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Abdicazione imperatore giapponese: tutto quello che devi sapere

L’abdicazione dell’imperatore giapponese In questi giorni ti sarai chiesto cosa sta succedendo in Giappone. Le notizie ufficiali hanno iniziato a rincorrersi mesi fa: nel 2019 il Giappone avrebbe terminato un’ era…

L’abdicazione dell’imperatore giapponese

In questi giorni ti sarai chiesto cosa sta succedendo in Giappone.

Le notizie ufficiali hanno iniziato a rincorrersi mesi fa: nel 2019 il Giappone avrebbe terminato un’ era per iniziarne una nuova.

 

L’imperatore Akihito durante la cerimonia di abdicazione

L’imperatore giapponese Akihito e la famiglia imperiale

Oggi, 30 aprile 2019, l’imperatore giapponese Akihito ha abdicato. Erano esattamente 202 anni che ciò non succedeva.

 

Chi è l’imperatore Akihito?

 

Nato nel 1933 a Tokyo, Akihito è il primo figlio maschio dell’Imperatore Hirohito. Nominato principe da bambino, viene ufficialmente investito del titolo di principe ereditario con una cerimonia ufficiale tenutasi nel novembre del 1951 al Palazzo Imperiale di Tokyo.

 

Nel 1959 sposa una cittadina comune, Michiko Shoda, ed è una novità, dato che da tradizione la famiglia reale aveva sempre accolto nobili ad acquisire incarichi imperiali.

Dal matrimonio nascono tre figli, Naruhito, Akishino e Sayako Kuroda.

Perché l’imperatore giapponese ha abdicato

Nell’estate 2016, Akihito annuncia la sua intenzione di dimettersi per motivazioni di salute dovuti all’età avanzata, che minacciavano d’impedirgli di adempiere ai suoi doveri. L’imperatore, secondo le leggi giapponesi, non possiede poteri politici, per cui è il parlamento, nell’anno successivo, a comunicare di accettare la richiesta.

 

Akihito lascia il trono al proprio figlio maggiore, Naruhito, di 59 anni.

Cerimonia di abdicazione

 

La cerimonia di oggi, privata, è iniziata in mattinata nel tempio shintoista interno del Palazzo Imperiale, con il rito di formale annunciazione della propria abdicazione agli antenati mitologici.

È seguito un incontro con il primo ministro Shinzo Abe.

L’atto vero e proprio di abdicazione, chiamato in giapponese Taiirei-Seiden-nogi (Cerimonia di rinuncia al trono di Sua Maestà l’imperatore) si è tenuto alle 17, orario giapponese, nella Matsu-no-Ma (la Camera di pino) del Palazzo imperiale.

Alla cerimonia sono state presenti circa trecento persone.

 

Domani mattina, il principe ereditario Naruhito erediterà i tesori imperiali, mentre la cerimonia di incoronazione avverrà il 22 Ottobre 2019.

Il Giappone inizia una nuova era

Ogni volta che un nuovo imperatore viene investito di questo incarico, inizia una nuova era giapponese. Questo sistema si chiama nengō (年号 “nome dell’anno”).

 

L’era anteriore all’attuale si chiamava Showa, ed iniziò nel 1926

L’era che è terminata oggi si chiama Heisei, ed iniziò nel 1989.

L’era che inizia domani, 1 maggio 2019, si chiamerà Reiwa, e si inizierà a contare come anno 1.

 

Reiwa significa “pace raggiunta”.

 

abdicazione imperatore giapponese

Il capo segretario di gabinetto Yoshihide Suga annuncia il nome della nuova era imperiale in una conferenza stampa

L’era giapponese nei documenti ufficiali

Le ere giapponesi non sono solamente un fatto culturale che si protrae da secoli, bensì parte della documentazione ufficiale.

 

Nei documenti – di qualsiasi tipo – che vengono richiesti in Giappone, siano essi riguardanti l’affitto di una casa o la tessera di residenza, si fa riferimento sia al sistema del calendario gregoriano sia al nengō.

Per calcolare il tuo anno di nascita con il nengō, devi sapere quando è iniziata l’era in cui sei nato, sottrarla all’anteriore e sommare uno (perché non si inizia contando da zero, bensì da uno).

 

abdicazione imperatore giapponese

Veronica Massi
 
Creata in Italia, emozionalmente modificata in Spagna, in fase di collaudo in Giappone. Nel mio profilo Instagram trovi foto di cibo, paesaggi e stranezze nipponiche. 
Non perdere il post di Veronica sul fuso orario in Giappone 
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Abu Dhabi: viaggio in una città in continua crescita tra tradizione e innovazione

Un viaggio ad Abu Dhabi, una coccola che tutti dovrebbero concedersi almeno una volta nella vita. Una città frenetica, proiettata verso il futuro, ma saldamente ancorata alle sue tradizioni. Così piena di…

Un viaggio ad Abu Dhabi, una coccola che tutti dovrebbero concedersi almeno una volta nella vita. Una città frenetica, proiettata verso il futuro, ma saldamente ancorata alle sue tradizioni. Così piena di cose da fare e posti da esplorare, da riuscire a trasformare anche un soggiorno di un week end in un’esperienza decisamente unica.

Il mio viaggio ad Abu Dhabi #WeLoveAbudhabi in collaborazione con Viaggidea, Visitabudhabi e Etihad Airways  mi ha dato la possibilità di scoprire diversi aspetti di una destinazione che sognavo da tantissimo tempo.

Ho deciso di creare una guida completa cercando di sviscerare tutti le domande ricevute durante questo viaggio.

 

Business Class Abu Dhabi

 

 Alla scoperta di Abu Dhabi con Viaggidea

Abu Dhabi

Viaggidea è un marchio del gruppo Alpitour dedicato alle destinazioni di medio e lungo raggio, che propone itinerari personalizzati sulla base delle specifiche esigenze di ciascun viaggiatore. L’offerta di Viaggidea spazia da hotel a misura di famiglia ad alberghi child-free per viaggi di lavoro, romantiche fughe di coppia o viaggiatori alla ricerca di calma e solitudine. Grazie a Viaggidea è inoltre possibile scegliere lo stile del proprio albergo: da quello più arabeggiante, per lasciarsi suggestionare da un’atmosfera alla Mille e una notte, a quello più contemporaneo e minimale.

A seconda del livello di personalizzazione che si desidera, Viaggidea propone quattro linee di prodotto:

 

  • EGO per viaggi all’insegna del lusso, rivolti a una clientela sofisticata ed esigente, che ama farsi viziare tra percorsi benessere e panorami mozzafiato
  • Chic Escapeideale per una fuga all’insegna del verde, con possibilità di alloggiare in résort immersi nella natura, situati in spiagge isolate, di rara bellezza
  • Voyager per viaggi di gruppo garantiti su una base minima di 2 partecipanti. Guide specializzate ed esperienze tipiche incluse nell’itinerario contribuiscono a rendere l’intera esperienza coinvolgente e indimenticabile
  • Essentiaper viaggiatori alla ricerca di mete insolite, desiderosi di immergersi a pieno nella cultura locale

 

In compagnia di Fraintesa, sono partito alla volta di Abu Dhabi il 27 febbraio e sono rientrato la mattina del 4 marzo, con un volo diretto Milano Malpensa – Abu Dhabi. Abbiamo viaggiato in business class con Etihad Airways, compagnia di bandiera abudhabina. Le sei ore di volo sono passate in piacevole relax e una volta arrivati a destinazione, alle 19 (ora locale), abbiamo finalmente dato inizio al nostro tour firmato Viaggidea. Per tutto il viaggio siamo stati accompagnati dalla nostra guida, Yassine, che ci ha accolti sfoggiando un perfetto italiano, conquistandosi sin da subito la nostra simpatia. I suoi consigli e le sue indicazioni su storia e cultura locale si sono rivelati utilissimi. Ho apprezzato tantissimo la presenza di una guida personalizzata, messa a disposizione da Viaggidea, perché mi ha permesso di vivere l’intero viaggio con maggiore consapevolezza e di apprezzare dettagli che, se fossi stato solo, mi sarebbero sfuggiti.

 Abu Dhabi: quando andare?

Quando si programma un viaggio, il meteo è uno dei fattori fondamentali da tenere in considerazione, soprattutto se, come nel caso di Abu Dhabi, si vuole godere a pieno delle innumerevoli opportunità di escursione e delle incantevoli spiagge. Il clima sub-tropicale della capitale emiratina assicura un clima soleggiato e caldo in ogni periodo dell’anno. Le temperature possono variare da minime di 13° C in inverno a massime di 42° C nelle più afose giornate estive. Il sole splende tutto l’anno: grazie alle temperature miti è possibile visitare la città in ogni periodo. Le piogge sono molto rare e tendono a concentrarsi nell’oasi di Al Ain, data l’estrema vicinanza con i Monti Hajar.

Arte, cultura, divertimento: una città alla portata di tutti

Ad attirare migliaia di turisti nella capitale non è soltanto il clima. Per la maggior parte dei visitatori, Abu Dhabi rappresenta un perfetto connubio tra tradizione e innovazione. La religione influenza molti aspetti della vita della popolazione emiratina, a maggioranza musulmana, dalle abitudini alimentari al modo di vestire. Nonostante ciò, nella città vige un clima di accoglienza ed estrema apertura allo straniero.

La Grande Moschea Sheikh Zayed

Moschea Abu Dhabi

Uno dei luoghi di maggior interesse è sicuramente la Grande Moschea Sheikh Zayed. Questo maestoso edificio prende il nome da Zayed bin Sultan al Nahyan, Presidente degli Emirati dal 1971 al 2004. Fu lui a commissionare il progetto, desideroso di regalare alla città un simbolo di pace e rispetto tra le diverse culture. Un obiettivo centrato in pieno: lo stile architettonico della moschea di Sheikh Zayed mescola sapientemente elementi decorativi della tradizione orientale e occidentale e materiali provenienti da diverse regioni del mondo. Come ad esempio il marmo bianco della Macedonia, utilizzato per il rivestimento esterno delle cupole e dei minareti, i mosaici che ricoprono interamente il pavimento e le pareti (per un totale di oltre 17 mila metri quadri di superficie), i sette lampadari in oro e cristalli Swarovski. Come dimenticare, poi, il tappeto più grande del mondo, realizzato a mano e assemblato da artigiane persiane.

La moschea è aperta ai visitatori tutti i giorni dalle 9 alle 21.30, ad eccezione del venerdì, giorno in cui i fedeli musulmani vi si recano per pregare (l’ingresso ai visitatori è permesso dalle 16.30 alle 21.30). Se possibile, approfittate dei numerosi tour guidati messi gratuitamente a disposizione dei turisti: dalla domenica al giovedì alle 10, 11 e 17; il venerdì alle 17 e alle 19; il sabato alle 10, 11, 14, 17 e 19.

Vi suggerisco di visitarla poco prima del tramonto o appena fa buio: a quest’ora, infatti, le facciate della moschea si illuminano di un incantevole blu, grazie a un sistema di illuminazione che segue le fasi lunari. La luce, riflessa dall’acqua delle vasche e fontane che si trovano all’esterno, contribuisce a creare un’atmosfera davvero magica.

Ecco una foto scattata appena prima di entrare nella moschea che indica come vestirsi per visitare la Grande Moschea di Abu Dhabi.

come vestirsi in Moschea

Corniche Abu Dhabi

Chiunque visiti Abu Dhabi non può fare a meno di fare un giro per la Corniche Road: 8 km di strada che costeggia il litorale della città. Percorrendola a piedi, in bici o in macchina si può godere del magnifico lungomare dove, tra le tante attrazioni, si trovano un parco giochi per bambini, numerose piste ciclabili, caffè e ristoranti che sono il punto di riferimento della vita notturna della capitale emiratina. La principale attrazione è Corniche Beach, una spiaggia incontaminata che ogni mese ospita dai 30.000 ai 50.000 turisti. Un piccolo gioiello che si è meritato l’ambito titolo di Bandiera Blu, riconoscimento internazionale che ne certifica l’elevato livello di pulizia e sicurezza.

Abu Dhabi è una destinazione che riesce ad attrarre visitatori anche grazie alle esperienze di viaggio uniche create negli ultimi anni.

Ecco una lista di Must Do:

1) Ferrari World Abu Dhabi

Gli appassionati di Formula 1 saranno entusiasti di sapere che su Yas Island, proprio accanto allo Yas Marina Circuit, uno dei circuiti del Gran Premio, “mamma” Ferrari ha deciso di realizzare un enorme parco divertimenti dedicato al cavallino rampante. Una delle principali attrazioni sono le montagne russe più veloci del mondo, capaci di un’accelerazione da 0 a 250 km/h in poco meno di 5 secondi. Il Ferrari World è pensato come un parco per famiglie, perciò non mancano le attrazioni per i più piccoli come il Junior GP o il Carousel. Software all’avanguardia e tecnologie 4D consentono inoltre di vivere esperienze mozzafiato come il Driving with the Champion, che simula una corsa in compagnia del campione Fernando Alonso, a spasso tra le campagne modenesi o sul tracciato di Fiorano. Il Ferrari World è aperto tutti i giorni dalle 11 alle 20. L’ingresso standard costa 295 DHS, ridotto 230 DHS.  Simpatica e da provare in compagnia l’esperienza di guida da Go Kart che ricrea un piccolo circuito con premiazione e punteggi in base alla performance in pista. Doverosa è la sosta allo Yas Mall adiacente al Ferrari Worlddi Abu Dhabi per scoprire e ricercare lo stile di vita emiratino.

2) Warner Bros World Abu Dhabi

Sotto un unico tetto questo enorme parco a tema riunisce alcuni dei personaggi più iconici del famoso studio di produzione: da Superman a Wonder Woman fino alle star dei cartoni animati come Bugs Bunny, Scooby-Doo e Fred Flintstone. Ben 29 giostre, più attrazioni interattive dedicate a tutta la famiglia, ristoranti e negozi. L’ingresso standard costa 295 dirham, quello ridotto 230 dirham.

 

3) Louvre Abu Dhabi

Louvre Abu Dhabi

Una delle istituzioni culturali della città si trova all’interno del Saadiyat Cultural District: un sogno ad occhi aperti per gli appassionati d’arte, che potranno vedere racchiuse al suo interno una serie di opere di prestigio storico e culturale dall’antichità fino ai giorni nostri. Progettato dall’architetto di fama mondiale Jean Nouvel, il Louvre Abu Dhabi mette in mostra oltre 600 opere d’arte di cui circa 300 provengono da 15 istituzioni museali francesi tra cui il Musée du Louvre, Musée d’Orsay e de l’Orangerie o il Centre Pompidou.

Non solo arte, ma anche architettura da sogno che rende il Louvre Abu Dhabi, non a caso, uno dei musei più belli del mondo. Come non citare, ad esempio, la Rain of Light(Pioggia di Luce): una cupola metallica composta da 8000 stelle di acciaio sovrapposte che creano straordinari giochi di luce.

Il biglietto standard costa 60 dirham, ridotto 30 dirham. È aperto dal sabato al mercoledì dalle 10 alle 20, dal giovedì al venerdì dalle 10 alle 22. Chiuso il lunedì.

Voglio condividere con voi l’emozione provata durante la visita del Louvre di Abu Dhabi. Ho trovato geniale e unica la suddivisione delle sale non per epoche, ma per capitoli in modo da raccogliere tematiche comuni a tutte le civiltà in esposizione. Questa è sicuramente la caratteristica principale del museo oltre la maestosità del complesso architettonico.

4) Oasi di Al Ain – tradizione a poche ore da Abu Dhabi

Oasi Abu Dhabi

Dichiarata patrimonio mondiale dell’UNESCO nel 2011, questa oasi suggestiva rappresenta un bell’affresco di quella che doveva essere la vita nel Paese oltre 4000 anni fa. In seguito alla costruzione di un ampio sistema di percorsi educativi, l’oasi Al Ain oggi è aperta al pubblico. Al suo interno, i turisti possono farsi un’idea dei metodi adottati dai popoli emiratini per salvaguardare l’ecosistema dell’oasi e gli sforzi fatti per promuovere l’utilizzo di metodi tradizionali di coltivazione, meno invasivi ed inquinanti. Aperta tutti i giorni dalle 8 alle 17. È possibile richiedere una mappa all’ingresso dell’Oasi e osservare i maestosi palmeti.

Dove dormire ad Abu Dhabi? Tre proposte differenti per vivere tante Abu Dhabi diverse.

Situato nel cuore di Abu Dhabi, il Saint Regis Abu Dhabisi distingue per la sua posizione strategica: ognuna delle 283 camere dell’hotel offre infatti una vista sulla Corniche di Abu Dhabi. E oltre alla vista mozzafiato, per concedere ai propri ospiti qualche ora di riposo e decongestione dal clima frenetico della metropoli, l’hotel mette a disposizione servizi esclusivi come la Remède Spa o la National Riviera Beach Club, una spiaggia privata con cabine appartate, piscina, bar e strutture fitness esclusive.

 

Nel cuore del distretto commerciale di Abu Dhabi, a pochi passi dalle vie dello shopping, si trova il Royal Meridien, noto ai più perché ospita il premiato ristorante Stratos, unico bar girevole della città. I ristoranti a disposizione all’interno della struttura sono comunque moltissimi e spaziano dalle proposte più formali, da veri business men, alle réunion tra amici.

Desert Resort Abu Dhabi

Il mio consiglio per una sosta deserto per allontanarsi almeno un po’ dalla frenesia della città è invece Jumeirah Al Wathba Desert Resort and Spa. Questo résort calato nel bel mezzo del deserto è il luogo ideale dove concedersi due coccole in una spa esclusiva che vi regalerà un’emozione unica. Qui potete provare ottimi ristoranti come quello di cucina italiana con lo Chef Federico Vigilante, che porta un tocco di Italia e di eleganza del Bel Paese negli Emirati. Consigliatissimo il risotto allo zafferano e oro.  Un passaggio obbligato è Talise Spa nel Desert Resort dove è possibile godere di tutte le comodità di una Spa nel deserto. Personale cordiale e super disponibile.

 

Per tutti gli amanti della F1 invece consiglio vivamente lo Yas Hotel Abu Dhabi l’unico hotel al mondo a cavallo di un circuito di Formula 1.

Una struttura architettonicamente maestosa e con viste mozzafiato. Camere molto moderne, palestra aperta h 24 con bagno turco, Jacuzzi e bagno turco e una colazione a buffet con vista circuito. All’interno dell’hotel non potete perdere il ristorante italiano e il ristorante indiano che rendono internazionale e vibrante l’atmosfera della struttura.

 

Per maggiori info sulla destinazione Abu Dhabi non perdere questo approfondimento di Viaggidea che ispirerà la scelta di un futuro viaggio negli Emirati.

 

La mia esperienza di viaggio ad Abudhabi con Visit Abu Dhabi  , Etihad, Viaggidea mi ha dato la possibilità di scoprire sia le bellezze della destinazione che provare l’esperienza di viaggio in Business con Etihad con un diretto Milano- Abu Dhabi. Come sempre scrivetemi mail, DM su Instagram o sulla pagina Facebook per chiedermi info in merito al vostro viaggio dei sogni alla scelta della vostra destinazione per il prossimo viaggio.

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Fuso orario Giappone: cose da sapere

Stai organizzando un viaggio nel Paese del Sol Levante? Ecco tutto ciò che ti occorre sapere sul fuso orario Giappone. e sull’orario in Giappone.  Cos’è il fuso orario Il fuso orario si…

Stai organizzando un viaggio nel Paese del Sol Levante? Ecco tutto ciò che ti occorre sapere sul fuso orario Giappone. e sull’orario in Giappone. 

Fuso orario Giappone

Cos’è il fuso orario

Il fuso orario si identifica globalmente con la sigla UTC , che indica il “tempo coordinato universale” o “tempo civile” e si utilizza per calcolare le differenze orarie fra tutti i luoghi nel mondo. L’UTC 0 coincide con il meridiano di Greenwich, a cui venne assegnata, per convenzione, una longitudine pari a zero.

Il fuso orario è quindi una fascia longitudinale – compresa tra due meridiani – dove viene adottato lo stesso orario. Per calcolare la quantità di fusi orari tra due località differenti occorre quindi una semplice operazione di sottrazione tra UTC. 

Questo post nasce per aiutare tutti i viaggiatori che sono spaventati dal cambio d’ora e che cercano info su fuso orario Giappone. 

Fuso orario Giappone Italia 

In Giappone – Paese, appunto, del Sol Levante – le lancette sono avanti rispetto all’Italia. 

Come calcolare, quindi, la differenza di fuso orario? 

È semplicissimo: il Giappone è +9 UTC e l’Italia è +1 UTC, quindi la differenza è di otto ore, ma questa dipende dal periodo dell’anno: dall’ultima domenica di marzo all’ultima domenica di ottobre, infatti, in Italia vige l’ora legale e la differenza è di sette ore.

Ciò vuol dire che, se sei in Italia, tu fai pranzo mentre in Giappone fanno cena. Quando tu vai a dormire i giapponesi si svegliano.

Nella preparazione del tuo viaggio, quindi, tieni in considerazione che andando dall’italia al Giappone “perderai” tempo: otto (o sette) ore a cui devi sommare il tempo del volo.

Un esempio: se parti da Roma alle 15:00 con volo diretto, arriverai a Tokyo alle 11:00 circa del giorno dopo (orario giapponese).

Al contrario, tornando in Italia arriverai lo stesso giorno – dipendendo ovviamente dall’orario di partenza – dovendo sottrarre il fuso orario al tempo di volo.

Un esempio: se parti da Tokyo alle 14:00, arriverai a Roma alle 19:00 (orario italiano) dello stesso giorno.

Cos’è il jet-lag –

Tradotto in italiano come disritmia, il jet-lag è un fenomeno di cui avrai sentito parlare moltissime volte, soprattutto se sei appassionato di viaggi. Si tratta della reazione del nostro corpo che deve adattarsi al cambio orario dopo aver realizzato un tragitto tra luoghi con fuso orario superiore alle quattro ore. È impossibile non esserne affetti ed è un fenomeno totalmente normale.

Quando, dopo un lungo volo, hai improvvisamente sonno alle tre del pomeriggio, o vai a dormire e non riesci a chiudere occhio anche se sono le tre di notte… sei affetto da jet-lag.

Jet-lag Giappone- Italia – utile sapere per fuso orario Giappone 

Il jet-lag tra Italia e Giappone dipende molto dal tipo di viaggio – un volo diretto dall’Italia è di circa dodici ore, mentre con scalo può variare dalle quindici alle venti ore – e dalla tua capacità o meno di dormire in aereo.

Generalmente, è andando verso est che il jet-lag è più difficile da affrontare.

In linea di massima, quando arriverai in Giappone devi cercare di rimanere sveglio e allinearti con gli orari nipponici.

Un esempio: se parti da Roma alle 15:00 con volo diretto, arriverai a Tokyo alle 4:00 del giorno dopo del tuo orario italiano. Ovviamente il tuo fisico ti implorerà di dormire, ma in Giappone saranno le 11:00 del mattino e avrai tutta la giornata da affrontare. Non voglio illuderti: è dura.

Al ritorno in Italia, invece, il discorso migliora.

Un esempio: se parti da Tokyo alle 14:00, arriverai a Roma alle 3:00 dell’orario giapponese del giorno successivo. Ovviamente avrai sonno, ma non sarà poi così problematico poiché in Italia saranno le 19:00.

Fuso orario Giappone

Differenze orarie all’interno del Giappone

Eccoti una notizia bellissima: all’interno del Giappone, l’orario è sempre lo stesso. Se ti stai chiedendo se esiste un fuso orario per tokyo o l’ora di Tokyo la risposta è che in Giappone c’è sempre la stessa ora. 

Quindi, che tu sia a Nord – ad esempio: Hokkaido – o ad Okinawa – l’isola più a sud si tutto il Paese – le tue lancette segneranno la stessa ora.

Inoltre, a differenza dell’Italia, il Giappone non ha adottato l’ora legale, per cui l’orario non viene mai cambiato durante l’anno.

Veronica Massi
 
Creata in Italia, emozionalmente modificata in Spagna, in fase di collaudo in Giappone. Nel mio profilo Instagram  trovi foto di cibo, paesaggi e stranezze nipponiche.

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Marie Kondo: il magico potere del riordino

In questi giorni è sulla bocca di tutti: Marie Kondo. Chi sarà mai? E, soprattutto, perché Netflix le ha dedicato la serie Tidying Up with Marie Kondo? La risposta è unica ed…

In questi giorni è sulla bocca di tutti: Marie Kondo. Chi sarà mai? E, soprattutto, perché Netflix le ha dedicato la serie Tidying Up with Marie Kondo?

La risposta è unica ed internazionale: siamo disordinati ed accumuliamo oggetti di cui non abbiamo bisogno.

Abbiamo bisogno che ce lo dica qualcuno che non sia nostra madre? Forse no. O forse sì. Perché nessuno – ripeto, nessuno – riesce ad ordinare come Marie.

Chi è Marie Kondo – Video Marie Kondo ” Il magico potere del riordino”

 

Marie Kondo non è una novità, bensì un nome già noto al pubblico di YouTube da anni: il canale omonimo possiede più di centomila iscritti.

Marie è una ragazza giapponese laureata in sociologia, interessata sin da giovane alle “metodologie sul riordino degli oggetti”.

Sì… esiste una metodologia per il riordino degli oggetti. E, no, quel cassetto della tua cucina pieno di mestoli, palette di legno, apribottiglie ed elastici di qualunque tipo non la rispecchia di certo.

Cos’è il metodo KonMari- Marie Kondo ” Il magico potere del riordino”

Il picco di fama di questa donna più ordinata di un foglio Excel, arrivò nel 2011, quando pubblicò in Giappone il proprio libro dedicato al metodo KonMari , che venne poi tradotto in varie lingue nel mondo. KonMari o senza di lei, se leggi il libro puoi riuscirci anche tu.

Il concetto del metodo KonMari riguarda la suddivisione degli oggetti in categorie – per cui è fondamentale l’uso di contenitori di dimensioni differenti – il piegare gli indumenti in un determinato modo e la valutazione di un aspetto che non viene mai considerato: la gioia. Se un oggetto trasmette gioia al toccarlo, occorre tenerlo. Altrimenti, sarebbe meglio disfarsene.

Ho provato anche io a farlo con delle mie vecchie T-shirt, ma l’unico sentimento che ho provato è stata la colpa per averle centrifugate troppo. Ora le indossa mia nipote che ha due anni.

Torniamo al metodo KonMari. Credi che sia stupido, vero? All’inizio anche io ho pensato che fosse una scemenza, poi ho iniziato a chiedermi “di quanti oggetti siamo circondati, e ai quali non prestiamo la minima attenzione? Ne abbiamo davvero bisogno?”.

Ordina il tuo spazio, trasforma la tua vita.

L’obiettivo di Marie Kondo non è quello di piegare indumenti e buttare cose per farci stressare. Al contrario, l’idea è quella di vivere meglio in manieria ordinata con meno oggetti.

Non so quanto sia collegabile questo aspetto a ciò che sto per dire, ma da quando vivo in Giappone io vivo meglio per davvero. L’ordine meticoloso delle persone e degli oggetti negli spazi pubblici mi trasmettono più pace a livello mentale. Non sarà così per chiunque, ma per me lo è. Tutto finisce nel momento in cui metto piede in casa, purtroppo.

Tidying Up with Marie Kondo, la serie Netflix

La serie è ambientata negli Stati Uniti, dove Marie si reca a casa di varie famiglie che hanno davvero bisogno di una mano per l’ordine.

È una serie carina o no? Dipende. Non voglio fare spoiler, posso dire di aver visto solamente un episodio. Dopo venti minuti ho iniziato a pensare “Ci sono persone che piangono perché non vogliono buttare degli oggetti. Ok, posso spegnere la TV”.

È sufficiente una sola puntata per capire come si usa il metodo KonMari, tutto il resto è un semplice rallegrarsi per essere diversi dai protagonisti di questo scempio del consumismo dei nostri amati tempi moderni.

Curiosità su Marie Kondo e il Giappone

Marie Kondo non è poi così famosa in Giappone. Ho chiesto ad i miei amici giapponesi. Dopo aver cercato su Google – non ricordavano chi fosse – hanno detto di avere in mente un libro che le portò un po’ di fama in passato. Deduco quindi che sia più famosa all’estero che in Giappone. Grazie a Netflix la moda KonMari è tornata in voga negli ultimi mesi, soprattutto negli Stati Uniti, dove il libro fu un successo.

I giapponesi non sono ordinati come lei. Assolutamente no. Avendo visitato diverse case private devo confessarvi che il disordine e la quantità di oggetti che vi ho trovato mi ha lasciato incredula. Girando per le strade di Tokyo, la pulizia e l’ordine risaltano agli occhi, ma negli spazi privati il discorso cambia totalmente.

Marie Kondo incarna perfettamente lo stile femminile giapponese. Se osservate il modo in cui parla, si muove e si veste, sarete davvero in grado di capire  

lo stereotipo di donna giapponese. Delicato e super femminile. A volte sembra uscita da un catalogo di UNIQLO.

Veronica Massi
 
Creata in Italia, emozionalmente modificata in Spagna, in fase di collaudo in Giappone. Nel mio profilo Instagram veronica.tokyo trovi foto di cibo, paesaggi e stranezze nipponiche.
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Mori Building Digital Museum è il museo del futuro a Tokyo

IL MUSEO DEL FUTURO È A TOKYO: Mori Building Digital Museum  Visita al Mori Building Digital Museum a Tokyo, un’esperienza sensoriale unica per esplorare e scoprire un mondo senza confini…

IL MUSEO DEL FUTURO È A TOKYO: Mori Building Digital Museum 

Visita al Mori Building Digital Museum a Tokyo, un’esperienza sensoriale unica per esplorare e scoprire un mondo senza confini grazie all’arte digitale

Nel corso degli ultimi anni l’interesse per l’arte multimediale immersiva è cresciuto enormemente sia da parte delle istituzioni museali sia da parte del pubblico, che partecipa in un numero sempre piú crescente a mostre interattive che uniscono arte e tecnologia.

In occasione di Japonisme 2018, il periodo di celebrazioni delle relazioni diplomatiche tra il Giappone e laFrancia, il collettivo Teamlab ha organizzato la mostra Au-delà des limites alla Villette a Parigi.

Una mostra mozzafiato di opere digitali interattive che mutavano in funzione delle interazioni dei visitatori. Meravigliata e incuriosita dalle creazioni di Teamlab, in vista del mio viaggio in Giappone a Novembre non volevo perdermi la visita al Mori Digital Museum, sull’isola artificiale di Odaiba a Tokyo. Il primo museo di arte digitale, frutto dell’ingegno creativo del collettivo Teamlab e inaugurato il 21 Giugno 2018.

IL COLLETTIVO TEAMLAB : Mori Building Digital Museum 

Il Teamlab è un gruppo fondato in Giappone nel 2001 dall’ingegnere Toshiyuki Inoko e riunisce 400 artisti con percorsi e talenti molto differenti. Designers, architetti, ingegneri, grafici e artisti del mondo dell’audiovisuale con una passione comune per l’arte digitale che ha fatto nascere più di cento progetti in tutto il mondo dall’anno della creazione del collettivo.

La loro filosofia è quella di creare un spazio fisico che privilegia l’uso collettivo dello stesso spazio, ponendo quindi più persone nel medesimo ambiente. Attraverso la digitalizzazione dello spazio, le persone interagiscono con l’opera d’arte, diventandone parte, innescando un cambiamento della stessa opera da parte di chi la guarda. Grazie a queste interazioni cambia la relazione tra l’opera d’arte e il visitatore, che non è più un solo individuo, ma è un gruppo, e muta anche la relazione tra gli individui.La tecnologia digitale infatti agisce sulle relazioni che si creano tra le persone, modificando la percezione della presenza degli altri. Nell’arte visiva tradizionale la presenza altrui può essere considerata un’interferenza alla fruizione dell’opera, nell’arte digitale al contrario gli altri l’arrichiscono, perché ne fanno parte, la modificano, la modellano e la rendono unica; di conseguenza la fruizione dell’opera diventa un momento di condivisione positiva e costruttiva.

 

MORI BUILDING DIGITAL MUSEUM 

Il museo si estende su una superficie di 10000 metri quadri su due livelli e cinque aree principali che secondo il tema borderless non sono divise tra loro, al contrario le opere fluttuano e si fondono da un ambiente all’altro accompagnando le persone nella loro visita in un flusso continuo, in uno spazio senza confini e limiti. All’ingresso un pannello esplicativo consiglia inoltre di scaricare l’applicazione teamlab per poter interagire con gli oggetti per creare un continuo cambiamento delle proiezioni. In questo modo nessuno dei video è ripetuto in loop, ma cambia in funzione dell’interazione del pubblico, che diventa quindi parte della creazione dell’opera d’arte. Quindi ogni proiezione è originale, ciò fa si che non ci siano mai due visite uguali. È un museo molto instagrammabile e vi assicuro che avrete continuamente la tentazione di scattare foto o fare dei video, perchè quello che vedrete ha davvero dell’incredibile.

LE 5 AREE

Il museo conta ad oggi 50 esposizioni realizzate impiegando 470 proiettori controllati da 520 computer. Le esposizioni sono suddivise in cinque sezioni tematiche: Borderless World, Athletics Forest, Future Park, Forest of Lamps, En Tea House.

In reltà non c’è un percorso espositivo da seguire, l’unico consiglio per approfittare a pieno della visita è quello di lasciarsi guidare dalla propria curiosità e della propria immaginazione.

  • 1 Borderless World Mori Building Digital Museum 

È la prima zona del museo, una volta varcato l’ingresso siete immersi totalmente in diverse proiezioni di immagini che vagano e si mescolano tra loro in un fluire che vi invita a muovervi e a scoprire le differenti stanze, anche quelle apparentenemente nascoste

La prima installazione è Flower Forest Lost Immersed and Reborn, dedicata al mutare delle stagioni.

Le immagini dei fiori primaverili lasciano spazio ai girasoli, dai colori estivi che una volta fioriti, appassiscono fino a svanire, secondo il fluire del tempo delle stagioni. È un ciclo che si ripete in perpetuo. Se gli spettatori stanno fermi, i fiori che li circondano fioriscono e crescono in maggior numero. Se gli spettatori li toccano o li calpestano, allora i fiori perdono i loro petali tutti in una volta. È incredibile come grazie alla tecnoglogia dell’arte immersiva si possa entrare in relazione con la natura e i cicli stagionali, apprezzandone le mutazioni e i cambiamenti fino a diventare un tutt’uno con il paesaggio.

Universe of Water Particles on a Rock where People Gather

È un’installazione all’interno di un ampio spazio tridimensionale in cui è simulata una cascata d’acqua. La forma della cascata e la sua portata mutano continuamente in funzione delle interazioni delle persone con l’acqua. Il tocco della persona sull’acqua o sulla roccia è percepito dal sistema come una nuova roccia, di conseguenza il flusso d’acqua muta e di conseguenza la cascata.

Tra le opere più interessanti del Borderless World zona ci sono Memory of Topography e Flutter of Butterflies Beyond Borders in the Crystal World

Memory of Topography

Si accede a questa stanza accanto alla parete di Black Waves, una volta varcata la soglia vi troverete in un paesaggio collinare rurale con una distesa di dischi circolari sospesi su degli steli curvi. Anche questo sto spazio è dedicato al trascorrere delle stagioni, accompagnati da una musica di sottofondo che invita ad esplorare questo nuovo paesaggio, vi renderete conto che il vostro movimento interagisce con quello degli insetti e con il flusso d’aria che fa disperdere i petali dei fiori in diverse direzioni. Arriverete alla fine del pendio e proverete un senso di fusione con la natura e il suo mutare.

Flutter of Butterflies Beyond Borders in the Crystal World

Ben arrivati nel mondo di cristallo! Questo percorso è realizzato con steli sospesi di luci LED scintillanti, la luminosità e lo stupore sono ancora più amplificati dal pavimento a specchio. Camminare e sfiorare delicatamente queste moltitudini di luci è davvero sorprendente, vi sembrerà di accedere a una nuova dimensione, in cui la vostra percezione fatica a trovare dei punti di riferimento.

Tutti i i punti luminosi rappresentano delle farfalle in movimento, attraversando questo spazio sarete immersi nello stormo di farfalle, in una fusione totale con l’installazione. Scaricando l’applicazione del museo potrete modificare lo schema dei colori dell’installazione.

  • 2 Athletics Forest Mori Building Digital Museum 

Salite le scale dal Borderless World e accedete a questa area dove potrete partecipare a diverse installazioni e fare un po’ di attività fisica!

L’area centrale di Athletics Forest è un pavimento tridimensionale con diversi pendii dove sono proiettate alcune immmagini realizzate dai visitatori in altri ambienti (Graffiti Nature, High Mountains e Deep Valley) e con le quali potrete interagire.

Per quanto riguarda le attività potrete decidere di fare quattro salti al Multi Jumping Universe immersi in una galassia, oppure fare arrampicata in una foresta di luci 3D al Light Forest Three dimensional Bouldering interagendo con luci e suoni.

Nell’area Weightless Forest of Resonating Life è rappresentato uno spazio tridimensionale con diversi oggetti luminosi che sfidano la gravità. Potete spostare liberamente gli oggetti che muteranno colore al contatto, gli oggetti tra loro vicini assumeranno la stessa tonalità. L’impressione è quella di avere a che fare con degli oggetti “viventi” che mutano colore come se respirassero.

  • 3 Future Park Mori Building Digital Museum 

Situata accanto all’Athletic World, quest’area è dedicata principalmente ai bambini. Sono proposte una serie di attività per stimolare la creazione collaborativa e la cooperazione tra i più piccoli: la filosofia delle attività è impara e gioca. Tra queste c’è uno spazio in cui è possibile colora delle figure di animali, una volta terminato il disegno viene conseganto allo staff che lo scansiona per poi proiettarlo come una creatura in movimento sul pavimento della parte centrale di Athletics Forest o sulle pareti del museo.

  • 4 Forest of Lamps Mori Building Digital Museum 

È una delle installazioni più sorprendenti del museo, vi si accede salendo le scale dal Borderless World. L’accesso è riservato a piccoli gruppi per alcuni minuti, per questa ragione le code per accedere sono spesso lunghe (tra i 45 minuti e l’ora di attesa).

All’interno di questa stanza a specchi vi sono 1000 lanterne LED multicolori sospese a diverse altezze. Le lampade sono sensibli al movimento, quindi quando una persona entra nella stanza, innesca un movimento di luci. La persona si trova accanto ad una lampada, questa percpita la presenza inizia a brillare di un colore , la luce di questa lampada si diffonde alle due lampade vicine e così via fino all’esterno.

Le luce cambia anche perché incontra la luce diffusa generata da un’altra persona, per questa ragione i colori sono molteplici e il cambiamenti di tono continui.

 –  5 En Tea house Mori Building Digital Museum

Sempre al secondo piano è stata ricreata una vera e propria casa da tè secondo lo stile teamlab, quindi si tratta di una casa da té che è una vera e propria installazione artistica. Potrete accedere e prendere posto, ordinare una tazza di té al costo di 500 yen e quando riceverete la vostra tazza, potrete osservare dei fiori digitali che sbocceranno nella vostra bevenda. Se muovete la tazza i petali si disperderanno sul tavolo, ad ogni sorso i fiori fioriranno nuovamente fino a quando non avrete terminato di bere.

Guardate il video sul sito del museo per apprezzare a pieno questa installazione.

Anche per questa installazione i posti sono limitati e il tempo da prevedere in fila può variare in funzione dell’afflusso.

INFORMAZIONI UTILI

MORI Building DIGITAL ART MUSEUM:

138 Odaiba Palette Town, Aomi, Edogawa-ku, Tokyo-to

Ingresso : 3200 Yen per gli adulti (maggiori di 15 anni), 1000 yen per i bambini da 4 a 14 anni,

Orari : da lunedì al venerdì 10:00 – 19:00, sabato e domenica 10:00 – 21:00

Verificate sempre gli orari sul sito del museo perché possono variare in funzione dei periodi dell’anno e delle festività giapponesi.

Sul sito del museo  potrete guardare i video e le immagini delle installazioni, ma soprattutto acquistare i biglietti. Se avete intenzione di andarci, prendete i biglietti online con anticipo, perché esauriscono velocemente. Il giorno della visita, andate al museo in tarda mattinata, perché al pomeriggio le code per entrare possono essere davvero lunghe .

Contate tra le 2-4 ore per la visita, vi assicuro che non vi accorgerete del passare del tempo e una volta usciti dal museo, potrete esplorare il quartiere di Odaiba. Gundam , la statua della Libertà e il Rainbow Bridge vi aspettano!

 

 

Vanessa Moro Coldebella

Ligure di nascita, vivo a Parigi da quattro anni.

Sono innamorata della Ville Lumière e sono appassionata di viaggi.

Mi piace cercare il bello e l’inaspettato ovunque, anche dietro l’angolo di casa.

Le foto dei miei posti preferiti sono sul mio profilo Instagram coldbrownie

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Volo Bari Mosca: Volo diretto di 4 ore a partire da Giugno

Volare in Russia in sole 4 ore e con volo diretto: volo Bari Mosca da Giugno 2018 Avete sempre voluto visitare l’incantevole e affascinante Russia? Volevate andare a visitare l’enigmatica…

Volare in Russia in sole 4 ore e con volo diretto: volo Bari Mosca da Giugno 2018

Avete sempre voluto visitare l’incantevole e affascinante Russia? Volevate andare a visitare l’enigmatica ed eclettica Mosca? Da giugno con il volo diretto Bari Mosca potrete realizzare i vostri sogni. In sole 4 ore sarete nel paese più grande del mondo.

Bari-Mosca

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Crociera Royal Caribbean: Symphony of the Seas

  Crociera Royal Caribbean: il racconto della nuova nave Royal Caribbean il racconto di un’avventura a tinte in blu.   La scorsa settimana ho avuto la fortuna di essere tra…

 

Crociera Royal Caribbean: il racconto della nuova nave Royal Caribbean il racconto di un’avventura a tinte in blu.

 

La scorsa settimana ho avuto la fortuna di essere tra i primi a provare la nuovissima crociera  Royal Caribbean Symphony of the Seas e voglio raccontarvi perché questa bellissima esperienza di viaggio ha cambiato il mio modo di vedere la crociera.

Crociera Royal Caribbean: Symphony of the Seasun sogno nel mare.

La Symphony of the seas è al momento la nave più grande al mondo, ma quello che ha reso speciale la permanenza su questa nave da crociera Royal Caribbean è stato cambiare totalmente idea su questo tipo di viaggio. Nella mia idea c’era quella di passare dei giorni in puro relax con qualche piccola attività. Devo correggere immediatamente questa frase perché sulla Symphony of the seas ci sono centinaia di attività che quasi non trovi il tempo per rilassarti. Chi mi conosce e mi segue online sa che io ho proprio una mania per i tramonti, per i brindisi a piedi scalzi con gli amici e forse cercavo proprio questo nei giorni di presentazione della symphony of the seas. Quello che invece ho trovato è un grandissimo universo che galleggia pronto a farti dimenticare che sei fermo su una nave da crociera.

Tantissimo ha aiutato il clima mite e le giornate bellissime trovate nel Sud della Spagna. Lasciare l’Italia con un tempo non dei migliori e ritrovarmi nella bellezza di una nave da sogno ha contribuito a rendere il mio mood dei migliori e posso dire che questi giorni sono stati una grandissima carica per affrontare le prossime settimane.

 

 

Scopriamo insieme la nave come se fossimo alla scoperta di una città: crociera Roayl Caribbean

Central Park: questa è sicuramente la zona più particolare dell’intera nave perché meglio descrive un giardino che si sposta nel mare portando con sé più di 12 mila pianti e alberi. Qui troverete tanti bar- Bistrot e locali dove poter fermarsi con gli amici a fare una pausa food veloce e magari scambiar chiacchiere sorseggiando un drink.

-Per i più romantici invece esiste sulla nave un BOARDWALK con carosello e numerosissimi corner di dolcezze che vi farà tornare bambini. Io ho passato un po’ di tempo qui perché ho una grandissima passione per il mood da luna park e devo dire che la resa in legno con vista mare riesce a rendere benissimo la bellezza di questa realtà. Devo essere estremamente onesto: Sugar Beach è davvero il paradiso per tutti gli appassionati di dolci. Sembra di essere teletrasportati in un mondo cioccolatoso tra gelati, caramelle e zucchero filato che ti vien voglia di rimanere lì per sempre. Io vi ho avvisato, adesso tocca alla vostra forza di volontà magari correre nella bellissima palestra sulla nave per smaltire quanto assaggiato.

– Chi conosce il mondo delle crociere sa quanto il CIBO sia veramente protagonista di questa esperienza di viaggio. Ecco, secondo me, quali sono le attrazioni in campo food che non potete assolutamente perdere sulla Symphony of the seas. El Loco Fresh: qui avrai la possibilità di mangiare del buonissimo cibo mexicano tra i migliori mai mangiati. Burritos, Tacos e salsas per tutti i gusti e per tutte le esigenze. Gli appassionati di sushi e sashimi non possono invece perdere IZUMI il ristorante pronto a farvi vivere l’esperienza culinaria ispirata al mondo asiatico. Cenare in questo ristorante ha reso particolare la mia prima serata a bordo della Symphony e lo show cooking dal vivo dello chef ha catturato la mia attenzione di appassionato di cucina etnica. Ho provato uno dei filetti più buoni mangiati in un ristorante asiatico.

Avventura: questa è la parte più entusiasmante della nave. Quello che non ti aspetti in una crociera ma che subito ti trasporta in un turbinio di emozioni e adrenalina. La nave è munita di tantissimo divertimento grazie agli scivoli acquatici per i più grandi e per i più piccoli, la parete attrezzata per l’arrampicata Rock Climbing,  la battaglia di spade laser “Battle for Planet Z” , la Zip Line e il Flow Rider per appassionati di Surf.

 

 

Queste sono le esperienze che hanno reso unico il mio soggiorno sulla crociera della Royal. Sul mio profilo Instagram @EzioMrLifestyle  trovate altre foto in evidenza su questi giorni unici in Spagna e adesso non vi resta che prenotare la vostra vacanza in giro per il  Mar Mediterraneo.

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Viaggi Green: 5 destinazioni di viaggio

Viaggi Green: le 5 destinazioni più belle e verdi                                           …

Viaggi Green: le 5 destinazioni più belle e verdi

                                    

                                     ” Almeno una volta l’anno, vai in un posto dove non sei mai stato prima ” 

Viaggi green. In questo 2017 ho sicuramente voglia di vedere tantissimi posti nuovi. Posti che riescano a farmi battere il cuore. Posti che abbiano qualcosa da raccontare e che mi facciano raccontare qualcosa alle persone che decidono di leggermi. Io adoro seguire un filo conduttore nei miei viaggi e soprattutto nelle ricerche di viaggio. Per questo motivo ho pensato di cercare delle destinazioni in linea con le parole chiave di quest’anno per me: EQUILIBRIO, POSITIVITA’ e INCONTRO. Dove andare?

Grazie al progetto Pensa Pulito ho deciso di raccogliere una mia personale TOP 5 di destinazioni Green: dove incontrare se stessi quando si è alla ricerca di risposte positive.

2 commenti su Viaggi Green: 5 destinazioni di viaggio

Woody Allen, viaggio nelle città dei suoi film

Un viaggio con Woody Allen, alla scoperta delle città set dei suoi film con la nuova rubrica CAT. Nel linguaggio informatico l’acronimo CAT viene utilizzato per indicare i software di…

Un viaggio con Woody Allen, alla scoperta delle città set dei suoi film con la nuova rubrica CAT.

Nel linguaggio informatico l’acronimo CAT viene utilizzato per indicare i software di traduzione assistista, dei programmi di supporto che servono a velocizzare il processo traduttivo. Allo stesso modo, la rubrica CAT intende affiancare il lettore nella scoperta di culture, esperienze e atmosfere diverse, attraverso l’arte, il cinema e la musica, accordati secondo il fil rouge del viaggio.

C come città.

Woody Allen CATTutti dicono: Hey Woody, I love you!

Alzi la mano chi nella prossima vita vuol essere insieme: regista, attore, sceneggiatore, scrittore, commediografo, umorista, compositore e clarinettista. Senza troppe pretese o pindarici voli, vi si materializzerà di fronte il volto di Woody Allen che in un guizzo di spontaneo stupore sembra chiedere: “State parlando di me?” Sì. E per parlare di lui e della sua filmografia scegliere una prospettiva soltanto potrebbe essere senz’altro più ragionevole che pretendere di inglobarne infinite e psichedeliche. Forse una suggestiva e interessante potrebbe essere quella del viaggio: nelle sinapsi, tra i continenti, nelle città, a volte persino attraverso le epoche. E qualsiasi viaggio non può prescindere dalle origini.

 

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Riad in Marocco: vita in famiglia e fortuna del viaggiatore

Le Riad in Marocco: scorci di vita quotidiana Per visitare il Marocco bisogna vivere il Marocco. Una delle cose da fare assolutamente in un soggiorno in questo meraviglioso paese è…

Le Riad in Marocco: scorci di vita quotidiana

Per visitare il Marocco bisogna vivere il Marocco.
Una delle cose da fare assolutamente in un soggiorno in questo meraviglioso paese è prenotare una riad, tipica casa marocchina. Dimenticate gli alberghi, dimenticate le grandi piscine e la vita occidentale, perché verrete rapiti dalla particolarità del soggiorno in un riad in Marocco. Quella che voglio raccontarvi è proprio la storia di una famiglia ricreatasi a Taroudant con la mia compagna di viagggio Roberta, il proprietario della Riad dove soggiornavamo, Moustafa, Nora una ragazza che aiutava nella gestione nata in Francia (tornata da qualche anno nel suo paese d’origine) e di un fratello in visita per un matrimonio.

Riad in Marocco Taroundant

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I feel Marocco: viaggio attraverso gli occhi dei miei compagni di strada

I feel Marocco, il viaggio attraverso i volti, gli sguardi, le mani di chi si è trovato sulla mia strada, da Nord a Sud, dal mare alla montagna. Amici, persone…

I feel Marocco, il viaggio attraverso i volti, gli sguardi, le mani di chi si è trovato sulla mia strada, da Nord a Sud, dal mare alla montagna. Amici, persone sfuggenti, incontri casuali che sono rimasti fissi nella mia mente.

I Feel Marocco.

Non avrei mai pensato di tornare in questo paese così presto, ma i viaggi migliori sono quelli improvvisi, che non ti aspetti e che non hai programmato.

Quello che voglio raccontarvi non è il mio diario di viaggio, ma di come il Marocco sia entrato dentro di me e abbia lasciato una traccia che penso non dimenticherò mai.

I feel Marocco Marrakech

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New York: i miei consigli su cosa vedere e cosa fare nella Grande Mela

Suggerimenti per un viaggio a New York Sapete quando avete voglia di parlare di un posto, ma aspettate il momento giusto per farlo? Ecco io ho da un sacco di…

Suggerimenti per un viaggio a New York

Sapete quando avete voglia di parlare di un posto, ma aspettate il momento giusto per farlo?

Ecco io ho da un sacco di tempo voglia di raccontarvi i miei viaggi negli Stati Uniti che per circostanze fortuite mi hanno portato tra il 2008 ed il 2011 a tornarci ben 4 volte visitando il New Jersey, New York, Boston e Los Angeles.

Oggi ho voglia di parlarvi di New York, ma voglio raccontarvi il mio personale modo di vedere la città. Ricorderete per tutta la vita la sensazione provata la prima volta che si mette piede in città. Ci si sente subito trascinati e forse un po’ abbagliati dalla frenesia di un posto in perenne movimento, che ti richiama con luci, rumori, taxi gialli e tanti eccessi.

New York

 

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