un dolce preparato da amiche turche per una lezione che stai seguendo in Inghilterra.

 baklava ricetta dolce 

Grazie ai vari social, ho scoperto che non ero il solo cultore del Baklava e molto gentilmente un follower del blog e amico, Simone, ha deciso di fotografare e riportare le fasi di preparazione del suo Baklava. Ecco a voi ricetta Baklava e fasi di preparazione.

                                                                                                             *Spezio*

 

RICETTA BAKLAVA (doppio strato in teglia tonda da 30cm circa)

ingredienti:

250g di pistacchi non salati (220 dentro, 30 a guarnizione)

150g di mandorle

150g di noci

50g di pinoli

Cannella in polvere

200g di burro fuso

500g Pasta filo

 

ingredienti sciroppo:

400 ml di acqua

3 limoni di taglio medio (succo) [2 subito e 1 post cottura sciroppo]

300g di zucchero

150g di miele liquido

Mezzo cucchiaio da minestra di chiodi di garofano

Cannella

 

Tempo cottura  40min

Forno 160-180°

 

Preparazione: 

 

 

1- Preparate lo sciroppo di zucchero facendolo sciogliere sul fuoco con l’acqua, il miele ed il succo di limone assieme anche ai chiodi di garofano. 

 

Fate addensare lo sciroppo in modo  che veli il vostro cucchiaio: toglietelo dal fuoco e fatelo raffreddare avendo avuto cura di togliere i chiodi di garofano. Aggiungere a freddo il succo dell’ultimo limone.


2- SE USATE LA PASTA SFOGLIA: Dividete la pasta sfoglia in almeno 12 parti e tiratele con l’aiuto di un mattarello in modo da ottenere 12 sfoglie sottilissime che stenderete in una pirofila rettangolare, ben imburrata e dai bordi alti. 

 

SE USATE LA PASTA FILLO: non dovete fare questa operazione in quanto le sfoglie sono già della giusta misura e spessore. 

 

 

Tritate grossolanamente la frutta secca e mischiatela uniformemente. Imburrate la teglia.


3- Spennellate la prima sfoglia con del burro fuso e ponetela nella teglia. Adagiateci sopra altre 3-4 sfoglie che spennellerete ognuna con il burro. 

 

Su questo primo strato cospargete la frutta secca tritata grossolanamente ; finite spolverizzando con la cannella in polvere. Inumidire lo strato di frutta secca versando abbondante quantità di sciroppo.

 

Ricoprite il tutto con le altre 2-3 sfoglie che andranno spennellate ognuna, inclusa la superficie dell’ultima, con il burro restante. Ripetere l’operazione facendo un altro strato.


4- Prendete un coltello dalla lama tagliente e tagliate la pasta, fino a toccare il fondo della teglia, diagonalmente nelle due direzioni in modo da ottenere dei rombi o quadrati.


5- Infornate a 180º per circa 40 minuti il tempo necessario a che la pasta si cuocia bene e risulti bella dorata. 


6- tolto il baklava dal forno decorate la superficie coi 30g di granella di pistacchio messa da parte precedentemente.


7- Fate raffreddare e servite.

 

   

 Come nasce la mia ossessione per il baklava: una scommessa vinta e un’irrefrenabile voglia di cucinare. 

 

 

La motivazione della scommessa ormai si è perduta, chissà dove, ma poco importa. Quel che conta è l’oggetto messo in palio: una porzione di baklava in una delle pasticcerie un po’ troppo chic ma più buone di Roma.

 


Vinco la scommessa, si corre in pasticceria con la speranza che il baklava sia ancora li in vetrina. Ma è li! Bene! Si ordina! Il baklava arriva al tavolo. Un po’ riscaldato cosicché possa essere gustato nel pieno dei suoi aromi e con la giusta consistenza. Resto folgorato.

 


Passa qualche settimana. Routine, routine, routine, atti creativi (pittura) e ancora routine. Ma in mente rieccheggiano i sapori del baklava. Il pensiero del baklava quasi mi ossessiona quando ho voglia di qualcosa di dolce e un po’ stucchevole. 

 


Poi l’idea. Un atto di creazione può esprimersi in molteplici modi e forme. Se l’atto creativo della pittura, di per sé manuale, riesce a portarmi in contatto col me stesso più intimo e profondo perché non può riuscirvi anche l’atto creativo del cucinare? E con che cosa cimentarsi, per iniziare a cucinare seriamente, se non con qualcosa di cui ti sei innamorato? Ebbene da qui ebbe inizio l’avventura del baklava. Tentativo dopo tentativo ho prodotto un baklava che ha superato quello di cui m’ero invaghito…perché è poi del mio che mi sono innamorato.

 


Consiglio dello chef: il segreto? È nello sciroppo. Preparate un buon sciroppo. Mi raccomando i chiodi di garofano. L’ingrediente segreto.


La mia ricetta, la mia storia (questa storia) solo parziale e la mia esperienza, non potevano trovare accoglienza migliore che solamente in questo blog, dove emozioni e sapori si congiugono e ti spingono al viaggio. Viaggio interiore o fisico che sia. Ma spesso le due cose possono coincidere.”

 

                                                                                        Simone @HIGHprecision

 

Baklava ricetta dolce

 

                                                               

5 Responses

  1. Giusy Petruzzelli

    A Bari vive una bella comunità di Armeni; sono qui dai primi del ‘900, in fuga dalla loro terra a motivo della persecuzione turca. Uno dei più noti membri del gruppo è Rupen Timurian, commerciante di tappeti con un negozio nel centro di Bari. Anche per loro un dolce tipico è il baklava. Per niente stucchevole, come invece quello che ho mangiato a Efeso in Turchia o nelle greche isole Cicladi, ma equlibrato e goloso. Lo prepara molto bene Madlena Sarkisyan, che si può contattare attraverso fb e ve lo preparerà, magari insieme a una serie di altri squisiti dolci armeni. Me l’ha fatta conoscere Carlo Coppola, segretario generale del Centro Studi Hrand Nazariantz di Bari. Nazariantz (1886-1962) fu un poeta armeno che visse e morì a Bari. Per tornare alla cucina, ero stufa della pasticceria omologata nel sapore, in vendita in tante pasticcerie. Con Madlena ho scoperto sapori di spezie e terre non troppo lontane e probabilmente ho condiviso con la comunità la nostalgia della patria. Un esponente della letteratura contemporanea, lo scrittore turco premio Nobel Orhan Pamuk, parlando in un’intervista del genocidio armeno a opera degli Ottomani prima e poi dei Giovani Turchi fra fine ‘800 e inizio ‘900, è incappato nella denunica da parte del Governo Turco che – nei confronti degli innegabili fatti storici che hanno portato al genocidio e alla diapsora armena – adotta la tattica del negazionismo. La scrittrice Antonia Arslan nella Masseria delle allodole ha romanzato la storia della sua famiglia intrecciata al genocidio. Aprirsi ad un gusto nuovo ha significato per me tutto questo: scoprire ed essere solidale con una comunità di persone di etnia armena che vive nella mia città e di cui spesso s’ignora l’esistenza.

    • Ezio Totorizzo
      Ezio Totorizzo

      E’ proprio vero, ci sono un sacco di varianti del Baklava, e tutte diverse. Quello preparato dalle mie amiche turche era buonissimo, ma devo essere sincero, quello provato a Creta ad oggi è il mio preferito. 😀 E’ tra le cose più buone mai assaggiate. Adesso però sono curioso di provare le differenze con quello armeno.
      Una cultura che conosco solo un po’ per gli studi di arabistica fatti, ma che vorrei conoscere ancora di più.
      Grazie mille per la condivisione… #Spezio

  2. ISOLE GRECHE

    Beh… la cucina cretese è il top della già fantastica cucina greca. In particolare, la carne e i dolci sono qualcosa di indimenticabile!

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