Patti Smith a Bari: riflessioni a suon di musica

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Patti Smith alla Feltrinelli di Bari

Prendere delle decisioni qualche volta è difficile.  La difficoltà non è scegliere, ma avere il coraggio di farlo, il mettersi in discussione a tutti i costi.  Tra le tante scelte che ho fatto, giuste e sbagliate ovviamente, penso che l’idea di creare questo blog sia stata una delle migliori. Dopo solo un mese Spezio mi ha davvero regalato tanto, ma non parlo in termini di visualizzazioni o di numero persone che hanno deciso di lasciarmi un commento. Parlo delle possibilità colte e ricercate e tra queste  decidere di andare a vedere Patti Smith alla Feltrinelli di Bari. 

Patti Smith Feltrinelli Bari

 

Devo essere molto sincero. Non ero un suo grande estimatore. Non sono andato con vecchi poster da autografare. Sono  andato lì  incuriosito da questa persona che mi sembrava diversa, una voce fuori dal coro.

Tralasciando la gioia nell’aver trovato posto a soli due metri da lei e l’emozione di essere con amici a prendere appunti e fotografare per la prima volta un evento per il blog, voglio raccontare cosa questa donna  in solo un’ora di intervista è riuscita a lasciarmi: un viaggio interiore tra interrogativi e risposte.

‘’Banga’’ è il nome del suo nuovo album.  Riduttivo parlare di cd contenente canzoni. Per me si tratta di una raccolta di emozioni, di gioie, ma soprattutto di idee e di messaggi da lanciare al mondo.  Una donna che è riuscita in sole 13 canzoni a racchiudere l’amore per i figli e per la famiglia e l’amore per il mondo, per il rispetto dell’ambiente e  ancora di più per l’Italia.

Lei, cantante famosa in tutto il mondo, dedica al nostro paese tante attenzioni e tante riflessioni ed io mentre la sento  parlare  e spiegare i motivi per i quali fosse cosi attaccata al nostro bel paese mi domando: noi italiani stiamo facendo davvero il necessario per dare risposta ai mille interrogativi irrisolti? E qui non sto parlando della  super star americana che decide di venire in Italia a fare corsi di gelato e di pizza o noleggia una barca in Sardegna. Parlo di una donna che durante le sue tappe italiane si è interrogata sulla situazione del Paese, ha incontrato familiari delle vittime, ha inciso canzoni riprendendo le idee di San Francesco e studia i testi di Gaber per poterli inserire nelle prossime creazioni.

Era impossibile non essere affascinati dalle sue parole.  Definirla sacerdotessa del rock è troppo riduttivo, io penso più a lei come una sacerdotessa  della speranza. Le sue parole dirette e semplici hanno  toccato corde dell’intimità che i lunghi sermoni  solitamente addormentano. Il suo interesse per il disastro della Concordia e per l’incidente di Ustica mi hanno fatto riflettere. Come può una cantante di fama mondiale essere così dedita alla verità e alla speranza e noi da cittadini italiani non preoccuparci di quello che ci circonda.  Per questo voglio  unire suoi pensieri ai miei.

 

“ bisogna sempre interrogare  l’essere dell’uomo. Le persone hanno bisogno della verità. Essere nella bugia non fa stare meglio, la verità anche se più dolorosa è molto meglio.”

 

…Si preferisce vivere nella falsità perché la falsità è più accogliente, ti fa sentire più protetto. Il dolore della verità ti fa credere che il piacevole inganno della menzogna possa alleviare il tuo essere senza farti rendere conto che scava sempre di più il solco dell’amarezza e della solitudine.

 

“ ho voluto commemorare queste due donne,  Maria e Amy , perché fa parte del processo umano, ricordare qualcuno magari portando un fiore sulla sua tomba. Io ho composto delle canzoni”

 

…La perdita di qualcuno, fisica o sentimentale che sia,  ti priva di una parte di te. Ti lascia svuotato della sua quotidianità , della sua presenza nella tua vita….

 

“Fuji-San è una preghiera per  le persone giapponesi che non solo hanno sperimentano la catastrofe del terremoto, ma anche il disastro nucleare e a loro va tutto il mio affetto”

 

Mi piace chiudere questa personale  riflessione su questa donna e cantante partendo da una delle canzoni del suo ultimo album: Amerigo. In questa canzone si parla di un viaggio, un viaggio fatto in una terra fatta di scoperte e di incontri che si fondono con il rispetto per un popolo chiamato “Carabi” popolo di grande saggezza.  Il ritornello è un inno a essere protagonisti del proprio viaggio reale o interiore che sia  partendo da un

 

“dove stai andando,  Stai andando da qualche parte? Stai andando in cerchio, vai in cerchio da qualche parte?”

 

Per arrivare al climax :

 

“ Hey , Svegliati, Svegliati!”

 

Bisogna svegliarsi da questo stato di tepore, dall’apatia che ci travolge e ci fa dimenticare di essere vivi e che per raggiungere qualcosa bisogna lottare, bisogna avere il coraggio di scegliere e capire dove si sta andando e se si sta realmente andando da qualche parte o ci si sta muovendo solo in cerchio. Perché vivere vuol dire avere rispetto per gli altri, ma prima di tutto avere rispetto per se stessi, per i proprio sogni e per i propri ideali perché PEOPLE HAVE THE POWER.

 

Patti Smith Ezio Totorizzo

Patti Smith Banga Ezio Totorizzo

 Patti Smith Banga Ezio Totorizzo

Banga Patti Smith ezio Totorizzo
Feltrinelli Bari, 17 luglio 2012

*Spezio*

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