Thai food, consigli in cucina per un viaggio in Thailandia

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Alla scoperta della Thailandia attraverso il Thai Food: prepariamo il Vegan Thai Curry

Thai Food…Perché oggi ho voglia di raccontarvi una bellissima destinazione di viaggio in maniera diversa e più lenta: la Thailandia. Immaginatemi in cucina mentre faccio due chiacchiere con la mia amica blogger Vatinee che mi racconta un po’ la sua terra, le sue origini, i ricordi della sua infanzia in Thailandia, ma soprattutto qualche segreto del Thai food.. Ora non vi resta che leggere… con l’acquolina in bocca e la voglia di partire.

1) Alla domanda ti andrebbe di preparare un piatto della cucina thailandese da presentare su Spezio.it, come mai hai pensato proprio a questo?
Ho pensato subito ad un curry perchè è il piatto che racchiude tutti i profumi ed i sapori tipici della tradizione thailandese e del thai food: la pasta di curry, il latte di cocco, lo zenzero thai (kha), il fish sauce, il lemongrass, tutti sapori, un po’ dolci, un po’ salati, un pò aggrumati, che si amalgamano perfettamente fra loro dando vita ad un tripudio di bontà!

thai food

Vuoi svelarci i segreti della preparazione e qualche consiglio da Food Expert?
Food Expert è una parola grossa:-) Come dico sempre, non sono affatto brava in cucina, mi limito solo a provare piatti che ricordano la mia amata infanzia passata in Thailandia.

Ecco la ricetta:

Curry di verdure thai style
(per 2 persone)

Ingredienti:
– 2 cucchiai di olio evo
– 1 scalogno tagliato o tritato
– 5 patate novelle
– 2 carote
– 1 porro
– 2 zucchine
– 1-2 cucchiaini di pasta di curry rosso thai (a secondo del gradimento del piccante)
– 400 ml di latte di cocco thai (marca Kathay)
– 4 cucchiai di salsa di pesce (opzionale)
– 3 cucchiai di zucchero di palma (altrimenti zucchero semolato)
– coriandolo per guarnire

Preparazione
1. Tagliare le verdure grossolanamante e cuocere in acqua bollente (io ho messo prima le carote, poi ho aggiunto le patate e infine le zucchine ed i porri), scolare un pò prima della cottura totale.
2. In un wok o padella, scaldare l’olio e far rosolare lo scalogno.
3. Unire le verdure cotte e scolate e il latte di cocco.
4. Aggiungere la salsa di pesce, lo zucchero e cuocere a fuoco alto , girando di tanto in tanto, fino alla cottura delle verdure.
5. Abbassare la fiamma e cuocere fino alla densità desiderata (io lo faccio per 10 minuti) .
6. Aggiustare di sale e guarnire con coriandolo.

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2) Parlando di cucina Thailandese, quali sono i sapori ed i profumi che più ti ricordano la tua terra e che ti riportano immediatamente lì?

L’odore del lemongrass. Lo dico in inglese perchè dire “la citronella” non rende 🙂 Il lemongrass viene usato nei piatti per dare un sapore deliziosamente agrumato: si usa la parte bianca degli steli e ne bastano poche fettine per insaporire il piatto. E’ spesso il profumo che si sente quando si entra in un vero ristorante thailandese. Ricordo, una volta, a Malta, mi trovavo nei pressi di un locale di cui non avevo ancora visto l’insegna. Riconobbi subito il profumo del lemongrass e dissi a voce alta: questo deve essere un ristorante thailandese! Mio marito, che pure aveva visto il locale senza vederne il nome, si stupì. Il lemongrass mi riporta subito alla mia Terra, ai profumi della mia infanzia.

3) Se dovessi parlare di thai food, tre piatti da non perdere in un viaggio in Thailandia ?
Il Khao pad: il riso fritto thailandese, saltato nel wok in pochi minuti e conditi con carne, gamberi o semplicemente con della verdura.
Il Som Tam con lo sticky rice: soprattutto in spiaggia e per le strade di Bangkok! L’insalata di papaya, meglio se piccante, servito con un riso duro e compatto che si mangia come il pane.
Il Pad Thai: i noodles di riso più amati dagli europei, perchè dal gusto dolciastro, dato dal tamarindo.

4) Ci sono dei posti in Thailandia secondo te poco inflazionati e che in realtà i viaggiatori dovrebbero scoprire?

Io amo la vita di strada, la vera vita Thailandese. Tra un grattacielo e un altro, ci sono delle viuzze con casette anni ’50, dove la vita si svolge per strada, i bambini giocano a piedi nudi, i padri si lavano con i secchi d’acqua e si è felici con poco. In queste casette, non esistono cucine perchè sono troppo care, perchè non c’è spazio e perchè fa troppo caldo per cucinare. Ed è proprio per questo che, ad ogni angolo, ci sono le bancarelle dello streetfood. E chiunque ha fame, a qualsiasi ora, dalle 5 del mattino alle 2 di notte, può recarsi dalla signora della bancarella per chiederle di cucinare un piatto per pochi baht (0,50 centesimi).

5) Una festa Thailandese che ti manca qui in Italia. Qualche evento o tradizione al quale vorresti assolutamente partecipare.

Ho vissuto solo 6 anni in Thailandia, i primi 6 della mia vita. Ma ricordo di una festa chiamata Loy Kratong. La mia nonna mi portava vicino al grande fiume di Bangkok e lì, insieme a tutti i thailandesi, lasciavamo fluttuare lungo le acque delle barchette con ghirlande e doni. Non ricordo bene per chi fossero destinati e le ragioni di questo rito, ma ricordo bene la sensazione di unione, di fratellanza e di festa che si percepiva.

6) Uno stereotipo sulla Thailandia che vorresti sfatare, perché la Thailandia non è solo… ma anche..
Di miti da sfatare ce ne sono tantissimi.
Ma l’aspetto più triste è indubbiamente il turismo sessuale. E’ vero, della Thailandia esiste una parte che è fatta di divertimento notturno, di spogliaelliste e di serate da sballo con ragazzine giovanissime. Ma forse ciò che pochi sanno è che questa è una parte davvero residuale della Thailandia! Per rendere l’idea, è come quando all’estero abbinano l’Italia alla Mafia. Perché, in realtà, le ragazze thai sono timide, pudiche e spesso bigotte, credono nei valori della famiglia, sono molto serie e lungimiranti. Da donna e da thai, l’immagine della ragazza thai “facile”, che si vende per pochi dollari, mi ferisce molto. Perché è proprio il contrario della vera essenza della donna thailandese. Ma credo basti uscire da questi locali ed immergersi nel vero cuore della Thailandia per rendersene conto e scorgere ragazze fini e piene di grazie che abbassano il loro sguardo in segno di umiltà, che tengono le palme delle mani unite, con la testa chinata, in segno di rispetto, che vi regalano un sorriso sincero e innocente, in segno della loro grande ospitalità. Il famoso, “siam smile”.

4 Risposte

  1. ecco io ste cose non le devo leggere perchè poi voglio partire…belle parole, stasera poi ti dico com’è la ricetta 🙂 Grande!

  2. Carissimo Ezio,
    oggi mi sono un pò commossa nel rileggere questo post e questa intervista.
    Innanzitutto, come ho già avuto modo di dirti, non potevi formularmi domande più azzeccate..
    i profumi, i ricordi, i clichè da sfatare sono le cose che più mi toccano della mia terra e sono stata felicissima di poter rispondere a queste bellissime domande.
    Grazie ancora per avermi ospitata qui da te e complimentissimi per questo delizioso blog! ti ammiro tantissimo (e non solo perchè sei cosi giovane e in gamba) ma perchè riesci sempre a trasmettere, ad ogni post, tutta la tua passione per quel che vedi, assaggi e provi-
    Grazie di cuore, Ezio.
    Vaty

  3. Leggo dopo la prova del cuoco di ieri questo bel post… Vaty ho avuto l’onore di conoscerla di persona solo un anno fa e non vedo l’ora di rivederla… Bellissimo post!

    • Ezio Totorizzo

      Grazie mille Andrea. Questo post è stato un gran modo per avere una persona splendida come Vaty nel mio blog a raccontare una destinazione che ama. Un modo diverso di raccontare la Thailandia. Un caro saluto Ezio.

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