Montmartre… una passeggiata nel cuore Bohémien di Parigi

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Scoprendo Montmartre a Parigi: dal Sacro Cuore, agli artisti di Place du Tertre, passando per “Il favoloso mondo di Amelie Poulain”, Dalida e gli artisti del cubismo.

Parigi, la ville Lumière capitale della Francia, offre tante attrattive dal punto di vista culturale, artistico, storico, …Ma se volete vivere appieno lo spirito bohémien, tanto decantato nel film “Moulin Rouge” di qualche anno fa, dovete assolutamente fare una passeggiata per le strade di Montmarte.

Montmartre Sacrè Coeur Paris

Cominciamo il nostro giro dalla basilica del Sacro Cuore (Sacré-Cœur), uno dei monumenti più bianchi d’Europa con il Vittoriano di Roma, a cui si giunge con una funicolare o salendo le grandi scalinate che fendono la verde collinetta su cui giace la chiesa, alla cui base c’è una carinissima giostra di cavalli (La giostra di Saint Pierre). Costruita sul luogo dove avvenne, tramite decapitazione, il martirio di san Dionigi, la basilica occupa uno dei luoghi più alti della città, da cui dominare tutta la capitale francese.

Non molto distante dalla chiesa e da un’altra molto carina e poco conosciuta, Saint Pierre de Montmartre, si trova il cuore vibrante della vita artistica parigina: Place du Tertre. Qui tanti artisti, col vento o sotto la pioggia, circondano la piazza realizzando capolavori senza eguali (se volete potete farvi realizzare un ritratto o una caricatura, o semplicemente acquistare una delle opere magnifiche di questi per altro simpatici signori), e su di essa si affaccia il famoso ristorante “A’ la Mère Catherine“, noto perché si crede che qui nel 1814, grazie a dei cosacchi russi che avevano impazienza di bere, sia nata la parola bistrot. Per altro sulla piazza si affacciavano le case bei giovani Picasso e Utrillo e non lontano si trova l’èspace Dalì, che è la più grande esposizione in Francia delle opere dell’artista.

Scendiamo un po’ per la collinetta e troviamo un luogo caro agli innamorati: nella piazza Jean Rictus si trova “Le mur des Je T’Aime” (Il muro dei Ti Amo), ideato da Frédéric Baron con Claire Kito, che realizzò una parete di 10 metri per 4 su cui chiese ai suoi vicini stranieri di scrivere ti amo in tutte le lingue e i dialetti degli stati appartenenti all’ONU.

Montmartre Parigi

Gli amanti del film “Il favoloso mondo di Amelie Poulin” riconosceranno in rue des trois Frères, 56 la casa della giovane sognatrice, proprio sopra il fruttivendolo Marchè de la Butte , cui proprietario ha lasciato l’insegna Maison Colignon 1956 ed espone gli articoli di giornale che parlano del film che hanno reso celebre il suo negozietto.

Montmartre Parigi

E ancora girando per rue Tepic, si potrà riconoscere il Café des 2 Moulins, frequentatissimo bar dove Amelie lavorava e dove si possono osservare alcuni oggetti di scena.

Amelie Pulain Montmarte

Solo svoltando su rue d’Orchampt, al numero 11 bis, i più nostalgici riconosceranno la casa dove ha vissuto la famosa cantante Dalida (sepolta per altro nel cimitero del quartiere, dove si trova una bellissima statua commemorativa che la ritrae), per arrivare dopo qualche passo alla piazza Emile Godeau, dove si trova il Bateau-Lavoir, storico edificio dove lavorò Modigliani e PicassoBraque Gris teorizzarono e diedero vita al cubismo.

Montmartre Parigi

Da non perdere, visto che si trova nelle vicinanze, la fermata della metropolitana Abesses, che racchiude le decorazioni Art Nouveau di Guimard. A pochi passi da Montmartre si trova il movimentato quartiere di Pigalle, famoso per i suoi localizzi notturni ed in particolare del Moulin Rouge e dove la gente, pur di dormire di notte, appende cartelli per chiedere di far silenzio, ma questa è un’altra storia.

Cartello montmartre pigalle parigi

7 Risposte

  1. Per quanto ci si vada è sempre troppo poco

  2. Che meraviglia! Ecco, ha ragione Lara.. infatti voglio ritornarci al più presto!

  3. sono appena rientrato da questa meravigliosa città…e questi vicoli, narrati dalle tue parole e foto, li rivivo ancora negli occhi. stupendo!

  4. […] Sarà perché il destino ha voluto che studiassi il francese per 12 anni dalle scuole elementari, sarà per il savoir faire di questo popolo che con il minimalismo riesce a stupirti, sarà perché il primo viaggio serio, senza genitori e con gli amici, è stato in Francia e per la […]

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